Luise Rinser

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Hermann Kant e Luise Rinser. Berlino, maggio 1987

Luise Rinser (Landsberg am Lech, 30 aprile 1911Unterhaching, 17 marzo 2002) è stata una scrittrice tedesca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1935, dopo gli studi di pedagogia e psicologia all'Università di Monaco, insegnò presso diverse scuole della Baviera, e pubblicò i suoi primi scritti nella rivista Herdfeuer. Nel 1939, per aver rifiutato l'adesione al Partito nazista, fu costretta a dimettersi e ad abbandonare l'insegnamento. Accusata di aver minato il morale delle truppe tedesche, nel 1944 fu arrestata. La fine del conflitto le risparmiò una possibile condanna capitale.

Dopo la morte sul fronte russo nel 1943 del suo primo marito, il compositore e direttore d'orchestra Horst Günther Schnell con il quale ebbe due figli, Christoph e Stephan, si risposò con lo scrittore comunista Klaus Herrmann e, dopo l'annullamento del matrimonio nel 1952, nel 1954 con il compositore Carl Orff, autore dei celebri Carmina Burana, dal quale divorziò nel 1960. Trasferitasi in Italia, dal 1959 visse a Roma, e dal 1965 a Rocca di Papa nei Castelli Romani, dove, nel 1986, ricevette la cittadinanza onoraria. Ritornata in Germania si stabilì in un sobborgo di Monaco di Baviera sino alla morte, avvenuta in tarda età a novantuno anni.

Critica verso la Chiesa cattolica, partecipò, come giornalista accreditata, al Concilio Ecumenico Vaticano II. Prese parte al dibattito politico nella campagna elettorale del 1972 sostenendo la candidatura del cancelliere Willy Brandt. Si dichiarò contraria al riarmo della Repubblica Federale e criticò la sentenza contro Andreas Baader e Gudrun Ensslin. Votò a favore della revoca del divieto di aborto, contenuto nel paragrafo 218 del Codice penale.

Tra il 1972 e il 1975 viaggiò in molti paesi, tra cui Unione Sovietica, sud Italia, Spagna, India, Indonesia e Corea del Sud. Nel 1984 i Verdi proposero la sua candidatura alla presidenza della Repubblica Federale, ma venne eletto Richard von Weizsäcker. Fu particolarmente sensibile al tema dei diritti animali, come si può leggere, ad esempio, in un capitolo del suo romanzo Io sono Tobia e nella prefazione che la Rinser scrisse per il saggio Sulla immortalità degli animali di Eugen Drewermann.[1]

Principali opere pubblicate in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel cuore della vita (Mitte des lebens). Milano, A. Mondadori, 1955.
  • Daniela (Daniela). Traduzione di Bruno Arzeni. Milano, A. Mondadori, 1957.
  • Il capro espiatorio (The sundenbock). Torino, Saie, 1957.
  • Avventure della virtù (Abenteuer der Tugend). Milano, A. Mondadori, 1963.
  • La gioia perfetta (Die vollkommene Freude). Milano, IPL, 1968.
  • L'asino nero (Der schwarze Esel). Milano, Rusconi, 1980.
  • Fratello fuoco (Bruder Feuer). Padova, Messaggero, 1981. ISBN 88-7026-382-7.
  • Io sono Tobia (Ich bin Tobias). Milano, Rusconi, 1985. ISBN 88-18-06008-2.
  • Diario del carcere (Gefagnistagebuch). Casale Monferrato, Piemme, 1991. ISBN 88-384-1603-6.
  • L'amore di Abelardo (Abaelards Liebe). Casale Monferrato, Piemme, 1994. ISBN 88-384-2267-2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Prefazione di Luise Rinser a Sulla immortalità degli animali di Eugen Drewermann

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