Malaxis monophyllos

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Microstile
Malaxis monophyllos 180606 flos.jpg
Malaxis monophyllos
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Epidendroideae
Tribù Malaxideae
Genere Malaxis
Specie M. monophyllos
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Malaxis monophyllos
(L.) Sw., 1800
Sinonimi

Ophrys monophyllos (basionimo)
Epipactis monophylla
Microstylis monophyllos

Nomi comuni

Malaxis a una foglia
(DE) Einblatt-Weichorchis, Kleingriffe
(FR) Malaxis à une feuille

Malaxis monophyllos (L.) Sw., 1800 è una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidaceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Deve il suo epiteto specifico (monophyllos) alla presenza di una unica foglia; mentre quello generico (Malaxis) deriva dal greco (malakos = tenero, soffice, leggero) e potrebbe riferirsi alla consistenza delle foglie[1].
Il binomio scientifico di questa pianta inizialmente era Ophrys monophyllos, proposta dal botanico e naturalista svedese Carl von Linné (1707 - 1778) in una pubblicazione del 1753, modificato successivamente in quello attualmente accettato (Malaxis monophyllos), proposto dal naturalista, botanico e tassonomista svedese Olof Peter Swartz (1760 – 1816) in una pubblicazione del 1800.


Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti della pianta
Il portamento

L'altezza di queste piante può arrivare fino a 30 cm (minimo 10 cm); non sono piante molto appariscenti e sono inoltre piuttosto gracili. La forma biologica è geofita rizomatosa (G rhiz), sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati rizomi; dei fusti sotterranei dai quali, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.

Radici[modifica | modifica sorgente]

L'apparato radicale è secondario da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è costituito da un breve rizoma tubercolato con due pseudo-bulbi. Questi pseudo-bulbi a forma ovoidale sono di colore biancastro (dato dalle guaine membranose in cui sono avvolti). Le funzioni di queste strutture sotterranee sono quelle di alimentare la pianta, ma anche di raccolta dei materiali nutritizi di riserva. Dimensione dei pseudo-bulbi: larghezza 4 – 5 mm; lunghezza 6 – 8 mm.
  • Parte epigea: la parte aerea è eretta e semplice e di colore verde. Il fusto è glabro.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

La foglia

Questa pianta è costituita da una sola foglia intera, posta alla base del fusto, a forma ellittico-obovata, lunga fino a 10 cm, raramente accompagnata da una seconda foglia molto più piccola. Sulla pagina fogliare sono presenti delle nervature parallele disposte longitudinalmente (foglie di tipo parallelinervie). Le foglie sono inoltre amplessicauli (avvolgono il fusto nella parte basale) e carenate. Il portamento delle foglie è eretto-patente. Dimensione delle foglie: larghezza 1 – 2 cm; lunghezza 3 – 4 cm (massimo 10 cm).

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

L'infiorescenza si compone di un racemo allungato e lasso. In questo genere di orchidee i fiori non sono resupinati (ossia ruotati di 180° - in realtà spesso queste piante presentano una doppia torsione per un totale di 360°) e quindi il labello si trova nella posizione nativa (in alto). I fiori inoltre sono provvisti di un peduncolo posizionato all'ascella di una sottile brattea non più lunga dell'ovario. Lunghezza dell'infiorescenza: 6 – 15 cm. Lunghezza del peduncolo: 2 – 3 mm. Lunghezza delle brattee : 3 mm.

Fiore[modifica | modifica sorgente]

I fiori

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[2]. I fiori sono nettariferi; il colore è verdastro con sfumature gialle. Dimensione dei fiori: 4 – 5 mm.

