Maila Nurmi

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Maila Nurmi nel film di E. Wood, Plan 9 from Outer Space (1959).

Maila Nurmi, nata Maila Elizabeth Syrjäniemi e conosciuta con il nome d'arte di Vampira (Petsamo, 11 dicembre 1922Los Angeles, 10 gennaio 2008), è stata un'attrice e personaggio televisivo finlandese naturalizzata americana.


Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

La sua famiglia emigrò negli Stati Uniti nel 1924 per stabilirsi ad Ashtabula, sede della più grande comunità finlandese dell’Ohio. Là rimasero fino al 1939, quando si trasferirono in Oregon. Maila si diplomò al liceo di Astoria per poi fuggire, a diciassette anni, a Los Angeles col sogno di diventare un'attrice di Hollywood. Fu allora che decise di cambiare cognome, adottando quello dell'atleta finlandese Paavo Nurmi, di cui affermava essere nipote.[1] All'inizio lavorò come spogliarellista, danzatrice esotica e pin-up per l'illustratore Alberto Vargas, ruoli che peraltro la accomunavano ad altri nomi divenuti poi celebri come Marilyn Monroe e Mamie Van Doren. Nel 1944 fu scritturata a Broadway per due opere teatrali di Michael Todd, Catherine Was Great e Spook Scandals. Nella prima, che debuttò il 2 agosto 1944, fu ben presto estromessa dalla protagonista, Mae West, che temeva di essere messa in ombra.

Nell'horror-show Spook Scandals, in cui apparve per la prima volta nei panni di una dark lady, fu notata dal famoso regista Howard Hawks che la riportò a Los Angeles col progetto di girare l'adattamento cinematografico del romanzo horror Dreadful Hollow. Il film però non fu mai realizzato.

La sua prima apparizione sugli schermi avverrà solo nel 1947, in un piccolo ruolo non accreditato del film con Deborah Kerr, Peccatori senza peccato.

Lavorò anche come showgirl per la Carroll Earl Theatre e come ballerina di fila al Florentine Gardens insieme alla nota spogliarellista Lili St. Cyr.

Nel 1950 si guadagnava da vivere soprattutto posando come pin up per le riviste maschili Famous Models, Gala e Glamorous Models e come guardarobiera al Sunset Strip di Hollywood.

The Vampira Show[modifica | modifica wikitesto]

L'idea per il personaggio di Vampira nacque nel 1953, quando la Nurmi partecipò all’annuale Bal Caribe Masquerade del coreografo Lester Horton, in un costume ispirato a un personaggio dei fumetti di Charles Addams pubblicati sul periodico The New Yorker.

La sua maschera vinse il primo premio e attirò l'attenzione del produttore televisivo Hunt Stromberg, Jr. che pensò di affidarle il ruolo di presentatrice per una rassegna di film horror sulla rete televisiva KABC-TV di Los Angeles. Stromberg riuscì a contattarla tramite un amico comune, Rudi Gernreich, poi divenuto famoso come ideatore del primo monokini.

Il nome “Vampira” fu ideato da Dean Riesner, che la Nurmi aveva sposato nel 1949. Riesner era un ex bambino prodigio del cinema muto, poi divenuto sceneggiatore di numerosi film per il cinema e la televisione tra i quali Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo, Chi ucciderà Charley Varrick?, Brivido nella notte.

Per la caratterizzazione di “Vampira” la Nurmi poté trarre ispirazione da numerose icone presenti in quegli anni nel mondo del cinema e delle riviste: oltre a Morticia Addams possiamo citare anche Theda Bara (vamp del cinema muto), Marlene Dietrich, la Dragon Lady dei fumetti Terry and the Pirates, la malvagia regina di Biancaneve e i sette nani della Disney e le forse anche le spietate mistress di Bizzarre, rivista dell'epoca dedicata al bdsm.

Così, nel 1954, a mezzanotte sul Channel 7 della KABC Vampira fece la sua prima comparsa, attraversando un corridoio ricoperto di ragnatele, appena illuminato dalla fioca luce dei candelabri. Un urlo lacerante e isterico come premessa: "Buonasera. Io sono Vampira...".

La frase di benvenuto di Vampira era: "Spero che voi siate stati tanto fortunati da aver passato una settimana orribile”, quella di congedo: "Fate brutti sogni, cari" accompagnata da una terrificante risata di chiusura. Spesso era accompagnata dal fido “Rollo”, il suo ragno da compagnia.

Una delle caratteristiche più singolari della sua figura era l'innaturale vitino da vespa, ottenuto spalmandosi crema cosmetica mista a polvere di papaya per ammorbidire la pelle. Il suo girovita arrivò a toccare i 42 centimetri. Non abbandonava quasi mai i panni di Vampira e spesso la si vedeva a passeggio per Los Angeles strizzata nel suo lungo abito nero e con un ombrello perché, come amava ripetere, se anche c'era il sole lei sperava che arrivasse un tremendo temporale.

Il successo fu subito enorme: articoli su di lei furono pubblicati da Life e da Newsweek e nel 1954 venne nominata per un Emmy Award come "maggiore personalità femminile" dall'Accademia delle Scienze e delle Arti Televisive degli Stati Uniti. Frequentando tutte le feste più in voga dell'epoca, strinse rapidamente amicizia con numerosi attori tra cui Marlon Brando e soprattutto James Dean, all’epoca ancora semisconosciuto.

