Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York

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Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York
Home Alone 2.png
Una scena del film
Titolo originale Home Alone 2: Lost in New York
Paese di produzione USA
Anno 1992
Durata 115 min
Colore colore
Audio Dolby Stereo
Genere commedia
Regia Chris Columbus
Soggetto John Hughes
Sceneggiatura John Hughes
Fotografia Julio Macat
Montaggio Raja Gosnell
Musiche John Williams
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York (Home Alone 2: Lost in New York) è un film del 1992 diretto da Chris Columbus, sequel di Mamma, ho perso l'aereo.

Le riprese si sono svolte dal 9 dicembre 1991 al 6 maggio 1992.[1]

Il film è uscito negli Stati Uniti d'America il 20 novembre 1992 ed in Italia il 18 dicembre dello stesso anno.[2]. Anche questo come il prequel Mamma ho perso l'aereo è ormai annoverabile tra i film natalizi essendo ambientato come il precedente fra il 22 e il 25 dicembre.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un anno dopo gli eventi del primo film, la famiglia McCallister decide di passare le vacanze natalizie a Miami. Questa volta Kevin non viene "dimenticato" a casa, ma a causa del solito disordine alla partenza il ragazzo sbaglia aereo e sbarca a New York da solo. Mentre i genitori contattano la polizia per le ricerche, Kevin non si sgomenta e dà inizio alle sue avventurose vacanze, complice la carta di credito del padre rimasta a lui. Per cominciare prenota una lussuosa camera al Plaza Hotel (la cui réclame recitava "L'albergo più eccitante di New York").

Facendo una prenotazione a nome di suo padre, soggiorna nell'albergo (spiato dal portinaio Hector, sospettoso nei confronti del bambino) concedendosi succulente razioni di gelato e viaggi in limousine alla volta del grande negozio di giocattoli Duncan, a cui lascia una offerta per l'ospedale dei bambini poveri. Al Plaza Hotel, Kevin mette in luce la sua straordinaria furbizia e astuzia: quando Hector bussa alla porta della sua stanza, il bambino gli riserva una sorpresina: gonfia il suo pupazzo gonfiabile che si è portato da casa e lo mette sotto la doccia, facendo finta che si tratti di suo padre.

E il registratorino di Kevin, nel bel mezzo della scena recita: Fuori di qui, piccolo ficcanaso pervertito o te le suono di santa ragione. Davanti al negozio di giocattoli Kevin incontra i ladri, Harry e Marv, gli stessi che l'anno prima avevano tentato di svaligiargli la casa (evasi dal carcere, durante una rivolta). Dopo che Hector ha scoperto che la carta di credito risulta rubata Kevin non può neanche rifugiarsi in albergo per sfuggire ai due ladri che si vogliono vendicare.

Il ragazzino trova aiuto nell'anziana "donna dei piccioni" del Central Park (una barbona che da due anni non parla con nessuno, ma che con Kevin si sblocca e stabilisce una immediata amicizia) e soprattutto si rifugia nella casa in fase di ristrutturazione dello zio Rob, nell'Upper West Side, verso cui attira Marv e Harry. Kevin ha appreso che il duo vuol fare un colpo, rubando gli incassi del negozio Duncan destinati ai bambini malati: la battaglia all'interno della casa tra vernici, kerosene, contatti elettrici e mattoni lanciati dal cornicione come coriandoli si rinnova a New York e Kevin riesce ancora ad avere il sopravvento.

Marv ed Harry finiscono nel buio del Central Park inseguendo Kevin, feriti, bruciacchiati, umiliati per giunta da un nugolo di piccioni, che li becchettano sotto gli occhi divertiti della loro "signora", oltre che quelli dei poliziotti. Intanto tutta la famiglia McCallister, giunta a New York e stabilitasi al Plaza Hotel, è sulle tracce di Kevin: finalmente la madre di Kevin ritrova il figlio davanti al gigantesco albero del Rockefeller Center.

Così la famiglia McCallister al gran completo si ritrova la mattina di Natale, nella suite al "Plaza", sommersa da una montagna di giocattoli. Kevin però non dimentica di salutare la donna dei piccioni, alla quale consegna in segno di amicizia una tortorella di gesso: lui ha la gemella (un dono del giocattolaio Duncan), per poi darsela a gambe dal furioso padre, al quale ha usato la carta di credito e ora, deve pagare poco meno di mille dollari.

Incassi[modifica | modifica sorgente]

Il film diventato famoso in Tutto il mondo , di cui ben 10.000 € solo nel primo weekend nelle sale e ben 700.000 $ in tutto il mondo persino superiore ad alcuni film di quel periodo .

Location a New York[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Oltre alla versione cinematografica, è reperibile anche una versione "cut" in cui alcune scene contenenti un linguaggio volgare, vengono tagliate. Viene vistosamente tagliata (vista l'improvvisa interruzione della musica) anche la scena in cui Kevin scatta una foto dall'alto di un grattacielo: una delle due Torri Gemelle.
  • Nella scena in cui Kevin chiede un'informazione nella hall dell'albergo, il tizio che gli risponde è il magnate Donald Trump, proprietario del Plaza all'epoca del film[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Box office / incassi per Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York (1992), Internet Movie Database. URL consultato il 29 ottobre 2011.
  2. ^ Date di uscita per Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York (1992), Internet Movie Database. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  3. ^ 'Guida ai Film 2009' di Leonard Maltin pag.1225

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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