Lustrascarpe

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Lustrascarpe a Caltanissetta, con la sedia e la cassetta degli attrezzi

Un lustrascarpe è una persona che di professione lucida le scarpe altrui, generalmente sulla strada.[1] Un tempo diffuso in gran parte del mondo, il mestiere del lustrascarpe sta progressivamente scomparendo in Europa e nel Nordamerica, e oggi viene quasi sempre considerato un espediente più che un vero e proprio lavoro.

Nell'Italia meridionale del dopoguerra e nel periodo delle grandi migrazioni dall'Italia verso gli Stati Uniti, chi si guadagnava da vivere facendo il lustrascarpe per le strade veniva talvolta chiamato sciuscià, termine derivato dalla corruzione e italianizzazione della denominazione inglese shoe-shiner.[2][3]

Fra i personaggi famosi di origine italiana di cui è noto che svolsero questo mestiere in gioventù ci sono, tra l'altro Giuseppe Petrosino e Al Pacino.

Gli attrezzi da lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Gli attrezzi del lustrascarpe consistono in una cassetta di legno dalla quale sporgono due sagome di legno, dove il cliente poggia i piedi, vari tipi di spazzole, lucido e anilina nera o marrone, a secondo del colore delle scarpe da lucidare.

A Caltanissetta, al tutto il 2012, ne sopravvivono solamente 2 dei 32 che esercitavano dell'immediato dopoguerra.[4] Qui da sempre il lustrascarpe, detto anche "lustrino", offre una poltrona al cliente per tutta la durata dell'operazione di pulitura.[5]

Rappresentazioni nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lustrascarpe: Definizione e significato di Lustrascarpe – Dizionario italiano – Corriere.it. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  2. ^ Lustrascarpe: documenti, foto e citazioni nell’Enciclopedia Treccani. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  3. ^ lustrascarpe - Dizionario italiano-inglese WordReference. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  4. ^ Mestieri - Circolo Fotografico ASA25. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  5. ^ Foto Ultimo dignitoso lustrascarpe CALTANISSETTA. URL consultato il 22 febbraio 2013.
  6. ^ La Stampa - Nostalgia del lustrascarpe. URL consultato il 22 febbraio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]