Man o' War

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Man o' War
Manowar1920.jpg
Man o' War e Clarence Kummer - 1920.
Nato il 29 marzo 1917
Morto il 1 novembre 1947
Padre Fair Play
Madre Mahubah
Nonno paterno Hastings
Nonno materno Rock Sand
Sesso Stallone
Mantello Sauro
Altezza al garrese 1,65
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Allevatore August Belmont, Jr.
Proprietario Samuel D. Riddle
Allenatore Louis Feustel
Fantino/guidatore Johnny Loftus
Fantino/guidatore Clarence Kummer
Corse disputate 21
Corse vinte 20
Vittorie principali
Corsa Anni
Tremont Stakes (1919)

Grand Union Hotel Stakes (1919)

Sanford Stakes (1919)

United States Hotel Stakes (1919)

Hopeful Stakes (1919)

Futurity Stakes (1919)

Youthful Stakes (1919)

Preakness Stakes (1920)

Belmont Stakes (1920)

Travers Stakes (1920)

Jockey Club Gold Cup (1920)

Lawrence Realization Stakes (1920)

Withers Stakes (1920)

Potomac Handicap (1920)

Dwyer Stakes (1920)
« Trattenersi con forza, fino all'alzarsi della barriera, stretti agli altri, occhi negli occhi.

Zoccoli di tuono, sangue alle narici per la folle corsa.
Ricordate bambini, ovunque voi siate, portate con voi il sangue di Man o' War.[1] »

(Anonimo)

Man o' War (Lexington, 29 marzo 1917Kentucky 1º novembre 1947) è stato un cavallo di razza purosangue inglese, campione negli USA.

Considerato il miglior cavallo da corsa di tutti i tempi,[2] durante la sua carriera – dopo la prima guerra mondiale – si piazzò al primo posto in 20 delle 21 gare a cui prese parte, vincendo un totale di 249.465 dollari. Venne soprannominato "The Big Red" (il grande rosso)[3] per il colore del suo mantello e per l'altezza al garrese superiore alla media dell'epoca. Questo soprannome venne ereditato nel 1972[4] da Secretariat, altro campione degli Stati Uniti.

Nella classifica dei 100 migliori cavalli da corsa americani del XX secolo è posizionato al n. 1[5].

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Man o' War nacque dallo stallone Fair Play e dalla giumenta Mahubah[6], il suo primo allenatore fu il suo primo proprietario: August Belmont, Jr. (1851-1924). Belmont Jr. si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti a 65 anni per dare una mano agli alleati in Francia. Al suo ritorno, la moglie diede nome al nuovo puledro My Man o' War (letteralmente il mio uomo di guerra), in onore di suo marito, ma alla registrazione del puledro la parola "my" fu eliminata[7]. La famiglia Belmont decise di vendere le scuderie e i loro cavalli alla fiera ippica annuale di Saratoga del 1918 e Man o' War venne acquistato per la somma di 5.000 dollari da Samuel D. Riddle, suo ultimo proprietario, che lo portò alla sua fattoria Glen Riddle vicino a Berlin in Maryland.

August Belmont Jr., primo proprietario di Man o' War

Secondo anno d'età[modifica | modifica wikitesto]

Allenato da Luis Feustel e montato dal fantino Johnny Loftus, il 6 giugno 1919 Man o' War debuttò al Belmont Park, contea di New York, stupendo il pubblico per la vittoria netta di 6 lunghezze. Tre settimane dopo vinse il Keene Memorial Stakes. Nei primi del Novecento, le corse ippiche non contemplavano l'uso delle gabbie di partenza e i fantini coi loro cavalli dovevano disporsi dietro una cinghia, nota come "la barriera" (probabilmente l'antenata del canapo o canape che si usa nelle corse del palio) e la partenza veniva determinata dal sollevamento della stessa. L'unica sconfitta di Man o' War venne attribuita proprio a questo metodo di partenza, essendo il cavallo piazzatosi al contrario alla barriera. Allo start, il fantino Johnny Luftus partì girato di 90° gradi e questo fece perdere al suo cavallo secondi preziosi. In più, durante la corsa, commise numerosi altri errori, andandosi a "inscatolare" tra altri cavalli in gara. Nonostante questo, Man o' War perse la gara di sola mezza lunghezza, recuperando posizioni fino all'ultimo e gareggiando più veloce degli altri. Il cavallo che vinse la gara fu Upset. Durante i suoi primi due anni di vita, Man o' War vinse 9 delle 10 corse alle quali venne iscritto.

