Luogo comune
| « L'universalità di un'opinione, parlando seriamente, non costituisce una prova e non è nemmeno una probabilità che l'opinione sia corretta. » | |
|
(Arthur Schopenhauer, L'arte di ottenere ragione, stratagemma nº 30 )
|
Un luogo comune è un'opinione (non necessariamente "vera") o un concetto la cui diffusione, ricorrenza o familiarità ne determinano l'ovvietà o l'immediata riconoscibilità. In letteratura è detto tòpos e indica il ricorrere di un tema in un autore o in un genere letterario o artistico. Il termine deriva dalla locuzione latina locus communis, la piazza (il forum), dove le persone si incontravano e conversavano.
Oltre a non essere stabile nel tempo, la diffusione di un luogo comune non è necessariamente omogenea nella popolazione: può infatti essere limitata a gruppi in base a culture, interessi, professioni, orientamenti politici.
Luoghi comuni, più strettamente legati alla tradizione, possono essere i detti, i proverbi o le citazioni. Possono essere opinioni interessanti, talora acute, che legittimamente possono essere utilizzate come punto di partenza per un pensiero critico o essere pronunciate come rappresentazione di una verità inconfutabile o derivare dalla saggezza popolare.
Indice |
[modifica] Luogo comune come strumento di comunicazione neutrale
La chiave per comprendere la fortuna dei luoghi comuni e, a volte, l'impossibilità di evitarli in modo sistematico viene da Flaubert, autore del Dizionario dei luoghi comuni:
| (FR)
« On y trouverait donc, par ordre alphabétique, sur tous les sujets possibles, tout ce qu'il faut dire en société pour être un homme convenable et aimable. »
|
(IT)
« Ci si troverebbe quindi, in ordine alfabetico, su tutti i possibili argomenti, tutto ciò che è bene dire in società per essere un uomo educato e apprezzabile. »
|
Il luogo comune viene quindi deliberatamente utilizzato come tecnica empatica: affermando un'opinione condivisa, non si comunica nulla, ma si è quasi certi di attirare la simpatia dell'interlocutore. Adattando inoltre i luoghi comuni al particolare interlocutore - in base al gruppo di appartenenza - si manifesta inoltre l'appartenenza, o almeno la vicinanza, allo stesso gruppo e allo stesso modo di pensare.
[modifica] Luogo comune come antitesi del metodo scientifico
Il luogo comune, essendo ritenuto una ovvietà, non richiede alcuna prova né ci si attende che sia sottoposto a critica o falsificazione. Resiste perfino all'evidenza, con cui comunque viene raramente confrontato. È affermato con tale frequenza, che difficilmente si è in grado di ricordare la sua fonte. L'esatto opposto del metodo scientifico, che nasce dall'osservazione obiettiva di fatti documentati provenienti da fonti note, utilizzati per costruire un'ipotesi, che deve poi resistere a ogni tentativo di falsificazione mediante altre osservazioni o meglio ancora, quando possibile, mediante esperimenti. La scienza non ritiene mai che le proprie ipotesi costituiscano la verità, ma invece le ritiene sempre provvisorie ed incerte, essendo solo la migliore ipotesi finora formulata che può spiegare i fatti finora osservati. L'opinione erronea che scientificamente provato equivalga a accertato è, appunto, un luogo comune. È necessario altresì osservare che anche il concetto di "luogo comune come antitesi del metodo scientifico" può diventare a sua volta un luogo comune, perché questa antitesi non è sempre vera. Inoltre spesso i risultati della scienza diventano necessariamente luoghi comuni per l'uomo comune (per esempio la terra gira intorno al sole), i quali posso a loro volta diventare obsoleti. In conclusione, il rapporto tra luoghi comuni e scienza è tutt'altro che banale e scontato.
[modifica] Uso del luogo comune per ottenere il consenso
L'obiettivo di risultare piacevoli non è affatto una prerogativa esclusiva di coloro che desiderano conversare amabilmente. Al contrario, è esattamente l'obiettivo di chi ha interesse a conquistare il consenso, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista del potere. Sia nella pubblicità, che nella propaganda politica, è essenziale che il potenziale compratore/elettore riconosca nel messaggio il proprio modo di pensare. In questo modo, il alcuni luoghi comuni possono concretizzarsi in un settore di mercato o in un programma politico o amministrativo - in quest'ultimo caso, con conseguenze spesso piuttosto ampie e serie. Lo sfruttamento di luoghi comuni, riguardanti ceti sociali, popolazioni geografiche o razze, può fomentare risentimento, sospetto, ostilità fino a sfiorare o raggiungere il razzismo. È ipotizzabile perfino che, quando vi sia un interesse rilevante, alcuni luoghi comuni siano costruiti e diffusi ad arte, per poterli opportunamente sfruttare quando consolidati.
