Macario il Grande

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San Macario il Grande
San Macario il Grande
San Macario il Grande

Abate

Nascita 300
Morte 390
Venerato da Chiesa cattolica, Chiese ortodosse
Santuario principale Monastero di San Macario a Scete
Ricorrenza 19 gennaio

Macario il Grande (300Scete, 390) fu monaco ed abate egiziano; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quelle ortodosse.

Fu abate di Scete. Dopo essere stato cammelliere, occupato nel trasporto del salnitro, nel 329 si ritirò in una cella sul limite di un villaggio egiziano. Non deve essere confuso con l'omonimo e contemporaneo San Macario di Alessandria.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Discepolo di Sant'Antonio abate, tra il 330 e il 340 incontrò il maestro e visse a lungo con lui.

Si rifiutò di divenire prete ed andò in un altro villaggio ove fu soggetto a calunnia; partì quindi per stabilirsi a Scete. Nel 339 venne ordinato prete e si affermò come padre spirituale di quel deserto.

Egli fondò un primo gruppo di discepoli tra cui Sisoe, Isaia, Aio: dopo il 356 la colonia monastica di Scete era già numerosa, così si creò un secondo gruppo di discepoli tra cui Mosè e Pafnuzio.

Nel 373 venne esiliato da Lucio (vescovo ariano di Alessandria) in un'isola del Nilo: qui creò un terzo gruppo di discepoli tra i quali Zaccaria e Teodoro di Ferme.

Nel 388 visitò Nitria e due anni dopo nel 390 morì a Scete.

Il culto[modifica | modifica sorgente]

La sua festa liturgica era fissata in giorni diversi secondo i numerosi sinassari bizantini e martirologi, ma in Occidente fu Adone che per primo l'introdusse al 19 gennaio In Aegypto beati Macharii abbatis, discipuli beati Antonii, questa formula e giorno furono mantenuti da Cesare Baronio nel Martirologio Romano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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