Madara Uchiha

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Questo mondo è pieno di cose che non vanno come vorremmo. Più a lungo vivi, più ti accorgi che la realtà è fatta solo da dolore, sofferenza e vuoto. In questo mondo, ovunque ci sia una luce c'è anche un'ombra. Finché il concetto di "vincente" esisterà, ci sarà anche quello di "perdente". L'egoistico desiderio di mantenere la pace scatena le guerre. E nasce l'odio per proteggere l'amore. »
(Madara a Obito per convincerlo ad attuare il piano dell'Occhio lunare)
Madara Uchiha
Madara Uchiha resuscitato dalla tecnica della Resurrezione Impura
Madara Uchiha resuscitato dalla tecnica della Resurrezione Impura
Universo Naruto
Nome orig. マダラ うちは (Madara Uchiha)
Lingua orig. Giapponese
Autore Masashi Kishimoto
Editore Shūeisha
1ª app.
  • Manga: Capitolo 370
  • Anime: Episodio Shippūden 130
Voce orig. Naoya Uchida
Sesso Maschio
Data di nascita 24 dicembre[1]
Parenti
  • Tajima Uchiha (padre, deceduto)
  • Izuna Uchiha (fratello minore, deceduto)
  • Indra Ootsutsuki (precedente reincarnazione)
  • Sasuke Uchiha (entrambi reincarnazioni di Indra)
  • Altri 3 Fratelli (sconosciuti)

Madara Uchiha (うちは マダラ Uchiha Madara?) è l'antagonista principale del manga ed anime Naruto, scritto e disegnato dal mangaka Masashi Kishimoto.

È stato il capo del clan Uchiha e, insieme ad Hashirama Senju, uno dei fondatori del Villaggio della Foglia[2]. Madara è uno dei ninja più forti nel mondo di Naruto, nonché il primo a conseguire lo Sharingan ipnotico eterno[3] e il Rinnegan, dopo l'Eremita delle Sei Vie.[4]

Per la maggior parte della seconda parte del manga viene fatto credere da Tobi di essere lui stesso Madara Uchiha.[4] In realtà, durante la quarta guerra ninja, si scoprirà che dietro la maschera di Tobi si cela Obito Uchiha, il quale si è finto Madara proprio per volere di quest'ultimo.[5]

Personaggio[modifica | modifica sorgente]

Creazione e sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Kishimoto, come per gli altri antagonisti della storia, ha creato Madara con l'obiettivo di dar vita ad un personaggio che contrastasse i valori morali del protagonista Naruto Uzumaki.[6] Il personaggio di Madara viene menzionato per la prima volta nel capitolo 309 dalla Volpe a Nove Code, precisamente durante una conversazione tra il demone e Sasuke Uchiha nella mente di Naruto[7] Solo nel capitolo 370 si avrà la prima apparizione ufficiale del personaggio. Kishimoto, per gran parte della storia, ha fatto credere ai suoi lettori che Madara Uchiha si celasse sotto le vesti di Tobi. Nel capitolo 559, invece, questa teoria viene smentita dall'autore.[8] Nel corso di un'intervista sulla rivista Shonen Jump, Kishimoto dichiara che Madara è un personaggio senza punti deboli ed è per questo che si differenzia dagli altri antagonisti della storia.[9]

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Il Gunbai (軍配?), ovvero l'arma che viene mostrata in possesso di Madara.

Madara è un uomo dal fisico imponente e statuario dall'altezza elevata. Il personaggio è caratterizzato principalmente dall'espressione serena e noncurante che rivela la sua grande sicurezza di sé, nonché dal sorriso sarcastico di cui fa costante sfoggio.

Porta i capelli neri molto lunghi che gli cadono sulla schiena e indossa, solitamente, un'armatura di colore rosso, simile a quella di Hashirama Senju e del samurai Mifune.

