Malattia di Legg-Calvé-Perthes

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La malattia di Legg-Calvé-Perthes è una malattia degenerativa della testa del femore, e prende anche il nome di osteocondrosi della testa del femore. Prende nome da Arthur Legg, Jacques Calvé, e Georg Perthes; fu descritta per la prima volta da Karel Maydl.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Colpisce prevalentemente in età pediatrica, è una malattia abbastanza frequente nei soggetti tra i 3 e i 12 anni, con media di 7 anni. È più frequente nel sesso maschile di quattro volte rispetto alla sua frequenza per il sesso femminile; interessa il nucleo epifisario prossimale del femore all'una o all'altra anca, ma può essere anche bilaterale, evolve molto lentamente.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Fra i sintomi e i segni clinici ritroviamo dolore da moderato a severo, difficoltà e riduzione del normale movimento, specialmente per quanto riguarda l'abduzione del femore e la sua intrarotazione. Comparsa della zoppia inizialmente dopo esercizio fisico, può diventare poi costante, così come può cronicizzarsi il dolore concomitantemente al cronicizzarsi dell'infiammazione locale. Il dolore può insorgere a seguito di corsa, salto, inginocchiamento ed altre attività, può irradiarsi al ginocchio e causa l'adozione di postura antalgica, caricando il peso sulla gamba non affetta.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Le cause sono sconosciute. La causa scatenante si pensa sia un problema vascolare dell'arteria circonflessa femorale che causi ischemia della testa del femore, come ad esempio spasmo vascolare, microtrombosi o microinfarti, specie se ripetuti nel tempo. Instauratasi l'ischemia, può verificarsi necrosi del tessuto a valle, il quale verrà poi sostituito da nuovo tessuto osseo, dando così l'aspetto a strato proprio di questa patologia. Il fumo materno durante la gravidanza, basso peso alla nascita, crescita non proporzionata, bassa statura, ritardo di maturità ossea, variazioni ormonali sistemiche e povertà costituiscono fattori di rischio.[1]

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento generalmente è conservativo e si avvale di trazione, uso di tutori e fisioterapia. In casi gravi da 8 anni in su è contemplato riposo dal carico e osteotomia con fissatori esterni, nonché supporto psicologico. Data l'insorgenza a lungo andare delle complicazioni fisiche, per questo sono in corso alcuni studi che cercano soluzioni più efficaci, come l'uso di bifosfonati.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bahmanyar S, Montgomery SM, Weiss RJ, Ekbom A., Maternal smoking during pregnancy, other prenatal and perinatal factors, and the risk of Legg-Calvé-Perthes disease. in Pediatrics., vol. 122, agosto 2008, pp. e459-464.
  2. ^ Sinigaglia R, Bundy A, Okoro T, Gigante C, Turra S., Is conservative treatment really effective for Legg-Calvé-Perthes disease? A critical review of the literature. in Chir Narzadow Ruchu Ortop Pol., vol. 72, 2007, pp. 439-443.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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