Maghella

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Maghella
fumetto
Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Dino Leonetti
Testi Furio Arrasich
Genere erotico

Maghella è un fumetto del 1974, opera di Dino Leonetti, che, su testi di Furio Arrasich, inventò il personaggio per il settimanale satirico Menelik. Fu pubblicato dalla Ediperiodici (serie Publistrip) nell'omonima testata per molti anni. La protagonista, giovane fanciulla contraddistinta da due trecce di capelli neri e da seni giganteschi e dotata di imprecisati poteri magici (da cui il suo nome "piccola maga"), viveva rocambolesche avventure a sfondo erotico-sessuale in una fantasiosa epoca medievale. La sua più tipica esclamazione è: "Porca puttana!", ripetuta in ogni episodio; sono anche in assoluto le prime parole che dice quando compare nel primo episodio.

Il fumetto era vietato ai minori di 18 anni. Fu pubblicato anche all'estero riscuotendo un certo successo, soprattutto in Francia, dove la pubblicazione fu integrale e quasi contemporanea all'edizione italiana.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una vergine non fa primavera[modifica | modifica wikitesto]

Maghella, una bellissima fanciulla diciottenne dotata di seni enormi, è risvegliata da un uccellino in una capanna nel bosco incantato. Qui, in un flashback, ricorda di essere stata portata in quel luogo da Pollicino, un ragazzino abbandonato dai genitori nel bosco per la ventunesima volta di seguito. Lo aveva incontrato il giorno precedente mentre vagava per la foresta per esaudire la richiesta di sua madre, che, apparsale in una nuvola di fumo accanto ad un albero, le aveva annunciato il compimento dei suoi diciott'anni e di recarsi al Monte Calvo dove l'attendeva "una sorpresa favolosa". La giovane si riveste dunque per avviarsi verso la sua destinazione, scontrandosi con il ragazzino, che, eccitato dalle sue forme procaci, cerca di impedirle di uscire dalla capanna e viene perciò preso e vigorosamente sculacciato. Pollicino le chiede perché ha tanta furia di andarsene, e Maghella gli risponde che deve raggiungere al più presto il Monte Calvo, come ha promesso a sua madre. Il ragazzino a quel punto le fa notare che alle pendici del monte c'è un orco, da lui già incontrato in passato, che non lascia che i viandanti valichino la sua dimora. Maghella tirando fuori la lingua in maniera allusiva afferma che riuscirà facilmente a renderlo docile, ma Pollicino le svela che l'orco è omosessuale. Maghella a queste parole si scoraggia immediatamente, ma il ragazzino le suggerisce di svegliare con un bacio Pel di Carota (il principe azzurro), verso il quale l'orco ha una profonda attrazione: il principe, infatti, dorme da anni nel suo castello, vittima di un incantesimo, e solo il bacio di una vergine potrà risvegliarlo. Maghella protesta di non essere più vergine, dopo la notte trascorsa con Pollicino, ma questi le spiega di averle praticato solo sesso anale, proprio per preservarle la sua verginità. A cavallo, giungono dunque al castello, ove trovano nobili, servi e paggi assopiti, analogamente alla fiaba della Bella Addormentata. Pollicino soggiace ad un assalto sessuale ad opera delle sette nane, mentre Maghella, raggiunto il principe, gli pratica una fellatio (con deglutizione dello sperma) dopo aver letto la scritta sul colletto del principe di "baciare più in basso" e commentando di non averla mai fatta prima a qualcuno che dormisse, risvegliandolo dall'incantesimo. Il principe tuttavia si rifiuta di accompagnarla dall'orco, ma scrive a quest'ultimo un messaggio personale, che sigilla con il suo pene e che servirà a Maghella come lasciapassare. Tornata giù, Maghella cerca Pollicino ma scopre che le sette nane nella loro foga sessuale lo hanno fatto a pezzi. Corre quindi sul suo cavallo al galoppo verso il Monte