Maiuscolo

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Si definisce maiuscola una scrittura compresa in un sistema bilineare di linee parallele. Nella lingua italiana la lettera maiuscola è il carattere con cui si inizia a scrivere la frase, la prima del testo o quelle successive dopo il punto fermo o il punto interrogativo o il punto esclamativo, anche all'interno delle virgolette.

Con la lettera maiuscola iniziale vanno scritti anche i nomi propri di persona e i cognomi (es. Marco Rossi, Carlo Verdi, ...), tutti i nomi geografici e i nomi delle città o delle vie (es. Monte Bianco, mar Mediterraneo, Genova, via Garibaldi, ...), i nomi propri di cosa (motonave Intrepido, grattacielo Pirelli ...) ed in genere le lettere degli acronimi (O.N.U., U.E., I.N.P.S., ...).

Per quanto riguarda i nomi di popolazioni, si utilizza la maiuscola solo se sono usati in funzione di sostantivi (es. gli Italiani, i Francesi, i Tedeschi, ...), né questa regola ha valore assoluto; in caso contrario (cioè se hanno funzione di aggettivo), vanno scritti sempre con la lettera minuscola (es. gli uomini italiani, i marescialli francesi, l'esercito tedesco, ...).

In italiano nei titoli di libri, film, canzoni ecc. va indicata con la maiuscola solo la prima lettera della prima parola. Ad esempio Nel blu dipinto di blu e non Nel Blu Dipinto Di Blu.

Tutta la parola viene scritta, in testi meno accurati, con lettere maiuscole ogni qualvolta s'intende darle grande importanza. I caratteri minuscoli dell'alfabeto italiano sono:

a b c d e f g h i j l m n o p q r s t u v x z,

mentre quelli maiuscoli sono

A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V X Z.

L'iniziale maiuscola si usa anche per attribuire ad un concetto, spesso astratto, un significato che si presume più elevato o più autentico. In linguaggio poetico sta sovente ad indicare la personificazione di un sentimento; ne è un esempio la Fama di Virgilio.

Indice

[modifica] Maiuscola reverenziale

La si usa ancora di frequente per i pronomi e aggettivi possessivi che si riferiscono a Dio, a persone o cose sacre, a persona di riguardo (pregare Dio e avere fiducia in Lui; mi rivolgo alla Sua attenzione, signor Presidente).

L'uso moderno ha portato una diffusione nell'utilizzo soprattutto per quando riguarda comunicazioni formali e corrispondenza commerciale (es. in merito alla richiesta da Lei inviata) estendendone l'adozione anche ai pronomi (es. colgo l'occasione per porgerLe cordiali saluti). La spiegazione dei grammatici risiede nel fatto che "la terza persona di cortesia, singolare e plurale, nell’uso scritto richiede l’iniziale maiuscola per evitare confusione con l’uso delle terze persone ordinarie, e che tale uso si estende alle forme degli aggettivi possessivi (Suo, Sua, Loro) e dimostrativi clitici (La, Li) e alle forme pronominali oblique (Le, Loro; rarissimo il plurale Glielo e simili)"[1].

[modifica] Note

  1. ^ Paolo Belardinelli, Sui pronomi di cortesia, pubblicato su La Crusca per voi (n. 35, ottobre 2007, pp. 13-14).

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