Mangiatori di morte

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Mangiatori di morte
Titolo originale Eaters of the Dead
Autore Michael Crichton
1ª ed. originale 1977
Genere romanzo
Lingua originale inglese
« Non dir bene del giorno finché non è venuta sera; di una donna finché non è stata bruciata; di una spada finché non è stata provata; di una ragazza finché non si è sposata; del ghiaccio finché non è stato attraversato, della birra finché non è stata bevuta »
(Proverbio vichingo)
« ...non sono un guerriero, lo so fin troppo bene! »
(Frase del protagonista)

Mangiatori di morte (Eaters of the Dead, 1976) è un romanzo di Michael Crichton pubblicato da Garzanti nel 1977.

Il libro[modifica | modifica sorgente]

Mangiatori di morte ha come titolo originale il più esteso "Eaters of the Dead: The Manuscript of Ibn Fadlan Relating His Experiences with the Northmen in A.D. 922", vale a dire "Mangiatori di Morte: il manoscritto di Ahmad Ibn Fadlan sulle sue esperienze con i Vichinghi nel 922" d.C..

Il romanzo si presenta come un falso storico, il manoscritto ritrovato e commentato da Crichton stesso riguardante il viaggio di un musulmano del X secolo e delle sue battaglie con un gruppo di Vichinghi contro un misterioso nemico.

Come usuale nei libri di Crichton (vedi Il terminale uomo o il più famoso Jurassic Park), egli accompagna le sue descrizioni facendo riferimento, per dare un senso di autenticità, ad una bibliografia a volte vera ma spesso completamente di fantasia (per esempio quando cita l'editore Fraus-Dolus o l'inesistente Necronomicon). Il libro è comunque storicamente accurato e ben documentato.

Nell'appendice Crichton spiega infatti che le fonti di ispirazione del romanzo sono state fondamentalmente due: i tre capitoli del diario tenuto da Ibn Fadlan riguardanti il popolo dei Rus', l'antica popolazione russa (un manoscritto che esiste davvero e che peraltro è molto citato fra gli storici) e la epopea altomedioevale di Beowulf, sulla lotta di un uomo contro il mostro Grendel e la madre del mostro. Un amico l'aveva sfidato a rendere questi temi interessanti e moderni e Crichton aveva accettato volentieri la sfida.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo, raccontato in prima persona, è ambientato nel X secolo: il Califfo di Baghdad (المقتدر بالله) invia, come punizione per liberarsi di lui, il dignitario Ahmad ibn Fadlan (احمد بن فضلان) al lontano Re dei Bulgari. Ma Ibn Fadlan viene nel tragitto catturato da un gruppo di Vichinghi che sta andando verso nord per rispondere ad una richiesta di aiuto. Ibn Fadlan è costretto controvoglia ad unirsi a quelli che considera barbari, in quanto come 13º guerriero è ritenuto da loro una sorta di portafortuna.

Il raffinato Ibn Fadlan all'inizio è spaventato e disgustato dalle usanze di questo popolo, che giudica sporco e dissoluto, ma lentamente scopre che in esso vi è una visione del mondo più profonda di quanto si aspettasse, e rivedrà radicalmente la sua valutazione iniziale.

Arrivati al villaggio che ha richiesto il loro aiuto, i guerrieri scoprono che il loro nemico arriva sempre con la nebbia. I terrorizzati abitanti parlano di un "serpente di fuoco" e di esseri mostruosi, i wendol (che Crichton spiega, in una delle sue innumerevoli note di pseudoscienza, essere gli ultimi uomini di Neanderthal).

Dopo un attacco notturno il capo dei Vichinghi, Buliwyf, decide di attaccare i wendol nel loro stesso covo, per ammazzare la loro regina (che ha le fattezze tipiche delle Veneri dell'Arte preistorica) e sbaragliare così i nemici. Sarà accompagnato dai suoi guerrieri e il sempre più sconcertato arabo.

Nel gruppo è importante la presenza di Herger, che nel corso della narrazione sarà l'unico interlocutore diretto dell'arabo, dato che è l'unico normanno a conoscere alcuni vocaboli in latino. L'impresa guerresca riesce, e la Dea Madre dei wendol viene uccisa mentre Buliwif solo ferito.

Nel combattimento finale i wendol, impazziti dal dolore, attaccheranno per l'ultima volta il villaggio dei vichinghi. Ed è proprio in occasione di quest'ultima battaglia che i suoi compagni vedono Buliwif uscire dalla tenda con due corvi sulle spalle, i segni distintivi di Odino quando prende forme umane. Lo scontro è vittorioso ma molti vichinghi, tra cui lo stesso Buliwyf, perdono la vita.

Ibn Fadlan, dopo la vittoria, può ritornare a casa, ma sulla via del ritorno il romanzo termina bruscamente, come se anche il manoscritto fosse stato interrotto, con le parole emblematiche: "... e allora accadde".

Il film[modifica | modifica sorgente]

Come spesso è accaduto con i libri di Crichton, dal libro è stato tratto nel 1999 un controverso film, Il tredicesimo guerriero di John McTiernan con Antonio Banderas e Omar Sharif, che però, pur essendo costato più di 80 milioni di dollari, ne ha incassati solo 62.

Il libro stesso, nei paesi in lingua inglese, è stato all'epoca ristampato come "The 13th warrior".

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Michael Crichton (1942-2008)
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