Lupo Italiano

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Lupo italiano
LupoItaliano.jpg
Origine Italia Italia
Altezza al garrese maschi da 60 a 70 cm; femmine da 58 a 65 cm
Lista di razze canine

Lupo Italiano è il nome con cui si indica una recente razza canina, che si ricollega geneticamente al lupo selvaggio, ottenuta dall'incrocio tra una lupa di Canis lupus italicus ed un cane da pastore tedesco nel 1966. Contrariamente a quanto solitamente occorso nei casi di ibridismo cane-lupo, l'ottima risposta degli esemplari appartenenti alla prima cucciolata all'addomesticamento ha spinto il Governo della Repubblica Italiana ad investire sulla selezione di questa razza canina facendone un cane d'utilità per il Corpo forestale dello Stato.

La selezione e l'allevamento del Lupo Italiano sono gestiti da un ente creato ad hoc, l'Ente per la Tutela del Lupo Italiano (ETLI) che garantisce la conservazione in purezza della razza, al miglioramento dei suoi caratteri riproduttivi e alla promozione della sua valorizzazione zoologica. La commercializzazione di esemplari della razza e l'eventuale allevamento al di fuori del centro statale di Cumiana (Piemonte) sono vietate.

In seguito all’estinzione dell’Ente di Tutela, disposta con provvedimento del 17 maggio 2010 del Prefetto della provincia di Torino, la gestione del Registro Anagrafico Ufficiale del Lupo Italiano asieme alla sua salvaguardia e selezione sono state ufficialmente affidate all' A.A.A.L.I. - APS (Associazione degli Affidatari Allevatori del Lupo Italiano).

Storia[7][modifica | modifica wikitesto]

Nell’anno 1966 dall’accoppiamento di una lupa selvatica dell’alto Lazio con un pastore tedesco nasceva “Zorro” destinato a divenire il capostipite di una nuova e, per ora, ultima razza canina italiana. Il creatore di questa razza è stato Mario Messi, che ha coltivato questa passione per tutta la sua vita.

Zorro dimostrò di possedere tutte le migliori caratteristiche del lupo selvatico (coraggio, robustezza, resistenza alla fatica protratta, acutezza di tutti i sensi, in particolare olfatto e vista) unitamente a tutte le migliori qualità del cane pastore tedesco (docilità, stabilità caratteriale, affidabilità e capacità di apprendimento) addirittura esaltandole.

Fu allora avviato un esperimento già tentato, senza fortuna, da altri cinologi tra i quali il padre della moderna etologia Konrad Lorenz: si tentò cioè di ottenere dall’accoppiamento tra una lupa selvatica ed un cane soggetti che, nel tempo e nelle successive cucciolate, conservassero intatte, armonizzandole tra loro, le migliori caratteristiche dei progenitori.

Zorro fu accoppiato ancora con femmine di pastore tedesco, opportunamente selezionate, e poi con le proprie figlie nate da questi accoppiamenti. I figli maschi non vennero utilizzati. Delle cucciolate successive vennero invece utilizzati tutti i soggetti, maschi e femmine, operando così su più grandi numeri. Per una fortunata e fortuita combinazione genetica, da ritenersi finora unica e molto probabilmente non ripetibile, ben presto fu constatato lo stabilizzarsi, nelle successive cucciolate, di caratteri intermedi e definitivi tra lupo e cane, che vedevano privilegiata la componente lupina senza che peraltro fossero pregiudicate le doti indispensabili di domesticità e di adattabilità alle più diverse situazioni scaturenti dalla convivenza con l’uomo.

Oggi, dopo oltre quaranta anni dall’inizio dell’esperimento, si può affermare che il Lupo Italiano è un cane di grande affettività, diffidente verso gli estranei ma né timido né aggressivo, molto adatto alla vita in famiglia, dotato di grande e forte personalità e con grande propensione all’addestramento e all’apprendimento.

Origine, caratteristiche e impiego[8][modifica | modifica wikitesto]

Origine: Il lupo Italiano si ricollega geneticamente al lupo selvatico e più propriamente alla variante oggi scomparsa dall'alto Lazio, la quale si differenziava sensibilmente da altre tipologie.

Aspetto Generale: Nel suo aspetto, nei suoi movimenti, nel modo in cui osserva e presta attenzione il Lupo Italiano deve mostrare nelle sue linee e nei suoi atteggiamenti un'inconfondibile eleganza nobile e selvaggia.

