Mammoliti

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Famiglia Mammoliti
Area di origine Castellace, Calabria
Aree di influenza Piana di Gioia Tauro, Centro e Nord Italia, Baden-Württemberg, Baviera.
Periodo anni '50 - in attività
Alleati Piromalli
Mazzaferro
Attività traffico di droga
controllo prodotti agricoli
estorsione
appalto pubblico
usura

I Mammoliti sono una 'ndrina di Oppido Mamertina e Castellace alleata dei Rugolo, alle quali fanno capo i Nava, i Cosoleto, i Luppino e i Romeo con loro imparentate. Operano nel narcotraffico e nella gestione di attività agricole, compiono estorsioni e hanno praticato anche il sequestro di persona[1]. All'estero hanno basi in Germania, in particolare nel Baden-Württemberg e in Baviera. I Mammoliti-Rugolo è alleata dei Piromalli e dei Mazzaferro[2].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Faida di Castellace[modifica | modifica sorgente]

Negli anni Cinquanta scoppia una faida con i Barbaro di Castellace[3]. Nell'ottobre 1954 Domenico Barbaro uccide Francesco Mammoliti, allora capobastone[3]. Gli succede il figlio Vincenzo Mammoliti fino alla sua morte nel 1988, il nuovo capo diventa Saverio Mammoliti.

Il 7 novembre 1954 i Mammoliti per vendetta uccidono Francesco Barbaro e altri loro affiliati. Autore dell'omicidio sarebbe Francesco Mammoliti, figlio di Vincenzo, ma che fu rilasciato per insufficienza di prove. Il 19 gennaio 1955, Giovanni Barbaro, fratello di Francesco viene ucciso con 31 colpi di arma da fuoco. Vincenzo viene nuovamente assolto ed invece viene condannato per omicidio suo fratello Antonio Mammoliti[2].

La faida continuò fino all'omicidio di Domenico Barbaro avvenuto a Perugia nel 1978, dopo che ebbe trascorso 26 anni in prigione per l'omicidio di Francesco Mammoliti nel '54[4]. La faida fu vinta dai Mammoliti ed i Barbaro furono costretti a trasferirsi al vicino comune di Platì.

Commissione provinciale e il Caso del barone Cordopatri[modifica | modifica sorgente]

Dal 1988 il nuovo capo è Saverio Mammoliti[5]

Dopo la seconda guerra di 'Ndrangheta negli anni novanta fanno parte della commissione provinciale, organo creato ad hoc dalla 'Ndrangheta per meglio gestire gli affari e le relazioni fra le 'ndrine[6][3]..

Il 10 luglio 1991 viene ucciso a Reggio Calabria il Barone Antonio Cordopatri, l'accusa cade sulla 'ndrina Mammoliti in quanto questi volevano ottenere i terreni della famiglia Cordopatri a costo irrisorio (per esercitare il predominio territoriale e lucrare profitti) ma il Barone si era sempre opposto a tali pretese denunciando il tutto all'autorità giudiziaria. Per tale vicenda viene condannato definitivamente Francesco Mammoliti come mandante[3]..

Sempre in quel periodo il capobastone Saverio Mammoliti avrebbe nominato capo-società Renato Martorano dove in Basilicata fondò l'organizzazione criminale dei Basilischi[7][3].

La faida di Oppido Mamertina[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992 scoppia la cosiddetta faida di Oppido Mamertina tra i Ferraro-Raccosta e i Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo che scatenerà ben 22 morti. L'ultima strage avviene l'8 maggio 1998 con l'uccisione di 5 persone.

Nell'agosto 1997 Domenico Polimeni, affiliato di spicco dei Mazzagatti, uccide Antonio Gugliotta, Antonio Gangemi e Angela Bonarrigo e per questo viene condannato all'ergastolo[8].

Nel 1998 avviene la strage di Oppido in cui vengono uccisi Giovanni Polimeni, figlio del latitante arrestato Domenico, ed il nipote di questo, Vittorio Rustico, la nipote di 8 anni, e ferendo gravemente la moglie e il figlio di sette che si trovavano in auto di fronte alla macelleria Polimeni[8]. Da questo fatto e dopo ben 30 morti, scaturì una tregua che durerà fino al 2011[8][9].