Porta sempre con sé un Gunbai (軍配?), ovvero un grandissimo ventaglio che porta dietro la schiena e che utilizza in combattimento.

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Madara viene presentato nella serie come un uomo molto sicuro di sé, orgoglioso e dotato di grande autocontrollo ma anche infido, manipolatore e senza scrupoli. Il suo unico scopo era quello di proteggere il Clan Uchiha, motivo per il quale arrivò persino a prendere gli occhi di suo fratello, secondo la versione raccontata da Itachi Uchiha, sebbene venga detto in seguito da Hashirama Senju che Madara amava veramente il fratello Izuna, lasciando dunque supporre che sia giusta la versione raccontata da Obito[10], nella quale gli occhi venivano dati spontaneamente dal più piccolo dei fratelli Uchiha in modo tale che Madara ottenesse lo Sharingan ipnotico eterno; questa abilità, infatti, gli avrebbe conferito un potere maggiore proprio allo scopo di proteggere i suoi compagni.[10] Unitamente a questo, Madara voleva che fossero gli Uchiha a detenere il comando; proprio per questo motivo egli non aveva intenzione di unirsi al clan Senju, poiché credeva che questi ultimi avrebbero assoggettato gli Uchiha nel giro di poco tempo, cosa che effettivamente avverrà in seguito.[10]

Dopo che il suo clan lo tradì e gli voltò le spalle lasciandolo solo, Madara diventò un vendicatore il cui unico desiderio era quello di vendicarsi degli Uchiha e di Hashirama , ovvero colui che lo aveva privato del titolo di Hokage.[10] Sebbene sia stato Hashirama a sconfiggerlo in combattimento, Madara afferma più volte di ammirare il rivale (come rivela anche Tobi a Sasuke[11]) ed è solito elogiare le abilità dell'Hokage, ritenendole pressoché ineguagliabili.[12]

Solitamente egli irrita i suoi avversari al fine di far loro abbassare la guardia e tende a comportarsi con grande arroganza ed altezzosità per via della sua forza e delle sue abilità. Attraverso la sua "ars orandi" e la sua influenza, Madara tenta di costringere il suo avversario alla resa: fu proprio Madara, ad esempio, con le sue parole, a costringere un giovane Onoki ad arrendersi durante un combattimento.[13] Nonostante sia un personaggio freddo e distaccato, Madara è dotato di uno spiccato senso dell'umorismo, sebbene cinico e quasi sempre nero, che tende a sottolineare con sarcasmo le situazioni e a prendere spesso in giro i suoi avversari (ad esempio i cinque Kage) sottolineandone la debolezza.[12]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Infanzia e l'incontro con Hashirama[modifica | modifica sorgente]

Madara fu uno dei cinque figli di Tajima Uchiha e visse molte decine d'anni prima dell'epoca in cui è ambientata la storia principale. Madara si distinse all'interno del clan Uchiha per il possesso di un chakra particolarmente forte[11] e sin dagli albori fu in rivalità con suo fratello minore Izuna, ed entrambi erano spinti dal desiderio di aumentare la propria forza anche al fine di proteggere il clan, particolarmente temuto e quindi continuamente in lotta.[3]

Un giorno, quando era ancora bambino, incontrò un suo coetaneo di nome Hashirama. Entrambi avevano molte cose in comune: avevano perso alcuni dei loro fratelli ed avevano lo stesso desiderio, ovvero quello di portare la pace nel mondo e creare un villaggio dove i bambini non dovessero più combattere.[14] I due furono, però, divisi dai loro rispettivi padri e scoprirono di appartenere a due clan rivali. Hashirama, infatti, apparteneva ai Senju, storico clan rivale degli Uchiha.[15]

L'ascesa di Madara[modifica | modifica sorgente]

