Luoghi di Dragonlance

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Un'immagine del continente di Ansalon, come si presenta nell'Era della disperazione, con indicate le principali città.

Pagina che racchiude la descrizione dei luoghi fondamentali e delle città della saga fantasy Dragonlance.

B[modifica | modifica wikitesto]

Balifor[modifica | modifica wikitesto]

Città portuale situata nell'estremo Nord-Est del continente di Ansalon. I compagni vi passeranno qualche tempo prima di partire per Flotsam, e qui si aprirà una delle parentesi più felici della loro avventura: su iniziativa di Raistlin, infatti, essi metteranno su una vera e propria compagnia di spettacoli che delizierà per qualche tempo la città occupata dalle truppe nemiche, riunendosi alla taverna Al Porco e al Fischio. Sarà qui a Balifor, inoltre, che Goldmoon comincerà la propria opera di diffusione della fede nei veri dèi in tutto il mondo.

D[modifica | modifica wikitesto]

Daltigoth[modifica | modifica wikitesto]

Dargaard Keep[modifica | modifica wikitesto]

Dimora di Lord Soth, Dargaard Keep è una possente rocca inespugnabile che si erge sui Monti Dargaard, al confine tra il Nightlund e l'Estwilde, nell'area più settentrionale di Ansalon. Questo castello arroccato sulle montagne è stato scelto come eterna dimora dal suo antico abitatore, condannato a passarvi buona parte dell'eternità per mondare il suo orrendo peccato: Lord Soth ha poi permesso a Kitiara, la Signora delle Tenebre, di trasferirvisi per condurre la guerra su Ansalon, e molti dei suoi capitani più fedeli l'hanno seguita in questa nuova dimora. Non è facile, però, resistere a lungo tra le mura di pietra della rocca maledetta: il terribile canto che accompagna infatti le notti di Lord Soth, e che le accompagnerà ancora per molti secoli, non è facile da sopportare nel cuore della notte, tanto che perfino Lord Ariakas e la stessa Kitiara ne rimarranno ampiamente sconvolti.

Quando Soth divenne il signore di uno dei domini di Ravenloft ("Sithicus", ovvero "terra di spettri" nella lingua elfica) venne creata in questo una versione deforme della rocca, chiamata Nedragaard Keep.

F[modifica | modifica wikitesto]

Flotsam[modifica | modifica wikitesto]

G[modifica | modifica wikitesto]

Godshome[modifica | modifica wikitesto]

Godshome, la "casa degli dei", è una valle nascosta fra i Monti Khalkist, a poca distanza dall'odiosa Neraka: il passaggio in questa piccola valle è possibile solo attraverso uno stretto cunicolo, di cui pochi conoscono l'esatta ubicazione. Gli Eroi vi giungono durante la Guerra delle Lance guidati dal saggio Fizban, e qui assistono alla definitiva dipartita di quest'ultimo e del vecchio Flint Fireforge, stroncato da un attacco cardiaco.

H[modifica | modifica wikitesto]

Haven[modifica | modifica wikitesto]

Haven è una piccola cittadina a circa 135 chilometri da Solace, che vive soprattutto di agricoltura e di commercio: i suoi cittadini, comunque, ne sono abbastanza fieri da averla dichiarata Signoria, e da pensare che essa possa addirittura rivaleggiare con la bellezza di Palanthas (il tutto, naturalmente, perché nessuno di loro ha mai visto Palanthas nemmeno da lontano). È ad Haven che un giovanissimo Raistlin Majere riesce a sconfiggere la setta menzognera dei Belzoriti, dando luogo ad una serie di eventi che permetterà ad un nuovo gruppo religioso di insediarvisi, il Consiglio dei Cercatori.

I[modifica | modifica wikitesto]

Istar[modifica | modifica wikitesto]

Ci fu un tempo, trecento anni prima delle vicende narrate nelle Cronache, in cui Istar era la città favorita dagli dei. Là i chierici passeggiavano per lo sfarzoso Tempio di Paladine, indossando tonache intessute d'oro, dormendo nelle stanze più lussuose di tutto Krynn e deliziandosi al suono dei canti delle Figlie di Mishakal, venute dai lontani regni elfici. La città non conosceva problemi, guidata dal tocco vigile del Gran Sacerdote e dei suoi fidi consiglieri, l'Arena non vedeva più un combattimento mortale da molti anni, e le brutture del mondo comune, come i mercati di schiavi, erano accuratamente nascoste alla vista del popolo.

