Madonna col Bambino (Carlo Crivelli Ancona)

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Madonna col Bambino
Madonna col Bambino
Autore Carlo Crivelli
Data 1480 circa
Tecnica tempera e oro su tavola
Dimensioni 21 cm × 15 cm 
Ubicazione Pinacoteca civica Francesco Podesti, Ancona

La Madonna col Bambino è un dipinto a tempera e oro su tavola (21x15 cm) di Carlo Crivelli, databile al 1480 circa e conservato nella Pinacoteca civica Francesco Podesti di Ancona. È firmato OPVS CAROLI CRIVELLI VENETI.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera, secondo la testimonianza del Melchiorri (1844) proverrebbe dalla cappella del beato Gabriele Ferretti nella chiesa di San Francesco ad Alto di Ancona, eretta nel 1480 dal nipote del beato, padre Bernardino Ferretti. Nel 1861 si trovava comunque nella sagrestia di tale chiesa, in un armadio dove la videro Cavalcaselle e Morelli che, nel catalogo degli oggetti d'arte esistenti nelle Marche, annotarono "di meravigliosa conservazione".

Entrò successivamente nella pinacoteca di Ancona, seguendone le vicende: fu esposta prima nell'ex-convento di San Domenico, poi nella chiesa di San Francesco alle Scale; durante la guerra fu tenuta a Urbino, fino al 1950, e in seguito fu esposta al palazzo degli Anziani e poi al palazzo Bosdari.

La dataziona, su base stilistica, ha oscillato tra gli anni settanta e ottanta del Quattrocento, vicina ad opere quali la Madonna Lenti e la Madonna col Bambino che regge una mela.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Lo schema è tipico dell'artista, con la Madonna a mezza figura che si sporge oltre una balaustra lapidea su cui si trova la firma dell'artista e sta appoggiato un libriccino. Il Bambino è tenuto in grembo, e somiglia a certi fanciulli del Mantegna. Sullo sfondo una tenda calata isola le figure centrali, arricchita da una ghirlanda di foglie e frutta dai significati simbolici, e facente intravedere due brani di paesaggio ai lati: arido a destra e rigoglioso a sinistra, secondo la simbologia di vita e morte prima e dopo la venuta di Cristo.

Molti altri sono i simboli legati alla Passione e alla redenzione umana tramite il sacrificio di Cristo, a partire dal cardellino che il Bambino tiene legato a un filo (la leggenda vuole che la macchia rossa dell'uccellino fosse stata originata dal suo ferirsi con una delle spine della corona di Cristo durante la crocifissione quando tentò di staccarla per alleviarne le sofferenze), le mele, frutto del peccato originale, i rubini rossi di Maria, simbolo della sua premonizione del sangue versato dal figlio. Altri simboli sono invece legati al tema della verginità e della fecondità di Maria, quali le perle e il cetriolo. La nocciola aperta che il Bambino tiene in mano è simbolo di saggezza, tema a cui rimanda anche il libro.

Sontuosa è la veste di Maria, composta da un damasco dorato decorato da perle. A questo decorativismo di matrice quasi bizantina fa da contraltare l'estrema eleganza disegnativa della scena. Maria ad esempio ruota il busto facendo quasi scomparire una spalla e generando un movimento serpentinato con il girarsi del viso dall'altra parte, verso il figlio. Raffinato e poi il modo con cui afferra, in punta di dita, il piedino del figlio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere specifiche:

  • Giovanna Bonasegale Pittei, La Madonna con Bambino di Carlo Crivelli, il Lavoro editoriale, 1984.

Altre opere:

  • F. Apolloni e M. Tazzoli, Antologia Di Belle Arti, Edizioni 9-12, 1979 (pagina 47)
  • Pietro Zampetti, volume Marche, della collana Itinerari dell'Espresso (editoriale l'Espresso, 1980) (pagina 213);
  • Pietro Zampetti, Carlo Crivelli, Nardini Editore, Firenze 1986. ISBN non esistente
  • Pietro Zampetti, Pittura nelle Marche - volume I (Nardini editore, 1988) (pagina 324);
  • Michele Polverari (a cura di), Ancona pontificia (Comune di Ancona, 1994) (pagina 562);
  • Costanza Costanzi, volume Ancona - Pinacoteca civica F. Podesti, della collana Musei d'Italia - Meraviglie d'Italia (Editore Calderini, 1999) (pagine 3 e 17);
  • Valter Curzi, Pittura veneta nelle Marche, Cariverona, 2000 (pagina 120);
  • Andrea De Marchi, Matteo Mazzalupi (a cura di), Pittori ad Ancona nel Quattrocento (Federico Motta editore, 2008)" (pagina 311).
  • Carlo Crivelli, Susanna Avery-Quash, Crivelli e Brera, Mondadori Electa, 2009 (pagina 268);
  • Grande enciclopedia multimediale dell'arte Opera Omnia Carlo Crivelli (scheda 000005102).
  • Pietro Zampetti, La pittura marchigiana del '400 (Electa editrice, senza data - pagine 180 e 181);

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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