MILAN (missile)

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MILAN
La terza versione del missile MILAN, con testata più pesante e potente, e senza la caratteristica sonda appuntita.
La terza versione del missile MILAN, con testata più pesante e potente, e senza la caratteristica sonda appuntita.
Descrizione
Tipo superficie-superficie a medio raggio
Impiego anticarro
Sistema di guida SACLOS filoguidato
Costruttore 1971-2002, consorzio franco-tedesco Euromissile; dal 2002 consorzio europeo MBDA
Impostazione 1962
In servizio dal 1972
Utilizzatore principale 41 paesi
Esemplari 350.000 missili, 10.000 lanciatori (2006)
Peso e dimensioni
Peso 6,65 kg (missile); 3 kg (testata); tripode di lancio 16,5 kg
Lunghezza 77 cm
Larghezza 26,5 cm
Diametro 9 cm
Prestazioni
Gittata 25 (distanza attivazione spoletta)-1.950 m
Velocità massima 200 m/s
Motore motore a razzo a propellente solido
Esplosivo carica cava di 3 kg
note Negli anni sono state prodotte le seguenti varianti: MILAN 1, MILAN 2, MILAN 2T, MILAN 3, MILAN ER. Le caratteristiche indicate nella scheda si riferiscono alla prima versione del missile.

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Il MILAN (acronimo del francese Missile d´Infanterie Léger ANtichar ovvero missile anticarro per fanteria leggera[1]) è un missile anticarro a medio raggio sviluppato a partire dal 1962 da Euromissile[2], una joint-venture tra la francese Aérospatiale e la tedesca Deutsche Aerospace, una sussidiaria del gruppo Messerschmitt-Bölkow-Blohm GmbH (MBB). La produzione in serie del missile è iniziata nel 1972 ed è tuttora in corso.

Il MILAN venne fornito, nel 1973, inizialmente all'esercito francese per rimpiazzare l'ENTAC, un missile anticarro di prima generazione oramai obsoleto, ma a tutt'oggi è impiegato dalle forze armate di 41 paesi.

Con più di 350.000 unità (di almeno tre versioni diverse) prodotte alla data del 2006, e l'ampio numero di paesi utilizzatori, questo missile anticarro è divenuto il sistema d'arma di maggior successo commerciale nella sua categoria.

È un missile di superficie che viaggia a velocità subsonica con una gittata tipica di 2 km (coperta in 12,5 secondi) e una capacità di penetrazione - su corazza d'acciaio - compresa tra i 350 (95% di probabilità di successo) e i 900 mm, e di 2,5 metri su un muro di cemento armato.

L'utilizzo più frequente è quello di fanteria in installazioni a treppiede, meno frequentemente veicolari. Il missile sovietico AT-4 Spigot, sviluppato negli stessi anni, è quasi identico al MILAN e vi furono molte speculazioni sul fatto che potesse essere un clone del missile franco-tedesco.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il missile consiste di un ordigno dotato di alette ripiegabili che lo rendono più compatto rispetto ai missili di prima generazione (come il tedesco Cobra), ed è protetto da un tubo di lancio sigillato, che lo difende da sabbia, polvere, umidità, calore, e ne riduce la sensibilità agli urti. Il missile è montato usualmente su un treppiede speciale, con un congegno di puntamento laterale.

A differenza dei missili precedenti non è possibile collegare più lanciamissili ad un unico congegno di sparo, e il sistema di guida, essendo il missile filoguidato, non può essere disgiunto da quello di tiro, per cui il lancio del missile rivela immediatamente la posizione del lanciatore, con i rischi conseguenti.

Il MILAN è dotato di testata HEAT. Si tratta di una testata a carica cava ovvero dotata di un'ogiva allungata che garantisce una distanza di stand-off ottimale per la formazione, con l'esplosione della carica, di un getto di plasma ad altissima temperatura e velocità. Il getto di plasma esercita sul bersaglio una pressione di migliaia di chilogrammi per cm2 garantendo al missile una capacità di penetrazione molto alta.

Sistema di guida[modifica | modifica sorgente]

lanciamissili MILAN. Si noti la freccia sul tubo di lancio, che indica la direzione di montaggio sul treppiede.
Il sistema basico di puntamento, diurno, del MILAN
Sistema CC Milan

Il sistema di guida è semiautomatico filoguidato a linea di mira (SACLOS). Questo significa che le correzioni di rotta durante il volo del missile sono calcolate da un computer che ottiene i dati di volo dall'operatore che punta il bersaglio con il congegno ottico di mira per tutta la durata del volo. Il congegno di mira ottiene le informazioni grazie ad un sensore a infrarossi che capta la traccia del bengala sulla parte posteriore del missile e le fornisce al computer del lanciatore che calcola le correzioni e le trasmette all'ordigno tramite un filo sottile che quest'ultimo ha rilasciato durante il volo.
Al momento dello sparo, la carica di lancio fa rinculare subito il tubo del lanciatore, liberando la rampa, e il missile in volo accelera dispiegando le alette e raggiungendo i 720 km/h di velocità media. Mentre il sistema di guida capta la traccia a infrarossi, le quattro alette del missile impongono una lenta rotazione stabilizzatrice in coda, ma realizzano anche le opportune variazioni di assetto comunicate dal sistema di guida per portare il missile sul bersaglio.