Poi, un giorno, la montagna di fuoco si abbatté sulla città, sprofondandola nel fondo degli abissi. Il Tempio di Paladine, centro della città, venne proiettato direttamente nell'Abisso, ed al suo posto rimase un buco oscuro nel quale neanche gli elfi marini osano avventurarsi. Il Mare di Sangue di Istar prese il posto della bellissima città, il cui nome è dovuto all'acqua rossa, che vortica senza mai pace trascinando in superficie la terra che ricopriva le strade della città maledetta, e che secondo le leggende popolari rappresenterebbe il sangue di tutti gli innocenti morti in seguito al Cataclisma.

Istar viene visitata da Caramon, Raistlin, Tasslehoff e Crysania durante le loro avventure narrate nel primo libro delle Leggende, Il destino dei gemelli.

K[modifica | modifica wikitesto]

Kalaman[modifica | modifica wikitesto]

Kalaman è una piccola città affacciata sulla Baia di Thorodin, nell'estremo nord del continente di Ansalon. Posta a poca distanza da Palanthas, è un villaggio di pescatori che appartiene alla giurisdizione dei Cavalieri di Solamnia. Durante la Guerra delle Lance, la cittadina verrà visitata prima da Laurana nei panni del Generale Dorato, per festeggiare congiuntamente l'Alba di Primavera e la vittoria dei Cavalieri contro gli Eserciti dei Draghi, e successivamente da Tanis Mezzelfo e dai suoi compagni, portati lì dagli elfi del mare dopo il loro naufragio nel Mare di Sangue di Istar.

Kenderhome[modifica | modifica wikitesto]

Patria dei kender, Kenderhome è praticamente l'Abisso per chiunque non appartenga alla loro razza. Quando un kender è "stanco" dei vagabondaggi, si insedia a Kenderhome per costituire un nucleo famigliare; va detto, nel caso passaste da quelle parti, che tutte le porte vengono lasciate aperte e che si può prendere dalle case qualsiasi cosa non sia inchiodato al pavimento.

Verrà completamente distrutta durante l'era dei mortali dal dragone Malystryx, che vi creerà il suo regno: la Desolazione. L'evento traumatico, e forse i poteri di Malys, faranno sì che i kender superstiti divengano degli "afflitti", una generazione di kender senza la loro proverbiale giovialità e immunità alla paura.

M[modifica | modifica wikitesto]

Monte Nonimporta[modifica | modifica wikitesto]

Situato sull'isola di Sancrist, il Monte Nonimporta è in realtà un vulcano nelle cui viscere si cela la civiltà degli gnomi. La storia vuole che questo bizzarro nome sia stato dato alla montagna in occasione del primo incontro fra gnomi e Cavalieri di Solamnia, quando un Cavaliere ebbe la brutta idea di domandare agli gnomi quale fosse il nome che loro avevano dato al monte: per fermare il piccolo essere, che era subito partito con uno degli interminabili nomi tipici di quella razza, si narra che il cavaliere abbia esclamato precipitosamente "Non importa!", stupendo gli gnomi per l'intensa emozione che si poteva trasmettere con così poche parole e battezzando così definitivamente l'imponente montagna.

N[modifica | modifica wikitesto]

Neraka[modifica | modifica wikitesto]

villaggio isolato tra le montagne dove, durante la guerra delle lance, Takhisis edificò il suo tempio e costruì la capitale del suo impero, con a capo Lord Ariakas.