Divenuto adulto, Madara fu il primo tra gli Uchiha, assieme a suo fratello, a sviluppare un potere ulteriore rispetto allo Sharingan, l'abilità oculare tipica del suo clan, ovverosia lo Sharingan ipnotico, al prezzo tuttavia della morte di una persona a lui cara. Con il passare del tempo, grazie a questa sua abilità oculare, riuscì ad accrescere fama e influenza del clan, di cui assunse il comando.[3]

L'utilizzo protratto nel tempo dello sharingan ipnotico rivelò a Madara il punto debole di quest'abilità, consistente in una progressiva perdita della luce, ossia la cecità. Per evitare di perdere la vista Madara ottenne allora gli occhi del fratello,[3][10] strappandoglieli secondo la versione di Itachi, mentre Tobi narra che fu Izuna stesso a donare i suoi occhi, sacrificandosi per suo fratello in modo che egli potesse proteggere e guidare gli Uchiha, e che il fatto che gli furono strappati fu solo una voce diffusa in seguito. Infine Madara rimase quindi solo alla guida del clan. Itachi racconta che "cambiando di proprietario gli occhi del fratello guadagnarono la luce eterna", ossia il trapianto degli occhi del proprio fratello gli permise di acquisire, primo tra gli Uchiha, uno Sharingan ipnotico eterno, ovvero uno Sharingan ipnotico il cui uso non comportasse più la cecità.[3]

La fondazione di Konoha e lo scontro con Hashirama[modifica | modifica sorgente]

Conoscendo la sua forza e quella del clan, numerosi committenti iniziarono a rivolgersi in numero crescente agli Uchiha, unici ninja in grado di contrapporsi validamente all'altro gruppo ninja preponderante al tempo, i Senju, guidati da Hashirama Senju.[11] Madara e Hashirama continuarono ad affrontarsi in molte occasioni e, alla fine, decisero di unirsi per poter realizzare il loro antico sogno, vale a dire fondare un villaggio comune ed interrompere le continue guerre.[16] Il villaggio in questione fu chiamato Villaggio della Foglia e fu fondato nel Paese del Fuoco, anche grazie alla benedizione del daymio locale.[10] Quando venne presa la decisione di eleggere un Hokage per guidare il villaggio, Hashirama candidò Madara a tale carica. L'Uchiha fu, però, scartato in favore di Hashirama, molto più popolare e benvoluto dal villaggio.[16] Persa dunque la possibilità di diventare Primo Hokage, Madara iniziò a dubitare dei Senju ed esortò gli Uchiha, oramai desiderosi di pace dopo anni di conflitti, ad opporsi ad Hashirma per sostenerlo.[10] Gli Uchiha rifiutarono Madara e ciò spinse il ninja ad allontanarsi dal villaggio e dichiarare guerra contro Hashirama che, inutilmente, tentò di convincerlo a restare dalla sua parte.[10][16] Fu durante questo periodo, inoltre, che Madara riuscì a controllare per la prima volta la Volpe a Nove Code, il più potente fra i nove cercoteri.[10][17]

« Volpe, sappi che sei una creazione temporanea. Sei solo la frazione di un potere frammentato... una forza instabile a cui manca la saggezza. Gli Uchiha sono coloro che ti guideranno. Voi cercoteri siete soltanto degli schiavi di noi ninja dotati di poteri oculari. Ubbidisci! »
(Madara prima di assoggettare la Volpe[17])

Riuscito nell'impresa, Madara si ripresentò anni dopo al Villaggio della Foglia in cerca di vendetta allo scopo di conquistarlo o distruggerlo. Hashirama e Madara si affrontarono in un'ultima epica battaglia, ma l'Uchiha non riuscì a sconfiggere il rivale e venne ritenuto morto alla fine dello scontro.[10][18] Il luogo dove si era svolto, trasformato per la violenza della battaglia in un lungo e largo canyon, prese il nome di Valle dell'Epilogo.[10]

L'incontro con Obito[modifica | modifica sorgente]

