MV Kalakala

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Peralta
MV Kalakala
Kalakala.jpg
Descrizione generale
Flag of the United States.svg
Tipo traghetto
Numero unità unico esemplare
Proprietario/a Key System, poi Puget Sound Navigation Company
Costruttori Moore Dry Dock Company
Cantiere Oakland (California)
Completata 1926
Entrata in servizio 1927, poi 1935 (dopo la ricostruzione)
Radiata 1967
Destino finale vari progetti di ristrutturazione, con scopi diversi da quello originario
Caratteristiche generali
Lunghezza 84,12 m

[senza fonte]

voci di navi passeggeri presenti su Wikipedia

L'MV Kalakala (pronuncia: kah-LAH-kah-lah)[1] è stato un traghetto che operò nello stretto di Puget (Washington) dal 1935 fino al suo ritiro dal servizio attivo, avvenuto nel 1967.

Il Kalakala destò attenzione per la sua unica linea "Streamlining" in stile Art déco (prima imbarcazione in tal senso), e per i suoi lussuosi interni. L'imbarcazione divenne oggetto di curiosità e ammirazione sia da parte degli abitanti locali che dei turisti, classificandosi inoltre seconda, dietro lo Space Needle, alla fiera internazionale di Seattle tenutasi nel 1962 nell'omonima cittadina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Servizio attivo[modifica | modifica wikitesto]

Il Kalakala in un murale a Port Angeles, Washington

Costruito nel 1927 con il nome di Peralta dalla Moore Dry Dock Company di Oakland (California), per il servizio traghetti Key System della baia di San Francisco, entrò in servizio lo stesso anno coprendo la rotta San Francisco Ferry Building-Oakland Long Wharf per sei anni. Fin dall'inizio la nave si rivelò instabile, tanto che la compagnia era costretta, al momento dell'imbarco di passeggeri, a pompare a prua o a poppa dell'acqua per compensare il peso aggiunto. Il 17 febbraio 1928 si verificò un errore da parte di un marinaio che pompò acqua nella stessa parte in cui erano concentrati i passeggeri: la poppa scese sotto il livello dell'acqua e cinque passeggeri vennero sbalzati fuoribordo perdendo la vita. Dopo questo incidente il gioco delle compensazioni venne risolto e non si verificarono più episodi del genere.[2]

Il 6 maggio 1933 il Peralta andò in fiamme in seguito ad un incendio doloso divampato nel molo dove era ormeggiato che ne distrusse completamente la sovrastruttura. Lo scafo rimase però intatto e il 12 ottobre 1933 il vascello venne comprato dalla Puget Sound Navigation Company (PSNC), nota anche con il nome di Black Ball Line, che lo trasferì vicino Seattle. La compagnia finanziò un programma di ristrutturazione[3] che si svolse a Houghton Shipyards.[4] Nel novembre 1934 William Thorniley, responsabile del servizio pubblicitario della PSNC nonché presidente della Olympic Peninsula Travel Association, annunciò di voler rinominare il nuovo traghetto Kalakala, termine che nella lingua dei nativi del luogo significa "uccello".[5][6]

Il Kalakala a Neah Bay nel 2004

Nel 1935 la nave era già pronta per navigare a Seattle. Il nuovo ponte e la cabina di comando vennero interamente realizzati in rame per timore che l'acciaio usato nel resto della nave interferisse con la bussola di bordo.[7] Risultò poi impossibile vedere dal ponte la prua a causa dell'ubicazione di quest'ultima, posizionata alle spalle della semplificata superstruttura per motivi estetici. L'imbarcazione era nota per la difficoltà di manovra nei porti, dato che anche la cabina di comando aveva oblò invece che ampie vetrate per via delle forti vibrazioni di cui soffriva il Kalakala in navigazione, causate probabilmente da un cattivo allineamento dei motori presente sin dal progetto originario del Peralta. Tale problema costrinse inoltre a servire le bevande in tazze mezze piene per evitare la fuoriuscita del liquido, e le persone a bordo dovevano urlare per riuscire a dialogare. Non mancarono anche situazioni spiacevoli: nel corso del tempo il Kalakala affondò un rimorchiatore, urtò una chiatta e si arenò.[4]

