Macadamia

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Macadamia
Macadamia integrifolia.jpg
Macadamia integrifolia
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Proteales
Famiglia Proteaceae
Genere Macadamia
F. Muell., 1857
Nomi comuni

Macadamia
Noce di Macadamia
Noce del Queensland
Bush nut
Maroochi nut
Kindal Kindal
Jindilli

Specie

Macadamia F. Muell., 1857 è un genere di piante perenni della famiglia delle Proteaceae che comprende nove specie. Di queste sette sono native dell'Australia orientale, una della Nuova Caledonia ed una (Macadamia hildebrandii) dell'Indonesia (Sulawesi).

Il nome del genere è un omaggio a John Macadam, collega del botanico Ferdinand von Mueller che le descrisse per primo.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Sono piante sempreverdi che sviluppano un'altezza compresa tra i 6 ed i 40 m. Le foglie sono unite in gruppi da 3-6, hanno una forma ellittica, sono lunghe da 6-30 cm ed hanno una larghezza tra i 2 e i 13 cm. I fiori sono prodotti in grappoli della lunghezza variabile tra i 5-30 cm, mentre i singoli fiori sono lunghi circa 10-15 mm, con una colorazione tra il bianco-rosa-porpora, con quattro tepali.

Coltivazione e sfruttamento[modifica | modifica sorgente]

Noce macadamia nel suo guscio e una noce tostata

Solo due specie di Macadamia producono frutti (Noce macadamia) di rilevanza commerciale, la M. integrifolia e la M. tetraphylla. Alcune specie addirittura producono frutti non adatti al consumo umano in quanto tossici (M. whelanii e M. ternifolia); la tossicità è dovuta alla presenza di un glicoside. La componente tossica comunque può essere rimossa seguendo un processo di lisciviazione, che viene praticato anche dagli indigeni australiani che sfruttano tutte le specie di Macadamia.

Le due specie adatte all'alimentazione vennero scoperte nelle foreste sud orientali dell'Australia, più precisamente sul Monte Bauple nel Queensland australiano. Per questo un altro nome di queste piante è "Bauple nuts" (noci di Bauple). La Macadamia è l'unica pianta alimentare nativa dell'Australia che è prodotta e esportata in quantità significative.

Infatti il primo commercio organizzato delle Noci Macadamia venne organizzato attorno al 1880 da Mr Charles Staff a Rous Mill, 12 km a sud est di Lismore, nel Nuovo Galles del Sud.

La Macadamia comunque non viene sfruttata industrialmente fino al raggiungimento dell'età di 7-10 anni, ma una volta che inizia a produrre frutti, è redditizia anche per 100 anni. Le Macadamia preferiscono terriccio fertile, ben drenato. Richiedono inoltre un'elevata quantità d'acqua (le zone d'origine riportano piovosità medie comprese tra 1000-2000 mm annui), e temperature non inferiori ai 10 °C, con una temperature ottimale di 25 °C. Le radici sono superficiali, quindi gli alberi sono soggetti a spezzarsi e cadere durante i temporali o in caso di forti raffiche di vento; inoltre soffrono particolarmente i funghi Peronospora che possono provocare il collasso dell'apparato radicale. Fuori dall'Australia, la produzione commerciale viene praticata alle Hawaii (che è il più grosso produttore dopo l'Australia), Brasile, California, Costa Rica, Israele, Kenya, Bolivia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Malawi.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Le noci macadamia sono tossiche per i cani e anche per i gatti. La tossicità viene manifestata da debolezza, unita all'incapacità di stare sulle zampe fino a 12 ore dopo l'ingestione. Le condizioni si normalizzano generalmente entro le 48 ore dall'ingestione.

Gli alberi vengono anche utilizzati come piante ornamentali nelle regioni subtropicali per la loro chioma folta e compatta e per i fiori molto belli.

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