Caratteristiche psichiche: Animale estremamente vivace, dotato di un carattere indipendente e fiero, con notevole propensione all'apprendimento, affettuosissimo con l'uomo a cui si attacca in modo esclusivo, con uno spiccato senso della proprietà e della difesa delle persone che gli sono affidate, insuperabile nell'avvistamento.

Impiego: Particolarmente adatto al soccorso in montagna, antivalanga e anticatastrofe, con gran resistenza agli agenti atmosferici,alla fame e alla sete.Non soggetto alle congiuntiviti da riverbero sulla neve.Grande fiuto, idoneo alla ricerca sia di persone, sia di animali feriti, di grande utilità quindi per le guardie forestali, per i guardaparco e per i guardiacaccia. Addestrabile a tutti i compiti di cane da polizia. Utile in agricoltura e pastorizia per la difesa del gregge e della mandria dai furti e dagli animali predatori, sfruttando il suo innato senso del territorio.

Caratteri morfologici[9][modifica | modifica wikitesto]

Taglia : maschi da 60 a 70 cm; femmine da 58 a 65 cm.

Testa : asciutta e ben modellata, più importante nel maschio; muso tipico del lupo, affinato moderatamente verso la punta; lunghezza della canna nasale (dallo stop alla punta del tartufo) leggermente inferiore alla lunghezza del cranio; mascella e mandibole forti; dentatura a forbice, bianchissima e potente; tartufo, labbra, rime palpebrali neri; orecchie medie, portate rettissime e perfettamente parallele quando l’attenzione è desta, mobilissime secondo gli umori e i movimenti dell’animale; occhi di media grandezza, piuttosto obliqui, non sporgenti, mai troppo scuri, preferibilmente con fondo dorato; espressione intensa e leale; la testa tipica è inconfondibile.

Tronco : robusto, non troppo lungo, torace ben disceso, ben costruito, formante un profilo sinuoso e particolarmente armonioso tra le linee della gola, del petto, dello sterno e del ventre; linea dorso- lombare diritta; groppa non troppo bassa.

Arti : preferibilmente appiombanti, robustissimi ma asciutti, non devono dare per nulla l’impressione di eccessiva pesantezza; non troppo angolati i posteriori; l’andatura è sciolta e leggera; l’animale, anche nella massima taglia e peso, deve dare sia nel passo che nel trotto e nel galoppo, che è serrato e veloce, un’impressione di forza elegante, richiamando l’andatura del lupo selvaggio; caratteristica la posizione allineata delle orme quando il trotto è veloce; piede ovale.

L’insieme del tronco e degli arti mette in evidenza la scioltezza e la potenza delle articolazioni e delle inserzioni con risultati di grande funzionalità a livello dei movimenti della spalla e dell’anca. La forza d’urto è eccezionale.

Manto : grigio, variamente segnato, più o meno scuro con fondo a sfumature diversi da soggetto a soggetto sino al fulvo o beige; anche con sella scura; gorgiera ben delineata; ventre, arti, specie nella parte inferiore, interno e posteriore delle cosce più chiari: grigio o grigio-ruggine, fulvo chiaro o beige; frequenti la punta del muso e della coda nero o grigio più scuro e nei soggetti grigi sottolineature scure degli arti; ammesso anche il mantello nero uniforme; in ogni tipo di manto ammessa una piccola macchia bianca al petto; il mantello non è definitivo fino a che lo sviluppo del soggetto non è compiuto; inoltre, le variazioni stagionali sono correnti.

Pelo : di lunghezza e durezza medie, liscio o alquanto mosso, limitatamente al tronco e alle cosce, più fine e corto su testa e arti, con folto sottopelo nei soggetti che vivono all’aperto.

Coda : piuttosto lunga e ben fornita, ma senza esagerazioni; tenuta bassa e pendente in riposo e all’erta, si eleva con curva armoniosa e non eccessiva quando l’animale è in agitazione, senza che il suo asse principale raggiunga mai la verticale; deve essere portata in modo aggraziato e sciolto.

Collocazione giuridica ufficiale della razza del Lupo[10][modifica | modifica wikitesto]

Il riconoscimento delle razze spetta allo Stato: art.71, lettera d) del D.P.R. 26/7/77 n°616 che “demanda alla competenza statale la tenuta dei libri genealogici e dei relativi controlli funzionali”. Consiglio di Stato, Consiglio Superiore dell’Agricoltura.