Calvo, ma il cavallo, essendo in calore, si lascia conquistare da una puledra selvaggia, sbalza la padrona dalla sella e fugge via. Maghella, rimasta appiedata, raggiunge il mare, dove su un molo, incontra Goffredo da Buglione che la mette in guardia dal pericolo dei corsari turchi. Il cavaliere si offre quindi di accompagnarla nel suo cammino. Dopo aver proceduto nel bosco, i due si riposano in una radura e Goffredo sospirando svela a Maghella di aver dovuto sopportare ben sei anni di astinenza sessuale. Maghella, impietosita, immediatamente si alza la gonna; Goffredo dove aver esitato e averla pregata di rivestirsi, non resiste più alla tentazione, ma chiede alla ragazza di avere un rapporto sessuale frontalmente, perché non sopporta l'idea di compiere atti sessuali contro natura. Maghella si rifiuta, giacché afferma di essere ancora vergine e di voler serbare intatto il suo pulcellaggio, ritenendo che esso possa tornarle utile in futuro. Improvvisamente, dal bosco fuoriesce un drago che dice di chiamarsi San Giorgio e che rimprovera la stupidità di Goffredo nel rifiutare il sesso contro natura. Goffredo nonostante le rimostranze di Maghella, afferma tuttavia di averla già compromessa toccandola e baciandola e le promette di sposarla, imponendole frattanto la cintura di castità; quindi, travestiti da lupi per sfuggire ai Saraceni, attraversano una valle, mentre gli animali, scambiatili per loro simili, cercano di avere rapporti con loro; superata la valle Goffredo ingoia la chiave della cintura di castità, provocando la disperazione di Maghella che fugge nel bosco. Qui incontra un enorme turco transessuale che uccide Goffredo e cerca di stuprarla (nonostante la cintura di castità glielo impedisca); ma Maghella, colpitolo alla testa con un masso mentre egli cercava di praticarle sesso orale, lo fa cadere sul cadavere di Goffredo, trafiggedolo con la sua stessa spada. Inizia quindi a vagare nel bosco, giungendo ben presto ad una caverna che si rivela essere quella dell'orco; Maghella gli consegna la lettera datale dal principe, che risulta essere un invito a cena, e l'orco corre a prepararsi con profumo, trucco e mascara, ma per errore si unge con una pozione che lo trasforma in un topo. Tornato normale semplicemente bevendo un goccio d'acqua, si reca dal principe lasciando Maghella sola nella sua caverna. La fanciulla inizia a cercare la stanza nella quale dovrebbe trovarsi la sorpresa promessale dalla madre, e per entrare in una camera decide di sfruttare la pozione dell'orco e trasformarsi in un topo, per poi strisciare attraverso un pertugio. Liberatasi dalle avances di un grosso topo, trova ciò che stava cercando: una grossa bottiglia di forma fallica, dalla quale, impugnandola come in una masturbazione, fuoriesce un genio, che le annuncia di essere il suo schiavo e di essere pronto ad esaudirle tre desideri.

La figlia di Mignot[modifica | modifica wikitesto]

Maghella chiede al genio di farla uscire dalla stanza, e questi gira la bottiglia a forma fallica nella serratura, aprendo la porta. Mentre si allontanano nella foresta, superando i cadaveri di Goffredo e del turco, si imbattono in un esercito, che osservano nascosti dietro ad un cespuglio. Maghella giunti ad un albero, consulta una fattucchiera, che le mostra un pozzo incantato.

Prima notte al burro[modifica | modifica wikitesto]

Vola uccellone...vola![modifica | modifica wikitesto]

L'apprendista scopone[modifica | modifica wikitesto]

Il terribile spegnifuoco[modifica | modifica wikitesto]

Raganotto fa casotto[modifica | modifica wikitesto]

Fata Malizia non perdona[modifica | modifica wikitesto]

Maghella è inseguita da alcuni soldati che la credono al soldo del grande Cagacazzo degli Ubaldi. Giunta ad un burrone, il suo cavallo precipità giù, ma, anziché sfracellarsi, gli spuntano due ali e vola via.

