Mōri Motonari

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Mōri Motonari

Mōri Motonari (毛利 元就?), conosciuto anche come Matsu no Kami (Aki, 16 aprile 1497Aki, 6 luglio 1571) è stato un militare giapponese. Era figlio di Mori Hirotomo, capo del clan Mōri, vassallo del clan Ōuchi, che dominava l'estrema parte occidentale dell'Honshū.

Divenuto adulto servì il fratello Okimoto, capo del clan e quando questi morì (1516) divenne il tutore e la guardia del corpo del nipote Komatsumaru, figlio di Okimoto ed erede del clan.

Quando questi morì (1523) Motonari divenne quindi il capo del clan e si trovò quindi nelle dispute fra i due clan rivali degli Ōuchi, di cui era vassallo, e degli Amako, trovandosi quindi a respingere un attacco di Amako al proprio castello di Koriyama.

Gli Ōuchi furono spodestati poi da Sue Harukata (1551) ma costui fu sconfitto dallo stesso Mori Motonari nel 1555 nella battaglia di Istukushima (Miyajima), giacché Motonari convinse Sue a creare una base sull'isola che venne poi distrutta da un attacco a sorpresa dei Mori. I Mori vendicarono così i loro antichi signori e successero loro come uno dei clan più potenti del Giappone.

Una volta impadronitosi della provincia di Aki, Motonari iniziò la sua fase di espansione e conquista. Distrusse il clan Ōtomo della provincia di Bungo e tra il 1564 e il 1566 sconfisse gli Amako. Nel 1568 sterminò poi il clan Wachi reo di aver probabilmente avvelenato il figlio primogenito Takamoto (1523-1563).

Uno degli aspetti fondamentali della politica di Motonari, a parte la conquista e l'espansione dei territori del clan, fu la politica delle alleanze, perpetrata grazie ad una sapiente strategia di adozioni, affiliazioni e matrimoni. Ebbe egli stesso vari figli e fra questi: Mōri Takamoto, Kikkawa Motoharu e Kobayakawa Takakage. Nella fase finale della sua vita si impegnò ad assistere il nipote ed erede Terumoto.

Motonari ha anche ispirato il regista Akira Kurosawa nel famoso film Ran dove il capo clan chiede ai figli di spezzare prima una singola freccia e poi tre assieme, dimostrando che l'unione rende forti. Questa scena del film ricorda infatti un episodio che si dice realmente accaduto fra Motonari ed i suoi figli.

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