Grazie a questo tipo di guida il MILAN offre una gittata minima inferiore a quella dei missili di prima generazione (25 m contro 300–500 m). Il rischio di scoperta rispetto a questi sistemi è accresciuto, ma le probabilità rimangono relativamente basse fino a distanze maggiori di 800 m. Nella versione MILAN 2 la guida è passata ad una fonte del tipo lampada a flash elettronici, meno vulnerabile alle contromisure d'inganno (flare) dei carri armati.

Un sistema di guida termica opzionale per l'impiego notturno, il MIRA, fu sviluppato a partire dagli anni ottanta, quando lo standard, rimasto a lungo in auge, era di usare di notte mortai con bengala, come nel caso dell'esercito inglese. Questo tipo di camere termiche sono indipendenti dal sistema di tiro, ma necessitano di circuiti raffreddati a bassa temperatura, oltre a essere pesanti e molto costose almeno nelle prime versioni cosa che ne limitò l'utilizzo. La camera MIRA attualmente prodotta da Thales per questo sistema d'arma ha una portata di scoperta di 4 km.
Il sistema di guida termica sviluppato per l'ultima versione del missile (MILAN 3) si chiama MILIS e migliora le prestazioni di quello precedente portando la portata di scoperta a 7 km e quella di identificazione a 3 km.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Il missile con il proprio contenitore di lancio viene inserito e bloccato sulla rampa di lancio. Premendo il pulsante di sparo si genera l'impulso elettrico che attiva la batteria termica della scatola di giunzione alimentando il lanciatore. In seguito all'alimentazione del lanciatore, l'elettronica di guida da inizio alla sequenza di lancio. Dopo circa un secondo avviene lo stoccaggio del missile dal proprio contenitore, e di conseguenza l'attivazione del generatore dei gas di lancio e del motore di partenza del missile, che imprimono una spinta allo stesso verso il vivo di volata del contenitore. Il rinculo prodotto dall'uscita del missile, provoca l'espulsione all'indietro del contenitore di lancio vuoto dalla rampa fino ad una distanza di circa 6 m. Durante il volo, il missile si mantiene ad una quota di 50 cm rispetto alla linea di mira, questo per evitare impatti accidentali con le asperità del terreno. Dalla parte posteriore del missile due tracciatori (giorno – notte) emettono una radiazione IR che, rilevata dal congegno di puntamento e rilevamento viene trasmessa all'elettronica di guida sotto forma di segnale elettrico. L'elettronica di guida elabora detto segnale, ed in caso di errore di traiettoria emette i segnali di correzione da inviare al missile mediante i fili guida. L'elettronica di bordo del missile, ricevuti i segnali di correzione, li invia al coltello intercettore di getto (organo di guida) per la correzione della traiettoria.

Impiego e obiettivi[modifica | modifica sorgente]

La camera MIRA ad immagine termica consente l'osservazione e il tiro notturno

Il MILAN trova il suo impiego prevalente nella fanteria motorizzata e meccanizzata, ma la relativa leggerezza ne ha permesso l'uso anche da parte di paracadutisti e marine.

In genere il missile viene trasportato da veicoli leggeri fuoristrada tipo jeep o hummer. La ridotta gittata lo rende inadatto per i mezzi corazzati leggeri, ma per la sua compattezza ha trovato un limitato impiego anche su veicoli di questo tipo come il Marder e il Wiesel tedeschi.

Teoricamente quest'arma può ingaggiare qualunque obiettivo fisso o mobile entro il suo raggio d'azione, e alcune forze armate ne hanno sperimentato l'uso contro gli elicotteri, malgrado la relativa lentezza[3] non garantisca una buona efficacia come missile superficie-aria[4]. La velocità massima è di 200 m/s (720 km/h) ma quella media si attesta sui 160 m/s (570 km/h) in quanto il motore a razzo smette di funzionare pochi secondi dopo il lancio. A quel punto l'arma ha una velocità residua di poco superiore ai 100 m/s, per cui anche senza la limitazione offerta dalla lunghezza del filo, non potrebbe volare oltre di molto senza stallare e cadere.

