Malattia policistica renale autosomica recessiva

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Malattia policistica renale autosomica recessiva
Autorecessive.jpg
Trasmissione di tipo autosomico recessivo che caratterizza la ARPKD.
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 753.1
ICD-10 (EN) Q61
Sinonimi
ARPKD

La malattia policistica renale autosomica recessiva o semplicemente malattia policistica renale infantile è una rara malattia che colpisce neonati e bambini e che si caratterizza per la presenza di numerose piccole cisti e dotti dilatati a livello di entrambi i reni e che ha una modalità di trasmissione di tipo autosomico recessivo.

Eziologia e patogenesi[modifica | modifica sorgente]

La ARKPD è dovuta ad un'ampia gamma di mutazioni che colpiscono il gene PKHD1 presente sul braccio corto del cromosoma 6 in posizione 21-23.[1][2] Tale gene codifica per una proteina di membrana chiamata fibrocistina, espressa sia nel rene che nel pancreas e nel fegato. Benché non ci siano ancora dati certi al riguardo, sembra che la fibrocistina sia coinvolta nella trasduzione di complessi segnali extracellulari alla base della proliferazione e maturazioni delle cellule che compongono i dotti collettori e l'albero biliare.

Profilo clinico[modifica | modifica sorgente]

Benché abbia spesso un esito infausto, la malattia si manifesta con un elevato grado di pleomorfismo, sia in senso prognostico che semeiologico. Il quadro clinico è dominato da insufficienza renale solitamente presente già alla nascita o nella vita intrauterina. In altri casi, più rari, l'insufficienza renale si manifesta progressivamente e provoca quadri rilevanti solo nella prima infanzia. La base di questo pleomorfismo è da ricercare nel fatto che non tutte le mutazioni di PKHD1 correlano con entità disfunzionali diverse. In alcuni rari casi, la malattia si manifesta in maniera subdola dopo l'infanzia con quadri extrarenali tipici come la fibrosi epatica congenita, caratterizzata da fibrosi peri portale senza alterazione della via biliare.

Profilo diagnostico[modifica | modifica sorgente]

Molto spesso, a causa dell'estrema gravità della malattia, il riscontro diagnostico è l'unico momento in grado di identificare la malattia. Nei casi meno gravi, il sospetto diagnostico può essere avvalorato dall'ecografia che mostra un rene costellato da numerosissime piccole cisti e caratterizzato da dilatazione cilindrica dei dotti collettori. L'analisi genetica dimostra alterazioni in omozigoti o in etereozigoti composta del gene PKHD1.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Il neonato deve essere assistito attraverso ventilazione meccanica e dialisi in attesa del trapianto renale. I bambini con fibrosi epatica grave devono essere invece monitorati valutando la possibilità di trapianto di fegato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bergmann C, Küpper F, Dornia C, Schneider F, Senderek J, Zerres K, Algorithm for efficient PKHD1 mutation screening in autosomal recessive polycystic kidney disease (ARPKD) in Hum. Mutat., vol. 25, nº 3, marzo 2005, pp. 225–31, DOI:10.1002/humu.20145, PMID 15706593.
  2. ^ Zhang MZ, Mai W, Li C, et al., PKHD1 protein encoded by the gene for autosomal recessive polycystic kidney disease associates with basal bodies and primary cilia in renal epithelial cells in Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., vol. 101, nº 8, febbraio 2004, pp. 2311–6, PMC 356947, PMID 14983006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Albertazzi-Porena, Malattie del rene, delle vie urinarie e dell'apparato genitale maschile, Padova, Piccin, 2003, ISBN 88-299-1742-7.
  • Robbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie (7ª edizione), Torino - Milano, Elsevier Masson, 2008, ISBN 978-88-85675-53-7.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]