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula[3]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). Tutti i tepali sono a disposizione patente. Quelli esterni sono a forma ovato-lanceolata, mentre quelli interni (solo i primi due in quanto il terzo, il labello, è molto diverso) sono più stretti e a forma quasi lineare. I tepali sono mono-venati. Dimensione dei tepali esterni: larghezza 0,8 – 1,4 mm; lunghezza: 2 – 4 mm. Dimensione dei tepali interni: larghezza 0,3 mm; lunghezza: 1,5 – 3,5 mm.
  • Labello: il labello è intero (non lobato) e semplice (non diviso in due parti) ed è privo dello sperone. La forma è ovata ed è più grande degli altri tepali; all'apice è acuminato. Inoltre è lievemente concavo e forma un cappuccio a protezione degli organi riproduttori.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare) è concresciuto con lo stilo e forma una specie di organo colonnare chiamato ginostemio[4]. Il polline è conglutinato in pollinii (o masse polliniche) più o meno incoerenti. I pollinii sono forniti di un retinacolo (una ghiandola vischiosa). L'ovario è infero e sessile, ed è formato da tre carpelli fusi insieme[5]. Lunghezza dell'ovario : 3 mm. Lunghezza del ginostemio: 1 mm.
  • Fioritura: Fiorisce da giugno a agosto.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è una capsula obvoide pedicellata con diverse coste e deiscente per alcune di queste. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio[6]. Dimensioni della capsula: larghezza 4 mm: lunghezza 6 – 7 mm. Lunghezza del pedicello: 2,5 – 3 mm.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

L'impollinazione in questa pianta avviene tramite insetti; mentre la riproduzione avviene in due modi diversi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi; ma la germinazione dei semi è condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra).
  • per via vegetativa in quanto il rizoma possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

  • Distribuzione: In Europa è presente dalla Scandinavia alle Alpi fino ai Carpazi; è assente in Europa occidentale. La presenza in Italia è limitata alle regioni alpine centro-orientali (province di SO TN BZ BL UD) ove è considerata una specie rara. Si trova anche nella Svizzera orientale e in Austria.
  • Habitat: predilige le radure boschive di conifere (schiarite dei boschi, tagli forestali e margini boschivi) e i prati umidi in vicinanza di acqua sorgiva o lungo le scarpate dei corsi d'acqua. Il substrato preferito è sia calcareo che calcare-siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere umido.
  • Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 700 fino a 1900 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte subalpino.

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[7]:

Formazione: delle comunità forestali
Classe: Carpino-Fagetea
Ordine: Fraxinetalia

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[8]. Il genere Malaxis è molto numeroso e comprende da 200 a oltre 500 specie a seconda dei vari Autori. In Europa sono presenti solo due specie.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
Il numero cromosomico di M. monophyllos è 2n = 30[9] (altre analisi hanno data dei valori di 2n = 60)[10].

Varietà[modifica | modifica sorgente]

La World Checklist dei Kew Gardens riconosce come valide le seguenti varietà, non presenti in Italia[11]:

  • Malaxis monophyllos var. brachypoda (A.Gray) P.Morris & Eames (1929)
  • Malaxis monophyllos var. obtusa Tsukaya & H.Okada (2000)

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

La specie di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Ophrys monophyllos L. (1753) (basionimo)
  • Epipactis monophylla F.W.Schmidt (1795)
  • Microstylis monophyllos (L.) Lindl. (1830)

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Diverse orchidee spontanee del territorio italiano si presentano con infiorescenze poco appariscenti e colorazioni tendenti al verde, e quindi confondibili una con l'altra. Qui, brevemente, elenchiamo alcune di queste specie, oltre a quella di questa voce (le varie differenze sono documentate nelle rispettive voci dell'enciclopedia):

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Il "Libro rosso delle piante d'Italia" la classifica come specie vulnerabile (VU) [12].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 26 gennaio 2010.
  2. ^ Pignatti, op. cit., vol. 3 - pag. 700
  3. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 19 gennaio 2010.
  4. ^ Musmarra, op. cit., pag. 628
  5. ^ Pignatti, op. cit., Vol. 3 pag. 700
  6. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - pag. 808
  7. ^ Flora Alpina, op. cit., vol. 2 - pag. 1146
  8. ^ Strasburger, op. cit., vol. 2 - pag. 807
  9. ^ Tropicos Database. URL consultato il 26 gennaio 2010.
  10. ^ eFloras - Flora of North America. URL consultato il 26 gennaio 2010.
  11. ^ The Board of Trustees of the Royal Botanic Gardens, Kew, World Checklist of Selected Plant Families. URL consultato il 27 gennaio 2010.
  12. ^ Conti F., Manzi A. & Pedrotti F., Libro rosso delle piante d'Italia, Roma, Ministero dell'Ambiente, WWF Italia, Società Botanica Italiana, 1992.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]