In realtà Madara riuscì a sopravvivere allo scontro con Hashirama, grazie al fatto che Madara, in particolare le sue tecniche, sono in grado di attivarsi entro un certo lasso di tempo, e quindi anche dopo la morte, ed è qui che entra in gioco il potere dell'izanagi. Riuscì anche ad impadronirsi di una parte del potere dell'Hokage.[19] Divenuto anziano, Madara sviluppò il Rinnegan e, con l'acquisizione dell'Arte del Legno di Hashirama, creò un clone dell'Hokage stesso e gli Zetsu, suoi fedeli seguaci. In seguito trapiantò i suoi occhi a Nagato e li sostituì con uno Sharingan.[5][20] Inoltre, per rimanere in vita, collegò il suo corpo alla statua demoniaca, la quale lo alimentava costantemente di chakra.[20]

Durante la terza guerra ninja, Madara salvò Obito Uchiha, ferito gravemente durante la battaglia con i ninja della Roccia[21], e gli spiegò il piano che aveva elaborato nel corso dei suoi ultimi anni di vita: il piano "Occhio di Luna", consistente nel riunire il chakra dei nove cercoteri per ricreare il Decacoda, il cui chakra sarebbe servito per potenziare oltre ogni immaginazione lo Tsukuyomi e rifletterlo sulla Luna, così da far cadere il mondo in un'illusione eterna e sottrarlo per sempre alla guerra. Madara convinse Obito a svolgere per lui questo piano e creò lo Zetsu Nero per aiutarlo. Inoltre, prima di morire, affidò ad Obito anche l'incarico di arruolare Nagato, il ragazzo che in futuro lo avrebbe riportato in vita attraverso la tecnica della Trasmigrazione del Mondo esteriore.[5][21]

Da quel momento Obito si spacciò per lo stesso Madara e cominciò a catturare i cercoteri insieme all'Organizzazione Alba.

Quarta Grande Guerra Ninja[modifica | modifica sorgente]

Durante la quarta grande guerra ninja viene resuscitato e dopo un breve scontro contro la divisione di Gaara finisce per battersi con i cinque Kage, unici avversari all'altezza della sua forza e della sua fama.[22][23] Quando Kabuto è costretto, a causa di un'illusione di Itachi, a rilasciare la Tecnica della Resurrezione Impura, Madara sembra in procinto di scomparire, ma riesce a liberarsi dalla tecnica, diventando immortale.[24] Dopo aver sconfitto i Kage che, secondo lui, tutti assieme non riescono neanche ad eguagliare la forza di Hashirama, raggiunge Obito, il quale sta combattendo contro Naruto Uzumaki, Killer Bee, Kakashi Hatake e Gai Maito[21][25].

I due Uchiha, dunque, si ricongiungono per sconfiggere il loro nemico comune e per completare il loro piano. Obito risveglia il Decacoda e, insieme a Madara, si lega a quest'ultimo per controllarlo.[26] Il potere del demone controllato dai due Uchiha riesce a tenere testa sia a Naruto e Killer Bee che a tutta l'alleanza dei ninja, nel frattempo giunta anch'essa sul campo di battaglia per sostenere le due forze portanti.[27] Naruto, dunque, utilizza il chakra della Volpe e lo trasferisce ai membri dell'alleanza dei ninja, la quale riesce a spezzare il legame tra gli Uchiha e il Decacoda.[28] Successivamente, dopo l'arrivo dei quattro Hokage resuscitati da Orochimaru, Madara capisce che è giunto il momento per lui di diventare la forza portante del Dedacoda, ma per farlo ha bisogno di ritornare in vita attraverso la tecnica della Trasmigrazione del Mondo esteriore.[29] Attraverso un sigillo, Madara costringe Obito a resuscitarlo, ma il ragazzo non solo resiste al potere di Madara, bensì diventa egli stesso la forza portante del Dedacoda.[30]

