MacKinlay Kantor

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MacKinlay Kantor, pseudonimo di Benjamin McKinlay Kantor (Webster City, 4 febbraio 1904Sarasota, 11 ottobre 1977), è stato un romanziere, giornalista e sceneggiatore statunitense, prolifico autore di romanzi, molti dei quali ispirati alla guerra di secessione americana, vincitore del Premio Pulitzer e di un National Book Award per la narrativa nel 1956.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Webster City, nello Iowa, da John Martin Kantor, uno svedese di religione israelita, e da Effie McKinlay, redattrice del quotidiano Webster City Daily News. I genitori divorziarono prima della sua nascita[1]; trascorse pertanto l'infanzia e la giovinezza con la madre e i nonni materni e già in età infantile cambiò il suo nome, rinunciando al nome proprio «Benjamin», che sostituì col cognome materno (McKinlay) lievemente modificato per accentuarne l'origine scozzese. Frequentò le scuole locali e dal 1921 al 1925 lavorò nel giornale della madre come cronista[2] .

Nel 1925 si trasferì a Chicago dove si unì alla compagnia teatrale Graeme Players. Nel 1926 sposò Florence Irene Layne, dalla quale ebbe due figli. Continuò l'attività giornalistica alla quale affiancò quella dello scrittore di narrativa. Per guadagnarsi da vivere e mantenere la famiglia iniziò a scrivere pulp fiction. Nel 1928 pubblicò il suo primo romanzo, Diversey, ambientato in Chicago. Nel 1932 si trasferì con la famiglia nel New Jersey, continuando con la letteratura di svago, ma iniziando anche a produrre racconti ambientati durante la guerra di secessione americana.

Una svolta fu rappresentata dalla seconda guerra mondiale alla quale Kantor assistette dapprima come corrispondente di guerra a Londra per un quotidiano di Los Angeles. Più tardi assistette ad azioni di guerra, come ad missioni di bombardamento aereo. Intervistò inoltre numerosi soldati feriti raccogliendo pensieri e idee per i romanzi successivi, quale per esempio Glory for me da cui fu tratto il film I migliori anni della nostra vita. Kantor inoltre fu fra i primi a entrare nel campo di concentramento di Buchenwald al seguito delle truppe americane che lo liberarono il 14 aprile 1945. Cercò di capire la posizione della popolazione civile che viveva nei pressi di Buchenwald durante il periodo delle efferatezze naziste. Anche queste esperienze vennero utilizzate allorché si interessò del campo di prigionia di Andersonville durante la guerra di secessione; nel romanzo Andersonville (in italiano: La polvere e la gloria) la popolazione civile del Sud è rappresenta per lo più con simpatia da Kantor, in contrasto con la brutalità degli ufficiali sudisti all'interno del campo[3].

Molti dei suoi romanzi sono stati adattati per il cinema. Ha scritto alcune sceneggiature cinematografiche. Ha firmato anche alcune sceneggiature, scritte in realtà da Dalton Trumbo il quale tuttavia era finito nella lista nera della Commissione per la attività anti-americane maccartista, devolvendo a Trumbo il compenso[4].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Diversey (1928)
  • El Goes South (1930)
  • The Jaybird (1932)
  • Long Remember (1934)
  • The Voice of Bugle Ann (1935)
  • Arouse and Beware (1936)
  • The Romance of Rosy Ridge (1937)
  • The Noise of Their Wings (1938)
  • Here Lies Holly Springs (1938)
  • Valedictory (1939)
  • Cuba Libre (1940)
  • Gentle Annie (1942)
  • Happy Land (1943)
  • Glory for Me (1945)
  • Midnight Lace (1948)
  • The Good Family (1949)
  • Wicked Water (1949)
  • One Wild Oat (1950)
  • Signal Thirty-Two (1950)
  • Don't Touch Me (1951)
  • Warwhoop: Two Short Novels of the Frontier (1952)
  • The Daughter of Bugle Ann (1953)
  • God and My Country (1954)
  • Andersonville (1955)
  • Frontier: Tales of the American Adventure (1959)
  • The Unseen Witness (1959)
  • Spirit Lake (1961)
  • If the South Had Won the Civil War (1961)
  • Beauty Beast (1968)
  • I Love You, Irene (1973)
  • The Children Sing (1974)
  • Valley Forge (1975)

Raccolte di novelle o saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Turkey in the Straw: A Book of American Ballads and Primitive Verse (1935)
  • Author's Choice (1944)
  • Silent Grow the Guns, and Other Tales of the American Civil War (1958)
  • It's About Crime (1960)
  • The Gun-Toter, and Other Stories of the Missouri Hills (1963)
  • Story Teller (1967)

Saggi, memorie, reportage giornalistici[modifica | modifica wikitesto]

  • But Look, the Morn: The Story of a Childhood (1951)
  • Lobo (1958)
  • (assieme a Curtis LeMay) Mission with LeMay: My Story (1965)
  • The Day I Met a Lion (1968)
  • Missouri Bittersweet (1969)
  • Hamilton County (1970)

Libri per bambini o per ragazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Angleworms on Toast (1942)
  • Lee and Grant at Appomattox' (1950)
  • Gettysburg (1952)
  • The Work of Saint Francis (1958)

Sceneggiature o soggetti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • Happy land: Terra felice; ed. bilingue a cura di Tullio Fiori, Napoli, Roma, Firenze: Tariffi, 1945
  • La polvere e la gloria: romanzo; traduzione di Luciana Agnoli Zucchini, Milano: Rizzoli, 1956

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Review of Tim Kantor, 'My Father's Voice: MacKinlay Kantor Long Remembered' ", Publishers Weekly
  2. ^ Nass, Martin E., MacKinlay Kantor - Pulitzer Prize Winner (Archived at the website of Martin E. "Ed" Nass) in Daily Freeman-Journal, Millennium Edition, 29 ottobre 1999. URL consultato il 27 giugno 2010.
  3. ^ Smithpeters, Jeffrey Neal, "To the Latest Generation": Cold War and Post Cold War U.S. Civil War Novels in Their Social Context (PhD. Dissertation, Louisiana State University), 2005, pp. 14–15. URL consultato il 10 settembre 2011.
  4. ^ John Apostolou, «MacKinlay Kantor», The Armchair Detective, Spring 1997; ripubblicato in Mystery File

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robin L. Kidd, «MacKinlay Kantor». In: Greasley, Philip A. (ed.), Dictionary of Midwestern Literature, Volume One: The Authors. Bloomington: Indiana University Press. pp. 291–292, 2001, ISBN 0-253-33609-0 (Google libri)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 46839470 LCCN: n79140979