Malattia di Dupuytren

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Malattia di Dupuytren
Morbus dupuytren fcm.jpg
Contrattura di Dupuytren al quarto dito (una delle forme più comuni)
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 728.6
ICD-10 (EN) M72.0
Sinonimi
sindrome di Dupuytren
fibromatosi palmare
contrattura di Dupuytren
Eponimi
Guillaume Dupuytren

La malattia di Dupuytren è una patologia a carico della mano caratterizzata dalla flessione progressiva e permanente di uno o più dita, ed è fra tutte le forme di deformità della mano la più comune.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Prende il nome dal barone Guillaume Dupuytren, un chirurgo francese che per primo, nell'800 ne descrisse i sintomi nel proprio cocchiere.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Colpisce prevalentemente i maschi in età adulta, la sua incidenza aumenta al raggiungimento della quinta decade di età.[1]Si mostra con maggiore frequenza sul lato ulnare della mano.

Fattori di rischio[modifica | modifica sorgente]

Fattori di rischio sono dovuti a elementi patologici come l'epilessia, la cirrosi epatica, infezioni da HIV, o il diabete mellito oppure ad elementi di abuso di sostanze alcoliche ed ancora episodi traumatici, predisposizione familiare su base genetica.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Viene provocata dall’irrigidimento dell’aponeurosi del palmo della mano che riveste i tendini flessori delle dita. È una fibromatosi palmare superficiale (tumore benigno).

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

I sintomi sono la progressiva comparsa di noduli sottocutanei, all'inizio molto sensibili agli stimoli esterni, successivamente diventano indolori. Altre manifestazioni sono dei cordoni solidi e prominenti nel palmo della mano con progressiva flessione delle dita. Essa si manifesta esternamente con un progressivo irrigidimento delle dita in flessione palmare, con relativa difficoltà di movimento flessoestensorio che, col tempo, degenera fino all'immobilità.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Contenitiva[modifica | modifica sorgente]

Non esistono trattamenti contenitivi efficaci, l'uso di stecche per immobilizzare la parte interessata non porta a risultati efficaci. Ultimamente si stanno sperimentando con discreto successo iniezioni di collagene[2]

Chirurgica[modifica | modifica sorgente]

L'intervento si effettua in percutaneo ad ago (aponeurotomia) o, secondo la chirurgia classica, con aponeurectomia. Esso deve venir praticato nel corretto momento, valutando la facilità di accesso chirurgico e la compromissione funzionale. Tale compromissione è valutata in differenti stadi, i quali indicano quindi anche la gravità della sindrome. Il test comunemente utilizzato per valutare se si sia raggiunta o meno l'indicazione ad operare fu descritto da Hueston (tabletop test)[3]: il paziente pone la mano con il palmo rivolto sul tavolo, cercando di tenerla piatta e di mantenere il contatto del palmo con la superficie del tavolo. La contrattura è definita severa abbastanza da richiedere il trattamento chirurgico allorquando non fosse possibile toccare il tavolo con il palmo della mano a causa della contrattura.

Lo scopo del trattamento riabilitativo è quello di prevenire l'edema, che potrebbe impedire i movimenti di flesso-estensione delle dita, quello di allontanare il rischio dell'instaurarsi di una algoneurodistrofia e quello di ripristinare la normale funzionalità della mano.

Viene utilizzata anche la terapia chelante.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione pag 345, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.
  2. ^ Walter B Greene, Ortopedia di Netter pag 355, Milano, Elsevier Masson srl, 2007, ISBN 978-88-214-2949-1.
  3. ^ [1]
  4. ^ terapiachelante.it - Benvenuti nel sito della società italiana di terapia chelante

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.
  • Walter B Greene, Ortopedia di Netter, Milano, Elsevier Masson srl, 2007, ISBN 978-88-214-2949-1.
  • The Hand Volume 14, Issue 1, February 1982, Pages 100-103

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