Dopo una lunga battaglia tra le forze alleate e Obito, alla sconfitta di quest'ultimo riesce a controllarlo attraverso lo Zetsu nero e a tornare così definitivamente in vita. Dopo aver ottenuto la modalità eremitica di Hashirama, Madara punta ai cercoteri venendo messo inizialmente in difficoltà. Successivamente Zetsu bianco recupera l'occhio destro del rinnegan e lo consegna a Madara, il quale evoca la Statua Diabolica e attiva la tecnica: Rinbo Hengoku, per trascinarvici dentro i cercoteri. A lui si oppone Il Secondo Hokage, che però viene sconfitto e il suo chakra viene assorbito da Madara che così è riuscito a vendicare suo fratello. Il secondo Hokage viene raggiunto da Sasuke, che aveva appena avuto una discussione con Hashirama Senju riguardo una tecnica per bloccare il chakra eremitico di Madara. Tuttavia il tentativo di Sasuke di uccidere Madara si rivela inutile e viene trafitto da Madara stesso con la sua spada che era riuscito a sottrargli poco prima. Liberatosi di tutti gli impicci, Madara evoca dalla statua Gedo il Dedacoda e, come già Obito aveva fatto, lo assorbe diventando il nuovo Rikudo Sennin. Avendo recuperato un solo occhio, si recherà da Obito per recuperare l'altro. Arrivato sul campo di battaglia tenta in vano di riportare il suo ex alleato dalla sua parte ma questi gli riesce a togliere parte del chakra del monocoda e dell'ottacoda gli ultimi due demoni mancanti a Naruto. Dopo un breve scontro con Kakashi e Obito, Madara si ritrova ad affrontare Gai che con l'apertura completa delle otto porte mette in seria difficolta l'Uchiha. Infine riuscito a sopravvivere al Gai della Notte di Gai si ritroverà a che fare con Naruto e Sasuke che hanno acquisito i poteri dell'Eremita delle Sei Vie della Trasmigrazione e degli spiriti di Indra e Ashura.

I due comprendono i segreti dell'ombra derivati dalla tecnica Limbo (Rinbo Hengoku) e si apprestano a combatterla, per poi scoprire che esse sono quattro e che se colpite, arrecano danni al "vero" corpo. In seguito Madara si dirige improvvisamente verso Kakashi e gli ruba lo Sharingan, trapiantandoselo e utilizzandolo per trasportarsi nella dimensione del Kamui, dove si trovano ancora Obito e Sakura. La ragazza non distrugge in tempo il Rinnegan e Madara se ne appropria, acquisendo la forza dell'Eremita delle Sei Vie e apprestandosi a lanciare lo Tsukuyomi Infinito con il terzo Rinnegan (simile all'occhio del Juubi sviluppato da Sasuke), spuntatogli sulla fronte. Dopo che l'albero della vita (contente lo spirito del Decacoda) viene risvegliato, tutti i ninja vengono colpiti dall'illusione e cadono nel mondo dei sogni. Solo Naruto, Sasuke, Sakura e Kakashi si salvano, protetti dal Susanoo Perfetto di Sasuke. Madara si prepara ad attaccare anche gli ultimi sopravvissuti, quando lo Zetsu Nero nel corpo di Obito lo trapassa con un colpo al petto, schernendolo e rivelandogli d'essere in realtà la volontà di Kaguya Ootsutsuki, colpendo Madara assorbirà tutto il potere dei ninja caduti sotto lo Tsukuyomi Infinito e perdendo la vita si trasformerà in Kaguya stessa.

