Lynx (genere)

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Lynx
Lynx lynx2.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Sottofamiglia Felinae
Genere Lynx
Kerr 1792
Specie

Lince è il nome comune dei felini del genere Lynx (Kerr 1792).

Le linci hanno una coda corta, e generalmente dei ciuffi di peli sulle punte delle orecchie. Pesano da 5 a circa 30 kg e hanno un'altezza alla spalla di 55 cm. Frequentano soprattutto gli ambienti forestali non omogenei (con radure, canaloni, ecc.) e non troppo fitti, dove si trovano le prede di cui si nutrono (prevalentemente Ungulati, come il Capriolo, e Lagomorfi). La lince preda tipicamente all'agguato, percorrendo durante lo scatto per raggiungere la preda una distanza media di circa 5-20m. Generalmente le linci aiutano a migliorare le condizioni del territorio eliminando gli individui deboli, malati, e vecchi. Occasionalmente possono attaccare animali domestici. Sono tolleranti nei confronti della presenza umana, purché sia possibile trovare prede a sufficienza per sfamare la popolazione.

Il genere Lynx si suddivide in 4 specie:

  • Lince europea o eurasiatica (Lynx lynx), detta anche Cerviere o Lupo cerviere
  • Lince pardina o spagnola o iberica (Lynx pardinus)
  • Lince rossa, (Lynx rufus), la più diffusa in America, detta anche bobcat
  • Lince canadese (Lynx canadensis)
Areale del genere Lynx


Indice

La presenza [modifica]

Cucciolo di lince

Sulle Alpi era un tempo presente la sottospecie Lynx lynx alpina, oggi probabilmente estinta. In Italia la presenza della lince è ben documentata sulle Alpi Giulie (Provincia di Udine) in particolare nelle Valli del Natisone e Torre, nella Val Resia e Val Canale dove è giunta dalla vicina Slovenia. Dopo un progetto di ripopolamento che ha avuto scarso successo, è presente, in modo estremamente sporadico anche nel Parco Nazionale del Gran Paradiso la Lince europea[1] nella sottospecie Lynx lynx carpathicus[2].

Per quanto riguarda gli Appennini, la presenza della lince è stata confermata nel Parco Nazionale d'Abruzzo, almeno fino agli anni venti del XX secolo, da numerose testimonianze di avvistamenti e di attacchi ad animali raccolte dall'Ente Parco e da studiosi[3]. Dal 1970 sono iniziate nuove ricerche, intensificate poi dal Gruppo Lince Italia, che avrebbe dimostrato, grazie ad un avvistamento, la presenza della specie presso il Parco San Lorenzo, almeno per quanto riguarda gli ultimi tre decenni del Novecento. È stato ipotizzato, pertanto, che un gruppo di individui sia sopravvissuto nelle zone più remote dell'Appennino centrale. Mancano però tuttora analisi genetiche in grado di stabilire a che specie o sottospecie appartengano questi individui.

Fonti incerte parlano inoltre di avvistamenti anche nell'appennino Tosco-Emiliano[4][5] dove sono già presenti coppie stanziali di lupi.

La lince rossa Lynx rufus, più piccola della lince europea, è il felino più diffuso negli USA dove prende il nome di wildcat o bobcat.

Fra le sottospecie di lince eurasiatica alcuni autori presentano la lince della Sardegna Lynx lynx sardiniae[6] di cui non c’è alcun riferimento in alcun museo, non ci sono resti di nessun tipo. Indagini condotte dalla Regione Sardegna non hanno riscontrato la presenza di una lince neanche allo stato fossile, per tanto la lince in Sardegna non è mai esistita. Mola la descrive sommariamente, come un grosso gatto selvatico.

Curiosità [modifica]

  • Dal termine "Lince" in inglese (lynx) deriva il nome del browser testuale Lynx, per l'assonanza con Links.
  • La lince o lonza nei bestiari medievali simboleggiava la lussuria e Dante riprese questa allegoria nel primo canto dell'Inferno. Probabilmente aveva visto uno di questi felini (o una specie di pantera) in una delle gabbie di leoni che la Repubblica di Firenze era solita allevare vicino a Palazzo Vecchio.
  • Scrisse Plinio: "L'orina delle linci si solidifica così come viene emessa e si rappresenta in pietre simili al carbonchio, risplendenti di un colore rosso, che chiamano lincurio; perciò alcuni autori sostengono che l'ambra si genera così. Ne sono ben consapevoli le linci che, per gelosia, ricoprono di terra la loro orina e questa, perciò, tanto più velocemente si consolida."

Note [modifica]

  1. ^ “...La presenza della lince nel Parco è ancora oggi dubbia. Si sono susseguite nel tempo osservazioni, dirette e indirette, ma, in mancanza di specifici progetti di ricerca, risulta essere difficile stabilire l'esistenza di individui residenti nell'area protetta. D'altra parte, la territorialità stretta degli adulti e la grande dimensione degli spazi vitali (circa 200-300 km2) consente la presenza nell'intera area protetta di un massimo di due coppie di lince, la cui osservazione diventa un evento assolutamente eccezionale“. Testo tratto dalla scheda sulla lince nel sito web del Parco N. del Gran Paradiso
  2. ^ "...In Italia, dopo un tentativo di ripopolamento che ha avuto scarso successo, la lince europea nella sottospecie Lynx lynx carpathicus è ancora presente in modo estremamente sporadico nel Parco Nazionale del Gran Paradiso e nel Parco Nazionale dello Stelvio. Altri esemplari della stessa specie stanno colonizzando le Alpi Orientali a partire dai paesi dell'Europa orientale, sembra che alcuni esemplari di lince siano arrivati in questo modo fino agli Appennini. La popolazione sulle Alpi è stimata in oltre 150 esemplari". [http://www.parchionline.it/lince-in-italia.htm Dal sito web Parchionline
  3. ^ E. Sipari, La lince nel Parco Nazionale d'Abruzzo (1926), in L. Arnone Sipari (a cura di), Scritti scelti di Erminio Sipari sul Parco Nazionale d'Abruzzo (1922-1933), Temi, Trento 2011, pp. 89-93.
  4. ^ Le foto di un avvistamento nell'Appennino forlivese (2013) [Fotografie su Repubblica.it]
  5. ^ Il mistero della lince di Forlì, articolo di Nationalgeographic.it
  6. ^ "Ancora della lince della Sardegna", Pasquale Mola. - Roma : Tipografia di Attilio Friggeri, 1908. - 3 p. ; 25 cm. ((Estr. da: Bollettino della Societa Zoologica Italiana, 1908, fasc. 1. e 2.

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