Terzo anno d'età[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1920, fu negato il rinnovo della licenza da fantino a Johnny Loftus. Fu sostituito da Clarence Kummer e Loftus si ritirò e divenne un allenatore. All'età di 3 anni, Man o' War non partecipò al Kentucky Derby perché il suo proprietario non voleva farlo gareggiare a causa della sua giovane età. Samuel D. Riddle infatti riteneva il suo cavallo non ancora maturo di affrontare una gara da corsa di un miglio e un quarto. Successivamente partecipò alla Preakness Stakes a Baltimora, Maryland, vincendola, e fu poi iscritto al Belmont Stakes, a Elmond, New York. In questa gara, Man o' War staccò e vinse di ben venti lunghezze, battendo anche di 3 secondi il record che fino ad allora era detenuto da Sir Barton, un altro campione di razza.

Man o' War taglia il traguardo al Stuyvesant Handicap - New York, 1920
Sir Barton montato da Johnny Loftus al Preakness Stables nel 1919.

Nello stesso anno partecipò e vinse la Dwyer Stakes a Long Island, New York, la Travers Stakes, a Saratoga Springs (New York); la Stuyvesant Handicap nel Queens, New York e la Jockey Club Gold Cup. Alla fine della stagione, al Lawrence Realization Stakes, nessun proprietario di cavalli osava sfidare l'invincibile Man o' War, considerando il fatto che ogni gara alla quale partecipava era praticamente già vinta. Finalmente, una nipote della signora Riddle, Sarah Jefford, decise di far gareggiare il suo campione Hoodwink in pista, ma Man o' War sorprese tutti vincendo la corsa di ben cento lunghezze e battendo il record del mondo stabilendo i 2:40 per la distanza di un miglio e cinque ottavi, record tuttora imbattuto sui circuiti ippici.

L'ultima corsa alla quale ha partecipato si è tenuta in Windsor, Ontario, Canada, nel circuito del Kenilworth Park Gold Cup, gara in cui fu filmato per la prima volta. Nel percorso, Man o' War si batté con il grande Sir Barton che si trovava in vantaggio. Man o' War, senza tanti problemi, superò e batté di ben sette lunghezze il primo campione della Triple Crown of Thoroughbred Racing. Dopo questa ennesima vittoria, l'imbattuto Man o' War venne ritirato dalle competizioni. Al momento della pensione dopo solo due anni di carriera, Man o' War vantava 20 vittorie su 21 gare, tre record mondiali, due americani e tre record di pista.

Generazioni di campioni[modifica | modifica wikitesto]

Come stallone, Man o' War generò un impressionante numero di fuoriclasse, generando 64 campioni di pista e 200 altri cavalli campioni in altre categorie ippiche. Generò tra gli altri Battleship, (che vinse nel 1938 l'English Grand National) e War Admiral, (che vinse nel 1937 la Triple Crown of Thoroughbred Racing). Inoltre, generò Hard Tack che a sua volta fu il padre del leggendario Seabiscuit.

Se si fa riferimento a grandi campioni attuali, guardando le loro genealogie, molti hanno qualche tipo di relazione con Man o' War.