Servizio[modifica | modifica sorgente]

Un Marder lancia un missile MILAN. Il veicolo è stato aggiornato in numerosi esemplari con la dotazione di un singolo lanciamissili, per ottenere una capacità basica anticarro altrimenti assente. Il sistema di lancio è ad azionamento manuale, con l'operatore parzialmente esposto e il tubo rinculante con lo sparo dell'arma.

L'efficacia di quest'arma è stata verificata in molti conflitti come la Guerra delle Falkland, dove la sua precisione e letalità contribuirono significativamente alla vittoria inglese nella battaglia di Goose Green. I bunker di cemento argentini non erano i bersagli intesi per l'arma, ma nondimeno vennero tutti neutralizzati.

Il MILAN è stato utilizzato estensivamente anche in Nord Africa in particolare dalla guerriglia ciadiana e sahrawi durante le imboscate tese rispettivamente contro i libici e i marocchini.

In Medio Oriente, il missile è stato impiegato contro gli israeliani dall'OLP e altri gruppi combattenti in più occasioni, a partire almeno dal 1982. Un altro impiego fu quello iracheno nel corso della Guerra Iran-Iraq. E ancora in Iraq, nel 1991, durante la prima Guerra del Golfo, le forze francesi usarono in combattimento 25 missili di questo tipo.

L'impiego mondiale, nel primo decennio di produzione, fu tale che nel 1984 erano stati già prodotti e ordinati oltre 164.000 missili da trenta diversi paesi situati in Europa, Asia e Africa.

In Italia, l'esercito lo ha largamente impiegato, e alcuni MILAN sono stati adottati anche dal battaglione San Marco della Marina Militare. Il quantitativo ordinato dall'Esercito Italiano è stato particolarmente ingente per una forza armata solitamente passante come pesantemente sotto-equipaggiata: ben 1 000 lanciamissili e 30 000 missili. L'ordine, per un valore totale di diverse decine di milioni di euro, è stato in parte completato, con la fornitura complessiva di 716 lanciamissili e 17.000 missili. Il costo, nel 1990, era valutato in 4 milioni di lire per unità.

Nonostante l'elevata probabilità di colpire il bersaglio (80-90%) garantita dal sistema computerizzato di guida, e la presenza di un rudimentale simulatore di fuoco, le esercitazioni, specialmente da parte dei soldati di leva, non erano sempre efficaci: come testimoniato da un filmato di una campagna di tiro dell'estate 1990, in condizioni di visibilità ottimali, su 13 missili lanciati non ne andarono a segno sulle sagome più di 3 o 4, sia pure nella fascia di tiro "a probabilità ridotta" (entro gli 800 m).

Nonostante il grande successo, già nei primi anni novanta c'erano dubbi sull'efficacia della testata contro le corazze frontali dei carri sovietici, per non parlare di quelle dei mezzi occidentali, per cui venne prodotta una nuova generazione del missile (MILAN 3), con testate HEAT in tandem capaci di raddoppiare quasi la capacità di perforazione dell'arma.

I MILAN 3 sono ancora in produzione a dieci anni dall'entrata in servizio e sono largamente diffusi. Attualmente sono 41 le nazioni che impiegano questo tipo di missile, oltre a vari movimenti di resistenza e guerriglia come il Fronte Polisario e l'ala militare di Hezbollah.[5]

I successori, come il missile Trigat-MR, sono già disponibili da qualche anno, ma i costi e la minore importanza dei combattimenti controcarro nella guerra moderna, non fanno ipotizzare lo stesso successo commerciale incondizionato del MILAN.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Al di là della casuale omonimia con la squadra di calcio italiana del Milan, l'acronimo francese significa nibbio, nome generico di varie specie di rapaci notturni della famiglia accipitridae.
  2. ^ Dal 2002 tutte le attività del consorzio Euromissile sono confluite nel consorzio MBDA che rappresenta attualmente il principale consorzio europeo costruttore di missili.
  3. ^ Un elicottero, nei 12,5 secondi che il MILAN impiega per raggiungere i 2 km di gittata massima, può coprire distanze di oltre 1 km.
  4. ^ Per questo compito, Euromissile sviluppò negli stessi anni un altro tipo d'arma, l'HOT. Il missile - che adotta la stessa tecnologia del MILAN, ma offre testata e gittata doppie che lo rendono adatto all'uso su elicotteri e mezzi corazzati - è ancora in produzione nella versione 3, ma ha ottenuto un successo decisamente minore per la concorrenza di altri sistemi come il BGM-71 TOW statunitense.
  5. ^ The Jamestown Foundation, Andrew Mcgregor, Hezbollah's Creative Tactical Use of Anti-Tank Weaponry, vol. 3 n° 32, 15 agosto 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]