Máiréad Ní Ghráda

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Máiréad Ní Ghráda, scrittrice di teatro in lingua irlandese (gaelico), nacque il 23 dicembre 1896 a Cnoc an Daingin presso Cill Mháille (Kilmaley), una decina di chilometri ad ovest di Inis (Ennis), nella contea Clár (Clare); morì il 13 giugno 1971[1].

La vita[modifica | modifica sorgente]

Il padre, piccolo agricoltore ma anche consigliere provinciale, era un parlante gaelico; la madre proveniva da Cill na Móna, zona che era ancora semi-gaelica.

Máiréad frequentò dapprima la scuola nazionale a Cill Mháille e poi le scuole medie del Convento della Misericordia ad Inis, dove vinse una borsa di studio per il Collegio Universitario di Dublino; si laureò in gaelico, francese e inglese, e conseguì la laurea superiore in gaelico sotto la guida del prof.Douglas Hyde, futuro primo Presidente d'Irlanda.

Lottò contro la dominazione inglese e fu anche imprigionata per avere svolto propaganda nella principale via di Dublino. Faceva parte del Cumann na mBan (Lega delle Donne), settore femminile dei Volontari Irlandesi. Nel primo parlamento irlandese del 1919-1921[2] fu segretaria di Ernest Blythe[3].

Nel 1923 Máiréad Ní Ghráda sposò Risteard Ó Cíosáin, e ne avrà due figli. Pure nel 1923 si diede all'insegnamento. A partire dal 1926 lavorò a tempo parziale come annunciatrice alla Radio irlandese, e intanto produceva testi scolastici gaelici e grammatiche e dirigeva una casa editrice per la scuola; dirigerà poi, dal 1951 al 1962, The Teacher's Work.

Opere letterarie e teatrali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1939 pubblicò la raccolta An Bheirt Dearbhráthar agus Scéalta Eile ("I due fratelli e altri racconti") e nel 1940 Mannán, romanzo fantascientifico. Ma la notorietà le venne dalle opere teatrali, rimaste popolari anche nei festival amatoriali.

Varie sue commedie sono per l'infanzia; altre, soprattutto An Triail e Breithiúnas, sono state un successo teatrale.

Si possono menzionare in particolare: nel 1935 An Uacht (Il testamento); nel 1937 An Grá agus An Garda (L'amore e la guardia); nel 1954 Lá Buí Bealtaine (Un felice Calendimaggio) e Giolla an tSolais (Il ragazzo della luce); nel 1960 Úll Glas Oíche Shamhna (Mela verde di Hallowe'en) [4]; nel 1962 An Súgán Sneachta (Il pagliericcio di neve) [5]; nel 1963 Mac Uí Rudaí[6]; nel 1966 An Stailc Ocrais (Lo sciopero della fame)[7]; infine Breithiúnas (Sentenza)[8].

Il suo maggior successo teatrale fu An Triail (La prova), rappresentato per la prima volta nel 1964 al Damer di Dublino[9] e presentato in traduzione inglese l'anno seguente con ampio favore. È il dramma di una ragazza-madre alle prese con la durezza e ipocrisia della società. In una ripubblicazione del 1995 di quest'opera (An Gúm, Dublino) il nipote Éamon Ó Ciosáin tracciò lo sviluppo letterario e intellettuale dell'autrice, sulla cui opera aveva già pubblicato articoli nei numeri di marzo e aprile 1976 di Feasta. Per una dettagliata analisi di An Triail secondo un approccio formalista-strutturalista si veda la conferenza di Meidhbhín Ní Úrdail del Collegio Universitario di Dublino, su Feasta del maggio 1999.

Per alcune impressioni teatrali dell'autrice si veda il suo articolo An Drámadóir ar Fhoireann Amharclainne (L'autore drammatico in una compagnia teatrale), su Feasta del giugno 1967.