Due decreti del Presidente della repubblica: 25/6/1987 – 21/12/1988 D.M. M.A.F. 30/3/1988 che istituisce il Registro Anagrafico Ufficiale del Lupo Italiano e la Commissione Scientifico Tecnica, M.A.F. Nota n°22705, 20/7/1989, che definiva l’opera dell’ETLI “di particolare interesse di natura pubblica”. D.M. M.A.F. 31/3/1990 nell’ambito della Legge 8/11/1986 e della delibera del C.I.P.E. 2/5/1989 sulla salvaguardia economica e biogenetica delle razze/popolazioni a limitata diffusione, ammetteva l’ETLI (estintasi poi nel 2010) alla salvaguardia dell’integrità genetica del Lupo Italiano. D.M. M.I.R.A.A.F. 20/4/1994, che emana il Disciplinare dell’ETLI, il quale:

Stabilisce definitivamente compiti e competenze dell’Ente e sancisce il valore ufficiale dei suoi atti; precisa la struttura e i compiti della Commissione Scientifico-Tecnica con funzioni di indirizzo e di controllo, della quale, oltre a Scienziati, Cattedratici ed Esperti, fanno parte due Rappresentanti Ministeriali e uno della Regione Piemonte;

• consacra il Protocollo di affidamento , quindi la non commercializzazione, con divieto di riproduzione al di fuori dellEnte • inserisce, come parte integrante, lo “standard” della razza , in essere fin dal 1973 nel testo redatto con la collaborazione di cinotecnici italiani e stranieri (specialmente francesi) e di Enrico Adinolfi, uno dei migliori Giudici Internazionali dell’ENCI; assegna all’ETLI l’addestramento alle varie specialità operative, il rilascio dei Brevetti e la convalida di quelli rilasciati da altre scuole da esso riconosciute (art.5, punto C, articolo 8); •

Commissione Brevetti , in base a quanto sopra, completata con provvedimento applicativo della Commissione Scientifico-Tecnica, verbale 16/4/1996, composta pariteticamente con il Corpo Forestale dello Stato, prevede(art. 14) il finanziamento a mezzo di Leggi zootecniche

(segue Collocazione giuridica): Non si può ignorare che il Lupo Italiano è la razza canina meglio definita geneticamente, essa è stata infatti la prima in Italia per cui è stato possibile, in collaborazione con l’Istituto per la Difesa e la Valorizzazione del Germoplasma Animale di Milano (Consiglio Nazionale delle Ricerche), verificare le parentele mediante l’esame del DNA. Esso è protetto da una normativa di Stato che, per motivi di conservazione genetica, ne vieta la commercializzazione e la riproduzione al di fuori dell’Ente per la Tutela del Lupo Italiano ETLI: in presenza di serie motivazioni esso può essere affidato in base al

Protocollo Ufficiale e sotto il controllo dell’ETLI. Gli impieghi prevalenti del Lupo Italiano sono il soccorso, ricerca di persone disperse in superficie, sotto macerie o valanghe, ricerca di animali feriti o dispersi, antibracconaggio, quindi protezione civile e ambientale, ausiliare delle Forze dell’Ordine e, naturalmente, ogni altro compito di interesse sociale, dalla pet therapy allo sport.

L'Ente che quest'oggi tutela il Lupo Italiano, a seguito dell'estinzione dell'Ente di Tutela è la APS A.A.A.L.I..

Associazione degli Affidatari Allevatori del Lupo Italiano[11][modifica | modifica wikitesto]

La razza del cane Lupo Italiano (Canis Lupus Italicus Familiaris), splendido animale con il carattere di un cane e le qualità di un lupo, fu istituita dal Ministero dell’Agricoltura e Foreste nel 1988 e posta sotto il diretto controllo di un Ente di Tutela (E.T.L.I.) al quale fu affidata la gestione del R.A.U. (registro anagrafico ufficiale che sostituisce il libro genealogico per le razze autoctone a limitata diffusione) e che si assunse il compito di preservarne il prezioso patrimonio genetico, sicuramente irripetibile.

Nell’arco di oltre quarant’anni di vita di questa razza il Registro Anagrafico Ufficiale del Lupo Italiano ha censito oltre 2000 esemplari, protetti con un attento programma di accoppiamenti e con l’assoluto divieto di commercializzazione. L’attività di selezione e lo stesso allevamento, a seguito di difficoltà dell’Ente di Tutela, subirono un drammatico rallentamento (dal 2008 al 2010 solamente 35 nascite) mettendo il Lupo Italiano a serio e rapido rischio di estinzione.