La principessa sul pisello[modifica | modifica wikitesto]

Maghella, non avendo scelta, si gettà anch'essa nel burrone, ed anche a lei spuntano le ali, che spariscono dopo pochi minuti, dandole appena il tempo di raggiungere il fondo del dirupo. I soldati di Cagacazzo si rifiutano di rischiare un salto nel vuoto ed abbandonano l'inseguimento. Sul fondo, Maghella trova un uomo per metà pianta, che gli indica le uova di alcuni imprecisati animali che vengono ad accoppiarsi nel burrone. Quando Maghella ne apre uno, da esso spunta una sua copia in miniatura, completamente nuda: gli esseri che escono dalle uova, infatti, assumono le caratteristiche di colui che le apre. Per risalire il burrone, Maghella e la sua copia in miniatura (cui Maghella dà il nome di Zozzetta) eccitano sessualmente l'uomo per metà pianta, facendogli crescere il pisello per poi arrampicarsi sul tronco di questo. Frattanto, al castello, Raganotto sta torturando tutte le donne del regno con una macchina che le sculaccia; la madre lo convince a far cercare Maghella ed egli ordina all'esercito di recuperarla. Maghella (che ha nascosto Zozzetta fra i suoi seni) raggiunge autonomamente l'accampamento di Cagacazzo degli Ubaldi e si presenta al cospetto del condottiero (caricatura di Amintore Fanfani, all'epoca segretario della Democrazia Cristiana) che le chiede se ha mai divorziato, affermando che il divorzio è peccato e che Dio odia il divorzio. Quando lei gli risponde di no, Cagacazzo la prende in simpatia e la nomina cavaliere perché contribuisca alla loro battaglia contro il loro nemico mortale, il Cavaliere Rosso (riferimento al referendum sul divorzio del 1974). Mentre Maghella infila l'armatura (di forma proporzionata al suo seno) si sente male, e, ricoverata e affidata alle cure del veterinario del campo (in mancanza di un vero medico), le viene svelato di essere incinta. Maghella, terrorizzata dall'idea di un figlio illegittimo, per giunta di razza asiatica (infatti il rapporto sessuale con cui aveva concepito il bambino era quello con Taras Bulbo, nell'episodio 7) chiede al medico di farla abortire, ma questi si rifiuta temendo l'ira di Cagacazzo, fieramente antiabortista oltre che contrario al divorzio. Frattanto Cagacazzo e il suo esercito (i cui vessilli espongono la scritta "SI") partono per la battaglia, cantando in coro: "Fanfa, fanfa , fanfa... tapòn tapòn tapòn!" (parodia del canto di battaglia di Brancaleone con riferimento a Fanfani e alla sua bassa statura). Maghella viene catturata dal Cavaliere Rosso che fa irruzione nell'accampamento, e, portata nel castello, viene gettata in prigione. Zozzetta, passando sotto la porta, scopre che il Cavaliere Rosso è in realtà una donna (che ha sulle mutande la scritta "NO"), si chiama Bernarda ed è la moglie di Cagacazzo. Quando le spiega che Maghella ha bisogno di abortire, subito la libera dandole un biglietto da visita di Zandra, una strega radiata dall'albo che pratica formalmente la manicure.

Cristoforo nonché Colombo[modifica | modifica wikitesto]

Lady Godeva[modifica | modifica wikitesto]

L'uomo nero[modifica | modifica wikitesto]

Le streghe la danno facile[modifica | modifica wikitesto]

Gutenberg il pornografo[modifica | modifica wikitesto]

Trechiappe[modifica | modifica wikitesto]

La dolce abortina[modifica | modifica wikitesto]