Un'interessante poesia di Máiréad Ní Ghráda, D'fhile Nach Maireann: G.M.H. (A un poeta defunto: G.M.H.), già pubblicata sul numero di ottobre 1959 di Feasta, è riportata in diverse antologie[10]. Questi versi sono un omaggio alla memoria del poeta inglese Gerard Manley Hopkins, vissuto e morto in Irlanda. La poesia intreccia risonanze del personalissimo stile di Hopkins con modi irlandesi, ed è commentata da Frank O' Brien nel suo libro di critica letteraria Filíocht Ghaeilge na Linne Seo (Poesia gaelica del nostro tempo), Dublino, An Clóchomhar T.ta, II edizione, 1978, pag.113.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per notizie biografiche, v. Ó Cearnaigh (1995), Welch 1996, Ó Ceallaigh (1997); per le opere v. soprattutto gli ultimi due,
  2. ^ La prima Dáil Éireann (Parlamento Irlandese) fu al centro della lotta contro il dominio inglese nel 1919-1921; era formata dai 73 deputati eletti del movimento nazionale repubblicano Sinn Féin (Noi stessi) che non vollero sedere nel parlamento di Westminster in Inghilterra e si riunirono in patria organizzando un contro-potere insurrezionale. La guerriglia anglo-irlandese si chiuse col trattato del 1921 che ottenne per l'Irlanda l'indipendenza con alcune limitazioni; sulla accettazione di questo accordo nacque la guerra civile del 1922-1923 fra il nuovo governo dello Stato Libero e i più intransigenti (Connolly 1998).
  3. ^ Ernest Blythe, pur essendo un protestante del nord, aveva abbracciato il nazionalismo irlandese e la passione per la lingua gaelica. Appartenne alla prima Dáil Éireann e fu poi ministro nello Stato Libero. Scriverà libri in irlandese gaelicizzando il proprio nome in Earnán de Blaghd, si adopererà attivamente per il teatro gaelico e fonderà il Gúm, casa editrice pubblica per il gaelico (Connolly 1998).
  4. ^ Recensito nella rivista Feasta, numeri di febbraio 1961 e di giugno 1967.
  5. ^ Già commentato su Feasta del marzo 1960.
  6. ^ Recensito su Feasta dell'ottobre 1963.
  7. ^ Commentato su Feasta del maggio 1962.
  8. ^ Commentato su Feasta del marzo 1968 e del maggio 1971.
  9. ^ Recensito su Feasta del novembre 1964.
  10. ^ Duanaire Nuafhilíochta (Antologia dei poeti moderni) a cura di Frank O' Brian, Dublino, An Clóchomhar T.ta, 1969, pag.40; Fearann Pinn-Filíocht 1900 go 1999 (Dominio di penna-Poesie dal 1900 al 1999) a cura di Gréagóir Ó Dúill, Coiscéim, 2000, n°31 a pag.37.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Connolly, S.J. (a cura di), The Oxford Companion to Irish History, Oxford, University Press, 1998, alle voci: "Blythe, Ernest"; "Cumann na mBan"; "Dáil Éireann 1919-1922"; "Irish civil war";
  • Mac Peaircín, Liam, Feasta: Innéacs 1948-2000 (Feasta, Indice 1948-2000), Dublino, Clódhanna T.ta, 2003, pagine 66, 173 e 305;
  • Ó Ceallaigh, Seán, Mairéad Ní Ghráda, nel numero di giugno 1997 di Feasta (con una fotografia);
  • Ó Cearnaigh, Seán, Scríbhneoirí na Gaeilge 1945-1995 (Scrittori gaelici 1945-1995), Dublino, Comhar T.ta, 1995, voce "(Ó Gráda) Máiréad Ní Ghráda", pagine 172-173;
  • Welch, Robert (a cura di), The Oxford Companion to Irish Literature, Oxford, Clarendon Press, ristampa 1996, alla voce: "Ní Ghráda, Máiréad", pag.392.