Di fronte al pericolo incombente di estinzione della razza, un gruppo composto da Affidatari e convinti estimatori del Lupo Italiano si attivò creando l’Associazione degli Affidatari del Lupo Italiano, la A.A.L.I.–ONLUS, regolarmente iscritta in data 06.09.2007 nel Registro delle Associazioni di Volontariato della provincia di Piacenza. L’intento era, in quella situazione così critica, i mantenere uniti gli Affidatari di tutto il territorio nazionale rimasti senza una guida, costituendo per essi un sicuro punto di riferimento, anche per evitare che potessero verificarsi deviazioni e fughe in avanti di qualche Affidatario meno attento e scrupoloso. Stipulando, come primo atto, una convenzione con il Dipartimento di Patologia animale dell’Università degli Studi di Torino, la A.A.L.I. ha inteso favorire lo studio delle caratteristiche morfologiche e comportamentali del Lupo Italiano al fine di migliorarne l’attività riproduttiva, di valorizzarne le innate attitudini per impieghi in attività di ricerca, di soccorso e di protezione civile e di censirne il numero in Italia. In seguito all’estinzione dell’Ente di Tutela, disposta con provvedimento del 17 maggio 2010 del Prefetto della provincia di Torino, la A.A.L.I-ONLUS si è trasformata, con atto pubblico registrato a Piacenza al n° 6433 il 14 luglio 2010, in A.A.A.L.I.-APS (Associazione degli Affidatari Allevatori del Lupo Italiano – Associazione di Promozione Sociale), ha preso personalità giuridica e si è strutturata per ottenere la gestione del Registro Anagrafico Ufficiale del Lupo Italiano, che era stata temporaneamente affidata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ad Anaborapi, organismo competente in tema di allevamento animale sul territorio.

A partire da 1 gennaio 2012 il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con decreto n° 651 in data 11.1.2012, ha ufficialmente e definitivamente affidato alla A.A.A.L.I.-APS la gestione del Registro Anagrafico Ufficiale del Lupo Italiano. L’Associazione agirà in base ai criteri fissati nel suo Disciplinare, annesso allo stesso decreto, criteri che garantiscono per il Lupo Italiano gli stessi principi e le stesse finalità fortemente voluti in origine dal creatore della razza Mario Messi e sancite nel Disciplinare del primo Ente di Tutela. L’A.A.A.L.I.–APS è iscritta nel Registro delle Personalità Giuridiche della Prefettura di Piacenza al n° 210 in data 6 agosto 2010 ed è iscritta nel Registro delle Associazioni di Promozione Sociale della Provincia di Piacenza al n° 1967 in data 24 settembre 2010.

Note[12][modifica | modifica wikitesto]

Una cinologa francese, Madame Lampert, ha scritto del lupo italiano: “È un perfetto lupoide; ha l’aspetto aerodinamico di un infaticabile corridore di fondo. Le spalle sono possenti, così come l’attacco del collo che è piuttosto corto. La testa presenta un cranio assai largo, capace di contenere un cervello importante. Gli occhi sono obliqui, un po’ a mandorla e richiamano quelli del lupo. Il petto è assai disceso. Il polso è sciolto e presenta un leggero stacco piazzando il piede un po’ inclinato in avanti cosicché, funzionando da ammortizzatore, permette l’arresto brusco e il dietrofront sul posto. Ventre ben retratto e levrettato. Al trotto ha una andatura filante, silenziosa e molto rapida che gli consente di coprire enormi distanze. Mantiene allora l’incollatura abbassata con il muso in atteggiamento di attenta ricerca”.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AAALI, Storia e Caratteristiche del Lupo Italiano.
  2. ^ AAALI, Origine ed impiego secondo lo Standard di Razza.
  3. ^ AAALI, Standard di Razza del Lupo Italiano.
  4. ^ http://www.lupoitaliano.it/.
  5. ^ La storia di AAALI. URL consultato il 2015-05-21.
  6. ^ http://www.canelupoitaliano.it/.
  7. ^ AAALI, Storia e Caratteristiche del Lupo Italiano.
  8. ^ AAALI, Origine ed impiego secondo lo Standard di Razza.
  9. ^ AAALI, Standard di Razza del Lupo Italiano.
  10. ^ http://www.lupoitaliano.it/.
  11. ^ La storia di AAALI. URL consultato il 2015-05-21.
  12. ^ http://www.canelupoitaliano.it/.

Altro[modifica | modifica wikitesto]