P[modifica | modifica wikitesto]

Palanthas[modifica | modifica wikitesto]

La bella città di Palanthas è considerata, e non a torto, una delle meraviglie di Krynn dai suoi abitanti e da coloro che vi giungono per piacere o per affari: la sua pianta è costruita come una ruota di carro, con al centro gli edifici più prestigiosi, ed ogni nuovo palazzo che vi viene edificato deve obbligatoriamente rispettare queste regole di simmetria, pena l'immediato abbattimento. L'amore per la bellezza, e la convinzione di essere invincibile grazie al presidio della Torre del Sommo Chierico, ha però portato i palanthiani a trascurare alcune delle più elementari norme di sicurezza in caso di guerra, come la creazione di una milizia cittadina: inoltre, soltanto la parte antica della città è cinta da mura (quella che viene comunemente chiamata Città Vecchia), mentre la Città Nuova ne è sprovvista poiché, secondo il governo cittadino, le mura hanno il difetto di "guastare il progetto d'insieme".

Governata da una Signore eletto fra i mercanti più facoltosi, Palanthas ha come più grande desiderio al mondo di mantenere inalterata la propria bellezza, e per fare questo è disposta anche a scendere a patti con i Padroni dei Draghi. L'unica macchia che crepa la sua perfezione è la Torre dell'Alta Stregoneria che sorge proprio al centro della città, circondata dal Boschetto di Shoikan: un edificio nero e contorto, che ispira terrore anche solo a guardarlo da lontano. Essa ospita comunque anche molti edifici importantissimi e prestigiosi, come il Tempio di Paladine, edificato dopo la riscoperta dei veri dèi da Elistan in persona, e la Grande Biblioteca di Astinus, dove si racchiudono i segreti di tutto Krynn.

Palanthas verrà toccata dalla guerra una sola volta, e cioè durante la folle impresa di Raistlin narrata nelle Leggende di Dragonlance. Per ordine di Kitiara, la città sarà percorsa in lungo e in largo dagli spettrali servitori di Lord Soth, che semineranno morte e distruzione per ogni dove: alla fine, comunque, la città sarà salvata dalla morte di Kitiara stessa, che provocherà la fine delle ostilità da parte di Lord Soth ed il ritiro delle sue truppe scheletriche, per godersi l'immortalità accanto alla sua nuova sposa.

Pax Tharkas[modifica | modifica wikitesto]

Q[modifica | modifica wikitesto]

Qualinost[modifica | modifica wikitesto]

Capitale del regno dei Qualinesti, come tutte le città elfiche è costruita in modo da non intaccare la bellezza del paesaggio circostanze, e vi si inserisce anzi perfettamente come se fosse un'estensione naturale del bosco degli elfi. Circondata da quattro sottili guglie di pietra bianca e argento, la città consta di pochi edifici scaturiti dalla maestria dei fabbri nani ed intagliati nel quarzo rosa, come pure i sentieri che si snodano attraverso gli alberi. L'edificio più importante della città è la Torre dei Soli, sede del consiglio cittadino e dimora del Presidente: un'altissima torre in oro e marmo bianco, decorata in modo da rappresentare il cielo verso il quale sembra tendere.

Qualinost verrà abbandonata dagli elfi nel corso della Guerra delle Lance, quando essi saranno costretti a rifugiarsi, insieme ai Silvanesti, nell'Ergoth del Sud. I suoi abitanti potranno comunque ritrovarla intatta alla fine della guerra, mentre i loro cugini non saranno altrettanto fortunati.

Durante la Guerra delle Anime la città verrà distrutta da Takhisis e allagata dal fiume che l'attraversava, dando vita al Lago della Morte.

Que-shu[modifica | modifica wikitesto]

Villaggio natale di Goldmoon e Riverwind, Que-shu verrà completamente distrutta dagli Eserciti dei Draghi durante la Guerra delle Lance. Fortunatamente, parte della popolazione riuscirà a sopravvivere alla carneficina, così che Goldmoon potrà ricostituire il villaggio sulle sue ceneri alla fine della guerra.

