Manda (isola)

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Manda
Geografia fisica
Localizzazione Oceano indiano
Coordinate 2°16′S 40°58′E / 2.266667°S 40.966667°E-2.266667; 40.966667Coordinate: 2°16′S 40°58′E / 2.266667°S 40.966667°E-2.266667; 40.966667
Arcipelago Lamu
Geografia politica
Stato Kenya Kenya
Provincia Provincia Costiera
Distretto Lamu
Centro principale Lamu
Cartografia
Mappa di localizzazione: Kenya
Manda

[senza fonte]

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Manda è un'isola dell'arcipelago Lamu del Kenya, famosa per i porti delle città di Takwa e Manda, entrambi del IX secolo. L'isola è collegata a Lamu tramite traghetto, ed ospita l'aeroporto di Manda. L'isola di Manda Toto si trova ad ovest di Manda. Tra l'isola e la terraferma si trova uno stretto canale chiamato Mkanda.

Sia Manda che Takwa furono probabilmente abbandonate nella prima metà del XIX secolo per la mancanza di acqua. Negli anni sessanta il Dipartimento dell'Agricoltura del Kenya raccomandò la costruzione di bacini in cemento chiamati jabias, per poter raccogliere l'acqua piovana. Furono costruiti due jabias, e molte famiglie si trasferirono sull'isola coltivando mais, cassava, sesamo e cotone.[1]

Città di Manda[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le rovine della città di Manda (sulla costa a nordovest) furono le prime esplorate dall'archeologo Neville Chittick nel 1965. La città nacque nel IX/X secolo per permettere il commercio con il Golfo Persico. La merce più venduta era probabilmente l'avorio preso dagli elefanti. Anche i rami di mangrovia erano importanti. Fin dall'inizio gli abitanti di Manda costruivano edifici utilizzando mattoni quadrati cotti e calcina. Queste tecniche edilizie si trovano solosulla costa e sulle isole del Kenya, e non furono usate nell'entroterra dello Stato[2], mentre i mattoni di dimensione media di 18 cm sono unici in Africa orientale in questo periodo, probabilmente importati da Sohar, in Oman, inizialmente come zavorra nelle navi che entravano in porto.[3] Dalla metà del IX all'inizio dell'XI secolo, gli edifici furono costruiti anche con corallo chiamato "corallo straccio", tagliato dalla barriera corallina morta.

I grandi scavi del 1966, 1970 e 1978, portarono alla luce l'incredeibile prosperità di quel periodo, grazie anche alle porcellane cinesi databili al IX secolo, alle ceramiche islamiche ed al vetro, oltre a cercamiche locali. La caratteristica più sorprendente della città sono le grandi mura costruite tra il IX ed il XIII secolo.[4] Queste mura costeggiano l'oceano, per poi proseguire nell'entroterra. Si pensa che siano state costruite sia per bonificar parte della costa, che per consolidare i confini della penisola.

Al suo apice, la città copriva un'area di 16 ettari, è si è stimato che la sua popolazione raggiunse le 3500 unità circa.[5] Manda prosperò fino al XIII secolo, quando ne iniziò il declino.

Takwa[modifica | modifica sorgente]

Rovine del mihrab di Takwa

Le rovine di Takwa risalgono al 1500-1700, e nel 1982 sono state dichiarate Monumento Nazionale Keniota.

Aeroporto di Manda[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto di Manda è l'unico aeroporto dell'arcipelago di Lamu.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Martin, 1973, p. 27
  2. ^ Chittick, 1984, p. 217
  3. ^ Chittick, 1984, p. 15
  4. ^ Chittick, 1984, p.11-12. Chittick definisce 6 periodi: da metà del IX all'inizio dell'XI, da metà dell'XI alla fine del XIII, dalla fine del XIII al XIV, XV ed inizio del XVI, da metà del XVI al XVII, e dopo il XVII.
  5. ^ Martin, 1973, p. 26

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Chittick, Neville: MANDA: Excavations at an Island Port on the Kenya Coast. British Institute In Eastern Africa, 1984, ISBN 0-500-97006-8.
  • Martin, Chryssee MacCasler Perry ed Esmond Bradley Martin: Quest for the Past. An historical guide to the Lamu Archipelago. 1973.
  • Wilson, Thomas H.: Takwa: An Ancient Swahili Settlement of the Lamu Archipelago. Kenya Museum Society.