Nel 2003, ormai in carcere, Saverio Mammoliti si dissocia dall'organizzazione e da pentito confessa che durante la faida i Mammoliti dettero l'appoggio ai Ferraro-Raccosta[10].

Nel 2013 con l'operazione Erinni vengono arrestati 20 persone per il coinvolgimento in nuovi episodi della faida tra i Ferraro-Raccosta e Mazzagatti-Polimeni-Bonarrigo e sequestrati beni del valore di 70 milioni di euro. Francesco Raccosta il 3 marzo 2012 uccide il boss Domenico Bonarrigo e per vendetta il suo clan uccide Francesco Raccosta a sprangate e viene dato in pasto ai maiali moribondo, da come si evince dalle intercettazioni. Inoltre il boss dei Ferraro Giuseppe per non essere ucciso anch'egli ha dovuto consegnare tutti coloro che avevano partecipato all'omicidio del boss. Vengono quindi ammazzati anche il cognato Francesco Raccosta Carmine Putrino e Vincenzo Ferraro e Vincenzo Raccosta uccisi a colpi di pistola. Per gli omicidi vengono anche chiamate componenti della famiglia residenti a Roma, in cui le 'ndrine hanno alcune attività ora sequestrati dalle forze dell'ordine, tra cui Simone Pepe[11][12].

Esponenti di spicco[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Mammoliti (1901 - 1954), capobastone ucciso nel 1954 a colpi di lupara durante la faida coi Barbaro[13].
  • Saverio Mammoliti( 13 dicembre 1942)[3]., figlio di Francesco, capobastone, detto Don Saro. Nel 2003 si dissocia dalla drangheta[14].
  • Giuseppe Rugolo, capobastone
  • Domenico Rugolo (1935), capobastone arrestato nel 2007[15].
  • Antonino Mammoliti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p156, ISBN 88-8101-373-8.
  2. ^ a b Esposizione introduttiva del Pubblico ministero nel processo nei confronti di Giulio Andreotti (PDF), Direzione Distrettuale Antimafia Palermo, 1994.
  3. ^ a b c d e f Oppido Mamertina, ma don Saro Mammoliti, l'ex "play-boy di Castellace", è un finto pentito?, 23-11-2012. URL consultato il 30-11-2013.
  4. ^ Male heir born to Mammoliti, Il Giornale di Calabria, 19 gennaio, 1979, citato in: Arlacchi, Mafia Business, p. 111
  5. ^ Paoli, Mafia Brotherhoods, p. 201
  6. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p156, ISBN 88-8101-373-8.
  7. ^ Nicola Gratteri, Fratelli di sangue, Luigi Pellegrini Editore, 2007, p156, ISBN 88-8101-373-8.
  8. ^ a b c La sanguinosa faida di Oppido sullo sfondo dell'arresto del latitante a Fiumefreddo, 15-07-2012. URL consultato il 30-11-2013.
  9. ^ Presi gli assassini della bimba in corriere.it, 20-05-1998. URL consultato il 30-11-2013.
  10. ^ Ecco perché mi schierai con i Ferraro in Gazzetta del Sud, 20 maggio 2003.
  11. ^ Ndrangheta, il killer intercettato: "Quello lo abbiamo dato in pasto ai maiali" in repubblica.it, 26-11-2013. URL consultato il 30-11-2013.
  12. ^ 'Ammazzati a colpi di pala e gettati ancora vivi in pasto ai maiali', 26-11-2013. URL consultato il 30-11-2013.
  13. ^ Mammoliti, nella cupola calabrese con i volantini del ministro in Corriere.it.
  14. ^ dissociato Saro Mammoliti padrino della ' ndrangheta in Corrierie.it.
  15. ^ Rizziconi (Reggio Calabria) si dimette il sindaco Girolamo Michele Bello, si va a nuove elezioni in Melitoonline.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]