S[modifica | modifica wikitesto]

Sanction[modifica | modifica wikitesto]

Capitale degli eserciti dei draghi malvagi, Sanction (in lingua originale "sanzione, punizione") è un'orrenda città situata circa al centro di Ansalon, addossata alle eruttanti bocche delle montagne note come Signori del Fato, e completamente sotto il dominio dei Signori dei Draghi. Le sue strade traboccano di eserciti, il cui quartier generale è costituito dal grande Tempio di Luerkhisis, posto proprio al centro del fiume di lava che sboccia dai vulcani a nord della città: questo fa sì che al suo interno regni sempre un calore soffocante, che i chierici della Regina Oscura riescono solo in parte a dissipare grazie alle loro ardenti preghiere.

Sanction costituirà il centro operativo degli eserciti del male durante il regno di Ariakas: alla sua morte, Kitiara preferirà spostare le operazioni a Dargaard Keep, la rocca di Lord Soth.

Silvanost[modifica | modifica wikitesto]

Silvanost poteva essere stata un tempo una città superba e fiorente, di bellezza perfino superiore a quella della sua cugina Qualinost, ma ormai nessuno la ricorda per quello che era. La follia di re Lorac, infatti, l'ha trasformata in una terra d'incubo, popolata di spettri e suppurante sangue. Solo il sacrificio di quest'ultimo, e la sua sepoltura nella terra martoriata che tanto ha amato (usanza ritenuta barbara per gli elfi), daranno al popolo dei Silvanesti un barlume di speranza da dove poter cominciare a ricostruire, un pezzetto per volta, la loro casa tanto amata.

Durante l'Era dei Mortali gli elfi creeranno un'impenetrabile barriera a difesa della loro nazione, che li isolerà dal mondo per alcuni decenni. Solo all'arrivo di Mina, araldo della dea Oscura Takhisis (non ancora rivelatasi), la barriera verrà abbattuta. A seguito di questo Silvanost, i cui difensori si erano allontanati per combattere contro le forze di Takhisis, verrà invasa dall'impero dei Minotauri.

Solace[modifica | modifica wikitesto]

Solace è la città d'origine dei compagni che costituirono il primitivo nucleo degli Eroi delle Lance. Fondata da profughi del Cataclisma, Solace giace ai piedi dei Monti Kharolis, nel bel mezzo di un bosco di vallenwood: sono questi degli alberi straordinariamente alti e possenti, capaci di reggere il peso di un'intera città. Solace è infatti una città aerea, e tutti gli edifici, ad eccezione della bottega del fabbro (poiché Flint Fireforge, in quanto nano, non ama particolarmente gli alberi), poggiano sulle fronde di questi meravigliosi colossi.

Essendo stata fondata da profughi del Cataclisma, Solace è sempre stata molto ospitale verso i viaggiatori che percorrono il continente di Abanasinia. Negli ultimi tempi, sotto il governo del Consiglio dei Grandi Cercatori di Haven, questa leggendaria ospitalità si è un po' ridimensionata, ma in seguito alla devastazione che colpirà Solace in seguito all'attacco dei draghi rossi la città tornerà, pian piano e con molta fatica, all'antico splendore.

Solace è la sede della Locanda dell'Ultima Casa, di proprietà di Otik Sandek, il quale poi passerà la gestione alla figlia adottiva Tika e a suo marito Caramon e da questi alle loro figlie femmine e all'unico superstite dei figli maschi, Palin.

Solamnia[modifica | modifica wikitesto]

T[modifica | modifica wikitesto]

Taladas[modifica | modifica wikitesto]

Tarsis[modifica | modifica wikitesto]

Ai tempi precedenti al Cataclisma, Tarsis la Bella era giustamente considerata la capitale di Abanasinia: porto marino di eccezionale importanza per i suoi commerci, Tarsis era famosa per le sue "navi dalle bianche ali" che salpavano per ogni dove e riportavano con sé gli oggetti più disparati.

Poi, la notte del Cataclisma, quando la montagna di fuoco cadde dal cielo, una voragine si aprì nel punto dove c'era stata Istar. Quando si levò il sole, il mare era scomparso da Tarsis, e le belle navi giacevano spiaggiate sulla terraferma. Da allora, la fortuna della bella città non ha fatto che calare, ed i suoi cittadini hanno sviluppato una vera e propria avversione per tutto il resto del mondo.