Nel 1954 improvvisamente il suo programma venne cancellato dal palinsesto, dopo soli otto mesi. In breve la KABC-TV creò un altro personaggio Voluptua, bionda e sensuale presentatrice di una rassegna di film romantici impersonata da Gloria Pall. Per la Nurmi fu un danno notevole perché i diritti del suo personaggio appartenevano all'emittente televisiva.

Come se non bastasse il 20 giugno 1955 rischiò di essere uccisa da uno psicopatico che la sequestrò nel suo appartamento, tenendola prigioniera per quasi quattro ore. Dopo ripetuti tentativi la donna riuscì a fuggire e a chiamare la polizia con l’aiuto del proprietario di un negozio vicino.

In quello stesso anno l’amico James Dean morì in un inquietante incidente automobilistico e i giornali lanciarono maligne illazioni sul fatto che proprio le frequentazioni con Vampira, la perfida strega, avessero influito negativamente sul destino dell'attore, portandolo a quella tragica fine.

Nel 1956 Vampira, ormai separata anche dal marito, viveva con un sussidio di disoccupazione di soli tredici dollari settimanali. Fu allora che venne contattata da un collaboratore del regista Ed Wood per partecipare al film Plan 9 from Outer Space. La Nurmi accettò solo per i duecento dollari di paga. Trovava, infatti, talmente banale il copione del film e la parte assegnatale che volle recitare solo in silenzio, condizione che Wood non ebbe difficoltà ad accettare.

Dopo Plan Nine girò altri tre film, The Beat Generation, The Big Operator e Sex Kittens go to College di Albert Zugsmith; in tutti e tre compariva anche Jackie Coogan, il protagonista de Il monello di Charlie Chaplin poi divenuto famoso per aver impersonato Zio Fester nella serie televisiva La Famiglia Addams.

Il suo ultimo film risale al 1962, The magic sword, un fantasy prodotto e diretto da Bert I. Gordon, in cui Maila appare irriconoscibile, a parte le caratteristiche unghie vampiresche.

Il 20 giugno 1961 sposò a Orange County, l’attore Fabrizio Mioni, aprendo in seguito una boutique su Melrose Avenue, Vampira's Attic, dove vendeva gioielli fatti a mano e vestiti.

Realizzò oggetti d’arte per diverse celebrità, tra cui Grace Slick dei Jefferson Airplane e Frank Zappa.

Il revival degli Anni Ottanta e la contesa con Elvira[modifica | modifica wikitesto]

Quando nel 1980 Harry e Michael Medved[2] per primi decretarono Plan 9 come il peggior film della storia del cinema questo cominciò ad acquistare una discreta fama, così come il personaggio di Vampira che tornò ben presto in auge.

Nell'aprile 1981 Maila uscì dal suo ritiro per apparire in un cortometraggio dal titolo Bungalow Invader, in cui, ovviamente, compariva vestita da Vampira. Accettò di partecipare a questo lavoro in quanto la legava una stretta amicizia con il proprietario del locale in cui il film fu girato, John Deaven. Inoltre pensava che fosse un buon segno il fatto che lui avesse le stesse iniziali di James Dean.

Durante la festa di Halloween del 1987 Vampira ritornò in televisione, nello spettacolo Late Show della Fox TV. Era vestita di nero con lunghe unghie nere, aveva Rollo appollaiato sulla spalla e indossava un cappello nero con occhiali da sole stile anni ‘50. Durante lo spettacolo definì Elvira, colei che l'aveva sostituita nel ruolo di "dark-lady televisiva", come una "Judy Canova con le ragnatele".

Sei anni prima, infatti, le era stata richiesta dalla KHJ-TV una collaborazione per riportare The Vampira Show sugli schermi televisivi. La Nurmi aveva accettato ma poco dopo abbandonò il progetto per delle divergenze con i produttori. Il motivo fu nella scelta di un’attrice, Cassandra Peterson, il cui personaggio Elvira pur avendo connotati simili a quelli di Vampira rivelava una notazione burlesca non condivisa dalla Nurmi la quale, peraltro, non era stata nemmeno interpellata per un parere in merito. Lo spettacolo fu allora ribattezzato Elvira's Movie Macabre che diede avvio ad una disputa legale per i diritti d’immagine; le istanze della Nurmi alla fine non trovarono accoglimento.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni ‘90 la fama di Vampira crebbe ancora, registrando un susseguirsi di articoli, interviste, approfondimenti legati al personaggio.

Un gruppo gothic rock americano, gli Astrovamps, incisero nel 1993 un pezzo in suo onore.

Successivamente la Nurmi collaborò come consulente tecnico per il film Ed Wood di Tim Burton, in cui furono ricostruiti tutti gli episodi della lavorazione del film Plan 9 from Outer Space. La parte di Vampira fu interpretata da Lisa Marie, allora compagna del regista.

Il sito ufficiale fu aperto da Maila Nurmi nel 2001, iniziando a vendere memorabilia autografate e oggetti d'arte originali su eBay.

Maila Nurmi nel documentario "Schlock! The Secret History of American Movies" (2001).

È morta il 10 gennaio 2008, per cause naturali, nella sua casa di Hollywood, all'età di 85 anni. La sua tomba si trova oggi nel Griffith Lawn dell’Hollywood Forever Cemetery.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maila Nurmi (London), timesonline.co.uk, 16 gennaio 2008. URL consultato il 15 settembre 2009.
  2. ^ Harry and Michael Medved, The Golden Turkey Awards, Putnam 1980.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • P. Keesey, Vamps: An Illustrated History of the Femme Fatale, San Francisco, Cleis Press 1997.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 39216847 LCCN: nr00030232