Mairengo

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Mairengo
frazione
Mairengo – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Leventina
Comune Faido
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°29′25″N 8°47′20″E / 46.490278°N 8.788889°E / 46.490278; 8.788889 (Mairengo)Coordinate: 46°29′25″N 8°47′20″E / 46.490278°N 8.788889°E / 46.490278; 8.788889 (Mairengo)
Altitudine 920 m s.l.m.
Superficie 6,58 km²
Abitanti 562 (2010)
Densità 85,41 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 6763
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5074
Targa TI
Parte di Faido
Localizzazione
Mairengo è posizionata in Svizzera
Mairengo
Mairengo – Mappa
[*[1] Sito istituzionale]

1leftarrow.pngVoce principale: Faido.

Mairengo[1] (Mairengh in dialetto ticinese) è un ex comune del Canton Ticino, situato a 920 m s.l.m., sul lato sinistro della Valle Leventina, situato in posizione soleggiata e panoramica.

Indice

[modifica] Politica amministrativa

Con votazione popolare del 25 settembre 2011 e con 78 voti favorevoli e 54 contrari, i suoi cittadini hanno accettato la fusione con il comune di Faido.

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[2] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti, degli acquedotti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[3].

Alpe Formazzora 1653 m s.l.m., comune di Bedretto, proprietario il patriziato di Mairengo. Raggiungibile in auto sino al primo Corte, Piano di Formazzora, dove si trova il caseificio.

[modifica] Personalità

[modifica] Monumenti e loghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

  • La Chiesa parrocchiale di San Siro[6] fondata nel 1171 con portico per la vicinanza, dotata di un martirologio citato negli anni 1433 e 1451>. Nella chiesa è visibile un pilastrino di legno addossato al pilastro quadrangolare ligneo che regge il soffitto, munito di una fenditura in cui inserire le offerte, la cui apertura è chiusa da una placca di ferro lavorato: trattasi del ceptum seu corogniam menzionato in un documento dell'archivio della degagna di Tarnolgio del 1474 circa. La posa del tronco era stata voluta dagli anziani della chiesa per raccogliere le elemosine da destinare ai lavori di riparazione dell'edificio, alla luminaria e all'acquisto di calici ed altri oggetti liturgici, ed era scoppiata una lite quando il parroco Stefano si era impossessato di un pezzo di carne di maiale che un fedele, poco prima di Natale, aveva collocato sopra la corognia affinché venisse distribuita ai bisognosi[7].
  • La chiesetta di San Giovanni Battista è scomparsa[8].
  • L'oratorio dei Santi Barnaba e Matteo, a Tarnolgio, è una costruzione con soffitto piano e coro a pianta poligonale; risale forse al XVII secolo; conserva tre statue lignee di santi del XVII secolo e i bassorilievi di San Sebastiano e San Benedetto da Norcia, appartenuti ad un polittico ad ante cinquecentesco; la pala d'altare raffigura la Madonna coi santi Barnaba e Matteo, firmata da Barthololeus Broder di Castelberg, del 1760.

[modifica] Edilizia civile

  • Il cimitero conserva il cenotafio Delmonico, un'edicola neogotica eretta in memoria di Lorenzo Delmonico (1813-1881), il maggior esponente di una nota dinastia di ristoratori attivi a New York.
  • La casa d'abitazione, in piazza Esther Jagmetti a Tortengo, è un edificio cubico classicheggiante, costruito nel 1845 per i fratelli Carlo Antonio, Pietro Giosuè e Siro Jagmetti, fu rinnovato nel 1938.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Note

  1. ^ Mairengo sul Dizionario storico della Svizzera
  2. ^ Annuario del Canton Ticino
  3. ^ Patriziati affiliati all'ALPA
  4. ^ Carlo Jagmetti sul Dizionario storico della Svizzera
  5. ^ Riccardo Jagmetti sul Dizionario storico della Svizzera
  6. ^ Gilardoni, 1967, 327, 401-405.
  7. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 218, 218 nota 78, 226 e nota 136, 227 (foto), 230 e nota 163, 241.
  8. ^ Bernasconi Reusser, 2010, 215, 241

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 198-200.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 38, 39, 254, 289, 299, 327, 348, 401-405, 471.
  • Agostino Robertini et alii, Mairengo, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 225-240.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 106-107.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 132. 133. 135.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 220, 222 nota 99, 227.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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