Gli Eroi delle Lance giungeranno a Tarsis nel suo momento più drammatico, quando essa sarà rasa al suolo dal fuoco dei draghi rossi: qui, la compagnia sarà spezzata, per non rincontrarsi mai più integra come prima.

Thorbardin[modifica | modifica wikitesto]

Torre del Sommo Chierico[modifica | modifica wikitesto]

La Torre del Sommo Chierico è una costruzione dalla forma bizzarra, che può momentaneamente sconcertare se non se ne conosce lo scopo (come accade a Flint Fireforge non appena vi arriva). Essa è infatti circondata da una cinta muraria che presenta tre grossi portali, una strana caratteristica poiché tre porte sono molto più difficili da difendere di una sola: ad ogni portale corrisponde poi un enorme corridoio, di ampiezza tale da lasciar passare un drago e pieno di nicchie e cancelli, ed i tre corridoi confluiscono proprio al centro della Torre ("Come invitare i nemici a prendere il tè!").

L'intera Torre continua a sembrare una costruzione progettata nella maniera più stupida possibile, finché non si scopre che nella stanza più interna è custodito un globo dei draghi: allora la sua funzione diventa improvvisamente chiara. Il globo, richiamando i draghi in maniera irresistibile, li obbliga a passare per i portali e ad infilarsi nei corridoi, che per quegli enormi rettili sono piuttosto stretti: a questo punto, i cancelli puntuti calano dall'alto ed imprigionano la bestia, e i Cavalieri nascosti nelle nicchie sono liberi di infilzarli a morte con le dragonlance senza correre alcun rischio.

Costruita a bloccare l'unico valico tra i Monti Vingaard, la Torre del Sommo Chierico è un passaggio obbligato per quanti vogliono giungere a Palanthas e, sotto l'acuto presidio dei Cavalieri di Solamnia, ha sempre impedito che la bella città fosse anche solo lontanamente sfiorata dalla guerra. Durante la prima trilogia, le sue mura si sono macchiate del sangue di Sturm Brightblade, trafitto dalla lancia di Kitiara per aver voluto difendere i bastioni fino alla morte. Sarà soltanto durante la lotta contro Raistlin che la Torre verrà oltrepassata dagli Eserciti dei Draghi, grazie ad un ingegnoso uso delle cittadelle volanti da parte di Kitiara.

Torre dell'Alta Stregoneria di Wayreth[modifica | modifica wikitesto]

W[modifica | modifica wikitesto]

Wayreth[modifica | modifica wikitesto]

X[modifica | modifica wikitesto]

Xak-Tsaroth[modifica | modifica wikitesto]

Z[modifica | modifica wikitesto]

Zhaman[modifica | modifica wikitesto]

Zhaman fu una magica fortezza eretta nel bel mezzo delle Pianure della Polvere, vicino a Thorbardin, e si narra che non furono le mani amorevoli dei nani ad erigerla, bensì la magia a farla letteralmente spuntare dal suolo. Qualunque fosse il motivo, le voci che giravano sulla fortezza, di spettri che si aggiravano inquieti tra le sue mura, erano così inquietanti che né gli umani né i nani amavano avvicinarsi ad essa per alcun motivo.

Durante il regno del Gran Sacerdote di Istar, Zhaman fu scelta come sede dai maghi per nascondervi il Portale che si trovava nella Torre di Palanthas, per proteggerlo dalle mire del Re Prete stesso. Fu qui a Zhaman che si diressero Fistandantilus prima, e Raistlin poi, per aprire il Portale e compiere il loro mortale viaggio verso l'Abisso, ma l'esito del loro viaggio fu identico: mentre pronunciavano l'incantesimo adatto, lo gnomo Gnimsh (per Fistandantilus) o Caramon e Tas (per Raistlin) azionarono il congegno magico per i viaggi nel tempo, interferendo nell'incantesimo del mago e provocando una forte esplosione. La potenza dell'incantesimo fallito provocò la distruzione delle fondamenta della fortezza, che crollò su se stessa assumendo l'inquietante forma di un teschio sogghignante. In seguito a questo avvenimento, il Portale fu riportato alla Torre di Palanthas.