Nonostante la PSNC sperasse che al Kalakala venisse affibbiato il soprannome "Silver Swan" (cigno d'argento), nacquero presto nomignoli come "Silver Slug" (lumaca d'argento), "Silver Beetle" (scarafaggio d'argento), "Galloping Ghost of the Pacific Coast" (fantasma galoppante della costa del Pacifico) e "Kackerlacka", quest'ultimo diffuso tra la comunità scandinava di Seattle e nel cui linguaggio significa "scarafaggio".[8] Come altri vecchi traghetti, non era in grado di caricare gli ingombranti autoveicoli degli anni cinquanta e sessanta, così il numero di mezzi trasportabili scese da 110 a 60.[4] Nel febbraio 1946 al Kalakala venne rilasciato, dalla Federal Communications Commission, la licenza numero 001 per il primo sistema radar commerciale.[9] Come ultimo spiacevole ricordo agli abitanti di Seattle prima di essere venduto, il Kalakala arrivò troppo velocemente al nuovo Colman Dock della città, urtandolo e provocando danni per 80.000 $.[4]

Il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Il relitto a Tacoma nel 2007

Nel 1967, il vascello venne venduto per 83.950 $ ad una compagnia di pesca, la American Freezer Ships, che lo fece trainare in Alaska dove pescò granchi per due anni,[4] fino a quando non venne fatto arenare a Kodiak, nel 1970, per servire come luogo dove venivano trattati gamberetti.

Lo scafo arrugginito del Kalakala venne scoperto da Peter Bevis, uno scultore di Seattle, nel 1984. Le ringhiere in ottone delle scalinate erano ancora intatte, così come alcuni elementi in porcellana dei servizi igienici e il grande specchio del bagno delle donne.[10] Attratto da quella singolare nave, Bevis offrì alla città di Kodiak 1.000 $ per il relitto ma la sua proposta venne rifiutata. Solo anni dopo venne raggiunto un accordo secondo il quale se Bevis fosse riuscito a disincagliare il Kalakala senza affondarlo e causare altri danni, il comune lo avrebbe ceduto per un solo dollaro; nel 1992 quindi Bevis fondò la Kalakala Foundation, un'organizzazione non a scopo di lucro volta al recupero del Kalakala. Molte ditte prestarono gratuitamente aiuto per l'impresa: la Anderson Associates fornì ingegneri, la Samson Tug and Barge inviò tonnellate di acciaio per rinforzare lo scafo, la Pacific American Commercial utensili vari e la Philips Envinronmental Chemical navi da trasporto. Ai lavori parteciparono gratuitamente anche tre persone di Seattle.[11]

Il 24 giugno 1998 la nave finalmente venne disincagliata con successo, facendone diventare la Kalakala Foundation l'ufficiale proprietario al prezzo di un solo dollaro. Il rimorchiatore Neptune, chiedendo un compenso pari alla metà del normale, trascinò il traghetto fuori da Kodiak il 24 ottobre 1998 e ventisei ore dopo si trovava a Seward (Alaska).[12] Tornata a Seattle, qui i suoi proprietari non avevano abbastanza denaro sia per rinnovarlo che per il semplice ancoraggio nella Union Bay e la vicenda diventò molto controversa. Nel 2004 il Kalakala passò ad un investitore privato che lo portò a Neah Bay (contea di Clallam), in un molo del popolo Makah. Appena giunto nella sua nuova destinazione, il traghetto fu subito osteggiato dai locali che aprirono una causa legale contro il proprietario che si vide costretto a far gettare l'ancora al suo natante a Tacoma.

Nel febbraio 2008 Steve Rodrigues, proprietario del Kalakala, annunciò di voler acquistare e ristrutturare altri traghetti vintage prevedendo di farli muovere grazie all'energia solare o eolica o, ancora, di usarli come nave museo. Il Kalakala venne prenotato per i cantieri navali nel 2010,[13] ma non vi fece mai ingresso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Kalakala in kalakala.org. URL consultato il 4 maggio 2011.
  2. ^ Lander 2002, p. 103
  3. ^ Kline, Bayless 1983, pp. 225-226
  4. ^ a b c d e Lander 2002, p. 104
  5. ^ (EN) Dictionary of the Chinook Jargon, or, Trade Language of Oregon in gutenberg.org. URL consultato il 4 maggio 2011.; (EN) English - Chinook Reference in rjholton.com. URL consultato il 4 maggio 2011.; (EN) Chinook jargon in chinookjargon.home.att.net. URL consultato il 4 maggio 2011.
  6. ^ Kline, Bayless 1983, p. 229
  7. ^ Kline, Bayless 1983, p. 231
  8. ^ Kline, Bayless 1983, pp. 244-245
  9. ^ (EN) HistoryLink.org- the Free Online Encyclopedia of Washington State History in historylink.org. URL consultato il 4 maggio 2011.
  10. ^ Lander 2002, p. 105
  11. ^ Lander 2002, pp. 105-107
  12. ^ Lander 2002, p. 107
  13. ^ (EN) Kalakala owner has a vision for old ferries in heraldnet.com, 2 febbraio 2008. URL consultato il 4 maggio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]