Mada'in Salih

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Mada'in Salih
Al-Hijr
Alcune delle tombe di Mada'in Salih.
Alcune delle tombe di Mada'in Salih.
Localizzazione
Stato Arabia Saudita Arabia Saudita
Dimensioni
Superficie 16210000

Coordinate: 26°48′51″N 37°56′51″E / 26.814167°N 37.9475°E26.814167; 37.9475

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Mada’in Salih
(EN) Al-Hijr Archaeological Site (Madâin Sâlih)
Tipo Culturali
Criterio (ii)(iii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2008
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Mada’in Salih (in arabo: مدائن صالح, Madā’in Ṣāliḥ "Le città di Salih[1]"), chiamata anche al-Hijr ("luogo roccioso"), è un'antica città situata nell'Hijaz settentrionale (l'attuale Arabia Saudita), a circa 22 km dalla città di al-ʿUlā (in arabo: العلا).

Storia[modifica | modifica sorgente]

In tempi antichi la città era abitata da Thamudeni e Nabatei, ed era conosciuta con il nome di Hegra. Fu occupata da legionari romani durante l'espansione nel Medioriente di Traiano nel secondo secolo d.C.

Alcune delle iscrizioni rinvenute in questo luogo sono state datate al I millennio a.C. Tutti gli altri elementi architetturali risalgono invece al periodo dei Thamudeni e dei Nabatei, tra il II secolo a.C. ed i II secolo d.C.[2]

Recentemente sono state scoperte evidenze dell'occupazione romana ai tempi di Traiano e forse di Adriano: l'area montuosa di Hijaz nell'Arabia nordoccidentale probabilmente era parzialmente fertile e fece parte della provincia romana dell'Arabia Petrea con capitale Petra[3]

Nel 2008, l'UNESCO ha iscritto Mada'in Salih tra i patrimoni dell'umanità, rendendolo il primo patrimonio riconosciuto dell'Arabia Saudita.[4]

Mada'in Salih nel Corano[modifica | modifica sorgente]

All'interno della società araba, Mada'in Salih è considerata un luogo maledetto, a causa del fatto che viene citato nella sura XV del Corano intitolata al-Hijr.

Sura Lingua originale Traduzione in italiano
15:80 Wa laqad kadhdhaba aṣḥābu al-Hijri al-mursalīna E anche quelli di al-Hiǧr han smentito gli Inviati
15:81 Wa ataynāhum ayātinā fa-kanū ‘anhā mu‘riḍīna e portammo i Nostri Segni e non li hanno guardati
15:82 Wa kānū yanḥitūna min al-jibāli buyūtan aminīna e case si scavan nei monti, sicuri
15:83 Fa-akhadhathumu al-ṣayḥatu muṣbiḥīna ma li sorprese il Grido, allo spuntar dell'aurora!
15:84 Fa-mā aghnā ‘anhum mā kānū yaksibūna E non servirono l'opere loro, a nulla.
traduzione di Alessandro Bausani[5]

A causa di questi versetti, molti sauditi sconsigliano in buona fede, a musulmani e non, di intraprendere pellegrinaggi verso questo luogo, nonostante lo stesso governo cerchi di incoraggiarne il turismo.[6]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Madaʾin Salih è oggi uno dei piccoli gioielli turistici sauditi. Viene considerata seconda solo alla famosa Petra (Giordania) per le sue rovine nabatee. Secondo il sito Nabatae.net "contiene 131 tombe dislocate lungo oltre 13,4 chilometri, che necessitano di molte ore per essere visitate tutte con una guida. La città possiede mura, torri, condotti d'acqua e cisterne".[7]

Per poterla visitare è necessario un visto turistico, solitamente rilasciato a gruppi organizzati.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

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