Man o' War morì nel 1947 alla veneranda età di 30 anni.[8] La causa della sua morte fu attribuita ad un attacco di cuore e questo avvenne ad una distanza molto breve dalla morte del suo groom di lunga data, Will Harbut. Alla sepoltura di Man o' War furono presenti più di duemila persone e divenne un evento seguito da una radiocronaca e da articoli sui giornali di tutto il mondo[9]. Originariamente fu deposto alla Faraway Farm, luogo in cui trascorse i suoi ultimi anni, ma nel 1970 i suoi resti furono spostati in un nuovo sito al Kentucky Horse Park, dove come lapide venne deposta una statua raffigurante il grande campione, realizzata dallo scultore Herbert Haseltine.

Durante la vita di Man o' War, il proprietario Samuel D. Riddle ricevette numerose richieste di vendita del purosangue, ma rifiutò sempre di concludere l'affare sia per il talento che per l'affetto che lo legava al suo campione. Di seguito, la risposta all'offerta fattagli dal milionario W.P.Waggoner:

(EN)

« "Mr. Riddle, I'm prepared to pay you a million dollars for Man o' War."
"Mr Waggoner, many men can have a million dollars, but only one can have Man o' War. I'm not interested in parting with him."

"Come on, Mr. Riddle, everything has its price."

"Go to France and bring back the sepulcher of Napoleon from Les Invalides, then to England
and buy the Crown Jewels, then to India and buy the Taj Mahal,
then I'll put a price tag on Man o' War.[10]" »

(IT)

« Signor Riddle, sono disposto a spendere un milione di dollari per Man o' War"

"Signor Waggoner, molti uomini possono avere un milione di dollari ma solo uno può avere Man o' War. Non ho intenzione di venderlo"

"Andiamo, signor Riddle, ogni cosa ha il suo prezzo"

"Vada in Francia e mi porti il sepolcro di Napoleone da Les Invalides, poi vada in Inghilterra e compri i gioielli della corona, poi vada in India e compri il Taj Mahal. Dopo, stabilirò il prezzo di Man o' War" »

Man o' War è presente nell'elenco della Hall of Fame dei cavalli da corsa dal 1957. In suo onore è stata istituita la Man o' War Stakes, gara che si corre sull'erba nel circuito del Belmont Park a New York. È presente al primo posto nella classifica dei 100 migliori cavalli da corsa americani del XX secolo, istituita dal periodico Blood Horse Magazine.

Maggiori gare vinte[modifica | modifica wikitesto]

Statua in bronzo scala 1:1 di Man o' War al Kentucky Horse Park
  • Tremont Stakes (1919)
  • Grand Union Hotel Stakes (1919)
  • Sanford Stakes (1919)
  • United States Hotel Stakes (1919)
  • Hopeful Stakes (1919)
  • Futurity Stakes (1919)
  • Youthful Stakes (1919)
  • Preakness Stakes (1920)
  • Belmont Stakes (1920)
  • Travers Stakes (1920)
  • Jockey Club Gold Cup (1920)
  • Lawrence Realization Stakes (1920)
  • Withers Stakes (1920)
  • Potomac Handicap (1920)
  • Dwyer Stakes (1920)

Premi speciali[modifica | modifica wikitesto]

  • Campione dell'anno Stati Uniti - due anni d'età (1919)
  • Cavallo dell'anno USA (1920)
  • Stallone leader in Nord America (1926)

Riconoscimenti e onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Hall of fame dei cavalli da corsa Stati Uniti (1957)[11]
  • Classifica dei 100 migliori cavalli da corsa americani del XX secolo (posizione n. 1)[5]
  • Statua in bronzo scala 1:1 al Kentucky Horse Park
  • Man o' War Stakes al Belmont Park, gara ippica istituita in suo onore
  • Man o' War Boulevard a Lexington, Kentucky - Strada dedicata
  • Man o' War Road in Riddlewood, Pennsylvania - Strada dedicata

Record e montepremi vinti[modifica | modifica wikitesto]

 ANNO 
 ETÀ 
 PARTENZE 
 1ª POSIZ. 
 2ª POSIZ. 
 3ª POSIZ. 
 MONTEPREMI VINTO 
 1919 
   2 
      10 
      9 
      1 
      - 
      $83,325 
 1920 
   3 
     11 
      11 
      0 
      - 
      $166,140 
Totale      21 
     20 
      1 
      - 
    $249,645[12].

