Mammiferi velenosi

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Per mammiferi velenosi s'intendono quei mammiferi in grado di produrre sostanze tossiche, utilizzate poi per mettere fuori combattimento eventuali predatori o per paralizzare le prede.

L'evoluzione del veleno[modifica | modifica sorgente]

Si pensa che un tempo la presenza di mammiferi velenosi fosse una cosa tutt'altro che rara: lo studio dei denti di alcuni piccoli mammiferi vissuti circa 60 milioni di anni fa (Bisonalveus browni ed un altro mammifero non classificato simile a un toporagno) ha rivelato della scanalature presenti nei canini che si ipotizza servissero a far scorrere il veleno nel corpo della vittima durante il morso, anche se la presenza di canali dentali non è obbligatoriamente indice di velenosità (scanalature dentali sono presenti anche nei primati, nei coati e nei megachirotteri). I mammiferi velenosi attualmente esistenti sono molto pochi; infatti la proprietà di secernere sostanze tossiche è appannaggio tipico di molti invertebrati degli altri vertebrati (si pensi ai serpenti, alle rane del genere Dendrobates, ai pesci pietra, o addirittura agli uccelli velenosi come i pitui e l'ifrita della Nuova Guinea). La rarità della velenosità nei mammiferi attuali è stata spiegata ammettendo una superiorità intellettiva ed adattativa degli stessi nei confronti dell'ambiente circostante, che renderebbe superflua la presenza di apparati veleniferi costosi da mantenere in termini energetici.

I mammiferi velenosi attuali[modifica | modifica sorgente]

Di seguito è riportata una lista di mammiferi moderni in grado di produrre sostanze velenose.

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