Luys de Narváez

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Luis de Narváez (Granada, 15001555/1560) è stato un compositore spagnolo, principalmente di musica polifonica vocale e soltanto di poche musiche per vihuela per le quali è più conosciuto al giorno d'oggi. La vihuela era uno strumento a corde pizzicate, fiorito principalmente in Spagna dal XV al XVII secolo, poco più grande della moderna chitarra, intonato come un liuto e molto diffuso in Spagna dove prese il posto dello stesso liuto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome appare per la prima volta quale membro della casa del segretario di Carlo I, Francisco de los Cobos, a cui è dedicato il trattato Los seys libros del Delphin de música de cifra para tañer vihuela. Nel 1548 Narváez era al servizio di Filippo II, direttore del coro di voci bianche della Cappella di Filippo al seguito del quale si recò in Italia e Nord Europa.

Los seys libros del Delphin de música de cifra para tañer vihuela erano dei volumi di intavolature pubblicati a Valladolid nel 1538. L'intavolatura era uno spartito musicale nel quale erano inserite, a mezzo di simboli, tutte le informazioni necessarie all'esecuzione della musica, normalmente relative ad un particolare strumento, in questo caso la vihuela. La raccolta comprende un notevole numero di fantasie sul modello Italiano, romanze, villancico, e (variazioni) su canzoni già familiari ai suoi ascoltatori come Diferencias sobre Guárdame las vacas così come la prima trascrizione per vihuela mai pubblicata di canzoni polifoniche.

I suoi pezzi più conosciuti sono le trascrizioni di opere di Josquin Des Prez, la canzone a quattro voci Mille regretz conosciuta anche come La Canción del Emperador (era fra le preferite di Carlo V), che mantiene una notevole fedeltà all'originale e per le canzoni Paseavase el rey Moro con l'accompagnamento della sua vihuela. Due dei suoi mottetti furono pubblicati a Lione in Francia nel 1539 e 1543.

A seguito della riscoperta dell'antica arte della vihuela nel XX secolo, Emilio Pujol rieditò il volume di Narváez (1945) per la serie Monumentos de la música española (Monumenti della musica spagnola).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]