[modifica] La trappola dell'esperienza individuale
Nell'esperienza individuale, è molto facile che i fatti che si accordano con la propria opinione siano ricordati come più frequenti e più significativi dei fatti che la smentiscono. La discordanza fra l'evidenza e il luogo comune viene attribuita al caso (l'eccezione che conferma la regola, strana espressione che tuttavia viene utilizzata molto spesso), mentre la concordanza viene interpretata e ricordata come una conferma; la loro frequenza relativa viene deformata dalla memoria. Una serie di nessi e meccanismi innescano un processo di conferma e amplificazione.
Un esempio.
- Il Carso è pieno di vipere.
- Qualsiasi serpente visto in Carso è quasi certamente una vipera.
- Io stesso, come chiunque vada in Carso, vi scorgo spesso vipere.
- Se vengo morso da una vipera in Carso, mi precipito al Pronto Soccorso e mi faccio iniettare il siero antivipera.
- In Pronto Soccorso mi iniettano il siero antivipera. Era proprio una vipera.
- Lo racconto a tutti, e vengo intervistato anche dal giornale locale.
La prima e la seconda affermazione sono false. L'avvistamento certo di vipere in Carso è un fenomeno raro; quello di serpenti non velenosi (Coluber viridiflavus, Elaphe longissima) è molto più frequente. La terza costituisce un'esperienza-trappola (esperienza deformata da luogo comune. La gente vede serpenti non velenosi, e li chiama "vipere" perché il Carso è pieno di vipere). Con la quarta, inizia un pericolo reale. L'iniezione di siero antivipera è una pratica pericolosa, che causa spesso la malattia da siero. La quinta è una falsa conferma scientifica. In realtà, i medici del Pronto Soccorso condividono lo stesso luogo comune di partenza, e, anche se resta un dubbio, possono decidere di praticare comunque la terapia in via precauzionale. La sesta conclude il ciclo. L'idea che il Carso è pieno di vipere si diffonde e si rafforza.
[modifica] La violazione del luogo comune
Come la condivisione di un luogo comune crea fratellanza, così la negazione di un luogo comune è sgradevole, analogamente alla violazione della regola di un gioco. Chi vuole negare un luogo comune dev'essere eccezionalmente documentato e molto convincente; l'evidenza dev'essere palese, immediata e completa, e non può essere atteso alcun sostegno né alcuna simpatia. Ogni singola evidenza a sostegno del luogo comune, anche se occasionale, poco documentata, statisticamente irrilevante sarà utilizzata contro l'eretico. Anche di fronte a una plausibilità soverchiante e a un'evidenza palese, il risentimento verso colui che rompe il giocattolo del luogo comune è tale, che molti mantengono la propria opinione nonostante tutto, come se l'oggetto del luogo comune fosse oggetto di fede invece che cosa dimostrabile, o come se si avesse il diritto di difendere la propria libertà di opinione anche dalla concreta evidenza dei fatti.
Va sottolineato che l'espressione "l'eccezione che conferma la regola", che gioca in favore della conferma del luogo comune, non è essa stessa un luogo comune laddove la si consideri nella sua interezza. Infatti l'espressione completa è: "È l'eccezione che conferma la regola nei casi non eccezionali" e significa semplicemente che "tutto è possibile". La considerazione di tale espressione come "luogo comune" deriva pertanto dal suo uso parziale, che lo priva di significato.
[modifica] Bibliografia
- Dictionnaire des idées reçues, Gustave Flaubert
- Eristische Dialektik - Die Kunst, Recht zu Behalten, Arthur Schopenhauer; tradotto L'arte di ottenere ragione, edito da Adelphi
[modifica] Voci correlate
- Metodo scientifico
- Leggenda
- Mito
- Comunicazione
- Credenza
- Polirematica
- Tradizione
- Glossario delle frasi fatte