Pedigree[modifica | modifica wikitesto]

Pedigree di Man o' War:[13]

Padre

Fair Play 
(1905)

Nonno
Hastings 
(1893) 

  • Spendthrift (1876)  
  • Cinderella (1885)  
Nonna

Fairy Gold 
(1896) 

  • Bend Or (1877)  
  • Dame Masham (1889)  
Madre

Mahubah 
(1910) 

Nonno
Rock Sand 
(1900) 

  • Sainfoin (1887)  
  • Roquebrune (1893)  

Nonna
Merry Token 
(1891) 

  • Merry Hampton (1884)  
  • Mizpah (1880) 

Man o' War nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1941, Walter Farley scrive la saga di "The black stallion"[14] ispirandosi alle gesta di Man o' War. Successivamente gli dedica una biografia.
  • Page Cooper e Roger Treat, pubblicano nel 1950 una biografia intitolata "Man o' War".
  • Nel 2006, Dorothy Ours scrive una nuova biografia su Man o' War intitolata "Man o' War: A Legend Like Lightning".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Art.50_anni_dalla_morte_di_Man_o'_War.
  2. ^ (EN) Art. ESPN - Cavalli da corsa - Man o' War votato miglior cavallo del xx secolo_.
  3. ^ (EN) SPORT: Big Red Dynasty, Time.com, 14 marzo 1938. URL consultato il 27 aprile 2010.
  4. ^ (EN) Secretariat remains No. 1 name in racing by Ron Flatter, ESPN.com. URL consultato il 27 aprile 2010.
  5. ^ a b (EN) Sommario - Elenco top 20 in Thoroughbred Champions: Top 100 Racehorses of the 20th Century, Hong Kong, Blood Horse Publications, 1999/2003, pp.5.
  6. ^ (EN) Campioni Purosangue-Man o' War.
  7. ^ (EN) Art. Man o' War: una razza a parte.
  8. ^ (EN) Kentucky Horse Park - Man o' War.
  9. ^ (EN) Foto sepoltura e radiocronaca - Sito Claiborne Farm.
  10. ^ (EN) Man_o'_War_Biografia.
  11. ^ (EN) Hall of Fame, Man o' War.
  12. ^ (EN) Race and Stakes Record in Thoroughbred Champions: Top 100 Racehorses of the 20th Century - Man o' War, Hong Kong, Blood Horse Publications, 1999/2003, pp.12.
  13. ^ (EN) Database_Pedigree_Cavalli_Purosangue.
  14. ^ (EN) The Black Stallion_Ispirato da Man o' War.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dorothy Ours, Man o' War – A Legend Like Lightning, St. Martin's Griffin, 2007. ISBN 9780312341008.
  • Edward L. Bowen, Man o' War: Thoroughbred Legends n.1, Eclipse Press, 2000. ISBN 9781581500400.
  • Walter Farley, Man o' War, Yearling, 1983. ISBN 9780394860152.
  • Page Cooper, Roger L. Treat, Man o' War, Westholme Publishing, 2004. ISBN 9781594160059.
  • Jennifer McKerley, Terry Widener, Man O'War: Best Racehorse Ever, Random House Books for Young Readers, 2005. ISBN 9780375831645.
  • Rommy Faversham, Great Breeders and their Methods - Samuel Riddle, Walter Jeffords and the Dynasty of Man o' War, The Russell Meerdink Company, Ltd., 2005. ISBN 9780929346779.
  • Walter Farley, The Black Stallion, Yearling, 1991. ISBN 9780679813439.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]