Capacità ninja[modifica | modifica sorgente]

Le tre abilità oculari di Madara: da sinistra lo Sharingan Ipnotico, lo Sharingan Ipnotico Eterno e infine il Rinnegan

Madara Uchiha è sicuramente un ninja dalle incredibili abilità, uno dei migliori di tutto l'universo di Naruto. La sua fama è tale da essere temuto anche in terre lontane ed è paragonabile (ma non superiore) a quella di Hashirama Senju, il Primo Hokage.[10] Abile nel corpo a corpo e dotato di un'arte del fuoco particolarmente potente[4] è stato, insieme al fratello Izuna, il primo a controllare il potere dello Sharingan ipnotico, nonché il primo a scoprire i segreti legati a quest'occhio speciale.[3] Tramite l'uso magistrale dello Sharingan di cui è capace può controllare totalmente la Volpe a Nove Code, che infatti utilizzò contro Hashirama.[31]

Madara è stato il primo ninja ad ottenere lo Sharingan ipnotico eterno, dopo aver ottenuto gli occhi di Izuna[3], e successivamente il Rinnegan[4]. Quest'ultima abilità oculare è stata risvegliata da Madara dopo lo scontro con Hashirama, in quanto grazie ad esso l'Uchiha è riuscito a prendere e successivamente impiantarsi le cellule del primo Hokage, grazie a esse riesce anche a entrare in possesso dell'Arte del Legno di Hashirama. In questo modo Madara ha ottenuto lo stesso potere dell'Eremita delle Sei Vie, il cui potere si era diviso tra i due figli, uno con lo Sharingan (i suoi successori divennero gli Uchiha) e l'altro con l'enorme chakra del padre (i suoi successori divennero i Senju).[32] Ad avvalorare questa ipotesi è proprio Madara, che prima dello scontro nella Quarta Guerra Ninja ricorda che fece trapiantare i suoi occhi su Nagato proprio perché essendo un discendente degli Uzumaki, e di conseguenza dei Senju poteva usare il Rinnegan e sfruttare tutte le abilità ad esso connesse[5][21]. Con le cellule di Hashirama è stato capace di guarire le ferite di Obito, e sempre con quelle cellule è riuscito a creare artificialmente Zetsu; questi fattori fanno capire che Madara, oltre ad essere un ninja estremamente potente, possiede delle conoscenze non trascurabili nel campo delle scienze genetiche. Dopo la sconfitta di Obito da parte dell'alleanza, Madara riesce ad impossessarsi del chakra eremitico di Hashirama e in seguito diventa la forza portante del Decacoda. In questa modalità Madara è immune a qualsiasi arte magica, infatti solo le arti eremitiche e le arti marziali possono danneggiarlo. [20]

In battaglia Madara utilizza un grosso ventaglio chiamato Gunbai (軍配?), capace di assorbire le tecniche nemiche e di rispedirle al mittente.[21] Il ventaglio è stato utilizzato da Madara in quasi tutte le sue battaglie.

Tecniche[modifica | modifica sorgente]

Abilità innate
Arti magiche
Arti illusorie

Arti eremitiche[modifica | modifica sorgente]

  • Arte Eremitica - Rilascio Yin - Artigli Fulminanti (Senpou Inton: Raiha)
Tecniche di confinamento

Il piano dell'Occhio lunare[modifica | modifica sorgente]

Il piano dell'Occhio lunare (月の眼計画 Tsuki no Me Keikaku?)[35] è il piano principale di Madara e, successivamente, anche di Obito Uchiha. Durante la sua vita, Madara ha capito che il mondo reale è dominato completamente dal dolore e dalla tristezza. Per questa ragione, l'Uchiha ha deciso di creare una realtà illusoria o, come egli stesso la definisce, «un mondo di soli vincitori, di sola pace e di solo amore».[20] Questo piano consiste nel riunire il chakra dei nove cercoteri per ricreare il Decacoda, il cui chakra sarebbe servito per potenziare lo Tsukuyomi e, riflettendo i propri occhi sulla Luna, creare un'illusione a livello globale. Madara lo spiega ad Obito, dopo che il ragazzo aveva assistito alla morte della sua compagna Rin:

« Attingendo alla forza della Statua Diabolica posso creare esattamente ciò che voglio, complesso o grande che sia. [...] Questa tecnica illusoria è capace di plasmare un mondo ideale. Poi si tratterà di lanciare l'illusione su tutta l'umanità e trasferirla qui. L'effetto dell'illusione può essere amplificato utilizzando la Luna al posto degli occhi, ed è ciò di cui ci serviremo per creare il mondo onirico»
(Madara spiega ad Obito il piano Occhio di Luna[5])

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Madara compare nei videogiochi dedicati alla serie Naruto a partire da Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm 3.[36] Madara compare anche nell'OAV di Naruto Shippuden: Ultimate Ninja Storm Generations dedicato allo scontro tra Hashirama e Madara stesso.[37]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Kishimoto, Masashi, Naruto Character Official Data Book Hiden Sha no Sho, Shueisha, 2008, p. 48, ISBN 978-4-08-874247-2.
  2. ^ Naruto, op. cit., Vol. 41, cap. 370
  3. ^ a b c d e f g Naruto, op. cit., Vol. 42, cap. 386
  4. ^ a b c d e f g Naruto, op. cit., Vol. 59, cap. 560
  5. ^ a b c d e Naruto, op. cit., Vol. 63, cap. 606
  6. ^ Uzumaki: the Art of Naruto, op. cit., p. 142
  7. ^ Naruto, op. cit., Vol. 34, cap. 309
  8. ^ Naruto, op. cit., Vol. 59, cap. 559
  9. ^ Intervista Masashi Kishimoto – la guerra sta per finire: svelerò chi è Tobi!. URL consultato il 02-08-13.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l Naruto, op. cit., Vol. 43, cap. 399
  11. ^ a b c Naruto, op. cit., Vol. 43, cap. 398
  12. ^ a b Naruto, op. cit., Vol. 61, cap. 576
  13. ^ a b Naruto, op. cit., Vol. 60, cap. 575
  14. ^ Naruto, op. cit., Vol. 65, cap. 623
  15. ^ Naruto, op. cit., Vol. 65, cap. 624
  16. ^ a b c Naruto, op. cit., Vol. 65, cap. 625
  17. ^ a b Naruto, op. cit., Vol. 60, cap. 568
  18. ^ Naruto, op. cit., Vol. 65, cap. 626
  19. ^ a b c Naruto, op. cit., Vol. 59, cap. 561
  20. ^ a b c d Naruto, op. cit., Vol. 63, cap. 602
  21. ^ a b c d e Naruto, op. cit., Vol. 63, cap. 601
  22. ^ Naruto, op. cit., Vol. 59, cap. 562
  23. ^ a b Naruto, op. cit., Vol. 59, cap. 563
  24. ^ Naruto, op. cit., Vol. 62, cap. 591
  25. ^ Naruto, op. cit., Vol. 62, cap. 592
  26. ^ Naruto, op. cit., Vol. 64, cap. 610
  27. ^ Naruto, op. cit., Vol. 64, cap. 613
  28. ^ Naruto, op. cit., Vol. 64, cap. 617
  29. ^ Naruto, op. cit., Vol. 65, cap. 636
  30. ^ Naruto, op. cit., Vol. 65, cap. 637
  31. ^ Naruto, op. cit., Vol. 49, cap. 458
  32. ^ Naruto, op. cit., Vol. 49, cap. 462
  33. ^ Naruto, op. cit., Vol. 61, cap. 577
  34. ^ Naruto, op. cit., Vol. 61, cap. 578
  35. ^ Naruto, op. cit., Vol. 50, cap. 466
  36. ^ Gameplay e intervista alla Namco Bandai. URL consultato il 29-07-13.
  37. ^ (EN) Madara vs Hashirama Anime Footage from Naruto Genetations, 22-02-2012. URL consultato il 29-07-13.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Masashi Kishimoto, Naruto, Tokyo, Shūeisha, 1999, ISBN non esistente.
  • Kishimoto, Masashi, Naruto Character Official Data Book Hiden Sha no Sho, Shueisha, 2008, ISBN 978-4-08-874247-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]