Lycopsis

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Lycopsis
Stato di conservazione: Fossile
Lycopsis longirostris.JPG
Scheletro di Lycopsis longirostris
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Mammalia
Ordine Sparassodonta
Famiglia Prothylacynidae
Genere Lycopsis

Il licopside (gen. Lycopsis) è un mammifero marsupiale estinto, appartenente all'ordine degli sparassodonti. Visse nel Miocene inferiore (circa 15 milioni di anni fa), e i suoi resti sono stati ritrovati in Sudamerica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le dimensioni di questo animale erano piuttosto modeste: alto circa 35 centimetri, il licopside doveva pesare più o meno 15 chilogrammi. Questo marsupiale presentava alcune interessanti caratteristiche: le zampe anteriori erano snelle e allungate, con mani semi-digitigrade che sembrerebbero indicare una notevole abilità nella corsa. Tuttavia, il pollice semi-opponibile, le zampe posteriori accorciate e l'alluce prominente non sono caratteristiche compatibili con un animale corridore. L'aspetto, in generale, poteva ricordare forse quello di uno sciacallo dal corpo allungato, o forse quello di una grossa martora dal muso lungo.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Il licopside (il cui nome significa “aspetto da lupo”) è spesso considerato un primitivo rappresentante della famiglia dei protilacinidi (Marshall 1979); questa famiglia comprendeva marsupiali carnivori vagamente simili a canidi. Studi più recenti hanno indicato che Lycopsis potesse essere stato ancestrale a un gruppo comprendente gran parte degli altri sparassodonti, esclusi gli atliacinidi (Muizon 1999, Babot et al. 2002, Forasiepi et al. 2006).

Stile di vita[modifica | modifica sorgente]

Dalla morfologia dello scheletro, sembra che il licopside non fosse un eccellente arrampicatore, ma forse poteva salire sugli alberi in caso di necessità (Argot 2004b); d'altronde, il probabile habitat di questo animale era costituito da dense foreste abitate da numerosi predatori terrestri, tra cui i coccodrilli. Forse il licopside era esso stesso un predatore terrestre, che tendeva agguati a prede di piccola e media taglia, in grado di correre e arrampicarsi ma non particolarmente specializzato in uno di questi due metodi di caccia. Probabilmente predava piccoli roditori, come è testimoniato dal ritrovamento di alcune ossa e un dente di roditore accanto al bacino di un esemplare di licopside (Marshall 1977).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Argot C., 2004b. Functional-adaptive analysis of the postcranial skeleton of a Laventan borhyaenoid, Lycopsis longirostris (Marsupialia, Mammalia). Journal of Vertebrate Paleontology 24, 689-708.
  • Babot, M. J., Powell, J. E. & de Muizon, C. 2002. Callistoe vincei, a new Proborhyaenidae (Borhyaenoidea, Metatheria, Mammalia) from the Early Eocene of Argentina. Geobios 35, 615-629.
  • Forasiepi, A. M., Sánchez-Villagra, M. R., Goin, F. J., Takai, M., Shigehara, N. & Kay, R. F. 2006. A new species of Hathliacynidae (Metatheria, Sparassodonta) from the middle Miocene of Quebrada Honda, Bolivia. Journal of Vertebrate Paleontology 26, 670-684.
  • Marshall, L. G. 1977. A new species of Lycopsis (Borhyaenidae: Marsupialia) from the La Venta fauna (Late Miocene) of Colombia, South America. Journal of Paleontology 51, 633-642.
  • Marshall, L. G. 1979. Review of the Prothylacininae, an extinct subfamily of South American "dog-like" marsupials. Fieldiana Geology New Series 3, 1-50.
  • Muizon, C. 1999. Marsupial skulls from the Deseadan (late Oligocene) of Bolivia and phylogenetic analysis of the Borhyaenoidea (Marsupialia, Mammalia). Geobios 32, 483-509.
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