Luisa Augusta d'Assia-Darmstadt

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Luisa Augusta d'Assia-Darmstadt
Luisa Augusta in un ritratto di Georg Melchior Kraus (1737–1806)
Luisa Augusta in un ritratto di Georg Melchior Kraus (17371806)
Granduchessa consorte di Sassonia-Weimar-Eisenach
In carica 21 aprile 1815 –
14 giugno 1828
Predecessore Titolo elevato dal rango ducale
Successore Marija Pavlovna di Russia
Nascita Berlino, 30 gennaio 1757
Morte Weimar, 14 febbraio 1830
Casa reale Assia-Darmstadt
Padre Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Madre Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Consorte di Carlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach
Figli Luisa Augusta Amelia
Carlo Federico
Carolina Luisa
Carlo Bernardo
una figlia femmina e due figli maschi

Luisa Augusta d'Assia-Darmstadt (Berlino, 30 gennaio 1757Weimar, 14 febbraio 1830) fu una principessa tedesca della Casata d'Assia-Darmstadt e, per matrimonio, Granduchessa di Sassonia-Weimar-Eisenach.

Era figlia di Luigi IX, langravio di Assia-Darmstadt dal 1768 al 1790, e della prima moglie, Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld. Il 3 ottobre 1775, a Karlsruhe, venne data in sposa a Carlo Augusto, duca di Sassonia-Weimar e Sassonia-Eisenach, in seguito granduca di Sassonia-Weimar-Eisenach.[1].

Essa era portata ad essere seria ed introversa, ma era anche compassionevole ed empatica, soprattutto nelle conseguenze della battaglia di Jena che le garantì una parte nel cosiddetto "Mito di Weimar" (Weimarmythos).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Luisa Augusta era un membro del Casato di Darmstadt, che reggeva il langraviato assiano; la Principessa nacque il 30 gennaio 1757 nella capitale prussiana di Federico II, Berlino, dove si trovavano i suoi genitori a causa della Guerra dei sette anni. Suo padre Luigi IX succedette alla guida del Langraviato nel 1768 e, al momento della nascita di Luisa Augusta, combatteva come generale nelle file dell'esercito prussiano. Per questo motivo egli era spesso assente e quindi l'educazione della Principessina venne affidata alla madre Enrichetta Carolina, che la educò nella tradizione evangelica protestante e le comunicò l'interesse per la letteratura e la musica.

In quanto figlia più giovane di una schiera di otto fratelli e sorelle, l'educazione di Luisa fu particolarmente rilevante per accrescere le sue prospettive matrimoniali; dal momento che Luigi IX dimostrava scarso interesse per i figli, era di vitale importanza che Luisa si sposasse in fretta e la questione venne posta nelle mani della madre, che divenne nota come la Grande Langravia per via della sua esperta politica dinastica internazionale nell'Europa dell'Ancien Regime. Nel 1773 Luisa Augusta si recò con la madre e le sorelle Amalia e Guglielmina a Beschau ed in seguito fino alla corte di San Pietroburgo; la zarina Caterina II trovò Luisa inadatta per il ruolo di moglie del granduca, e futuro zar, Pavel Petrovič, preferendole la sorella Guglielmina. Il rifiuto subito e la sua relazione con il futuro cognato Paolo I formarono il carattere di Luisa Augusta, garantendole una persistente influenza nello stato russo.

In ogni caso il viaggio non fu privo di conseguenze per Luisa Augusta dal momento che la madre, durante il viaggio, fece la conoscenza di una reggente di due piccoli stati tedeschi, i Ducati di Sassonia-Weimar e Sassonia-Eisenach: la duchessa Anna Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel.

Fratelli e sorelle[modifica | modifica wikitesto]

Furono suoi fratelli e sorelle:

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Al termine di questa conoscenza, grazie all'influenza di Karl Theodor von Dalberg, arcivescovo di Magonza e statthalter di Erfurt, la diciottenne Luisa Augusta venne promessa in sposa al giovane cavaliere Carlo Augusto di Sassonia-Weimar; il matrimonio venne celebrato il 7 ottobre 1775 presso la corte di Karlsruhe, dove, nella qualità di nuova principessa consorte, Luisa venne assorbita nella corte ernestina di Weimar.

Il matrimonio fu un'unione prettamente dinastica negli obiettivi, con le sorelle sposate agli eredi del regno di Prussia e dell'impero russo, che consolidò la posizione del Ducato di Sassonia-Weimar nel cuore del Sacro Romano Impero Germanico. Fonti primarie e secondarie sono concordi nell'affermare che il matrimonio fu infelice, dal momento che Luisa Augusta, nota per la sua delicatezza e timidezza, ebbe difficoltà ad integrarsi nella corte e rimase nell'ombra della suocera, la duchessa madre Anna Amalia. Nella sua nuova patria, Luisa frequentava spesso i conventi.

Langraviato d'Assia-Darmstadt
Assia-Darmstadt
Wappen Hessen-Darmstadt 1736.jpg

Giorgio I
Luigi V
Giorgio II
Luigi VI
Luigi VII
Ernesto Luigi
Luigi VIII
Luigi IX
Luigi X
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Romantica ante litteram, a Luisa Augusta d'altronde non piaceva lo stile di vita romantico; Goethe era poeta di corte e ministro di suo marito (nonché compagno nelle sue scappatelle extraconiugali), ma venne colpito dal fascino e dal cuore nobile di Luisa, e dai suoi occhi del «colore dei fiordalisi». Goethe le dedicò le seguenti parole:

(FR)

« J'en sais une, mince comme lys
Dont la fierté n'est qu'innocence.
Nul - pas même Salomon -n'en vit de pareille. »

(IT)

« Ne conosco una, sottile come il giglio
Il cui orgoglio è solo innocenza
Nessuno – nemmeno Salomone – ne vide il simile. »

(Johann Wolfgang von Goethe)

Nel 1779 Luisa Augusta diede alla luce una principessina, che morì all'età di cinque anni, ed altri figli morirono in pochi giorni. La freddezza emotiva che ne risultò non contribuì a migliorare il rapporto coniugale di Luisa e Carlo Augusto, che umiliò la moglie intrattenendo una relazione di lungo termine con l'attrice Karolne Jagemann. Luisa fu in grado di dargli un erede nel 1783 con la nascita di Carlo Federico; quando nel 1792 nacque il principe Bernardo, il matrimonio aveva raggiunto il suo scopo di garantire la successione al trono ducale e la continuità della dinastia.

In futuro Carlo Federico avrebbe sposato Marija Pavlovna Romanova, sorella di Alessandro I di Russia, e la loro figlia Augusta sarebbe divenuta la prima imperatrice di Germania come moglie del principe Guglielmo di Prussia.

Guerre napoleoniche[modifica | modifica wikitesto]

Luisa Augusta ebbe il suo grande momento nell'ottobre 1806: nonostante la sua infanzia e le sue prime esperienze a Weimar, essa arrivò ad avere una grande influenza all'interno dei circoli letterari. La battaglia di Jena-Auersted del 14 ottobre vide la sconfitta delle forze prussiane e sassoni e la completa sottomissione degli stati tedeschi alla Francia, portando alla definitiva rovina del Sacro Romano Impero. Poco tempo dopo la battaglia, le truppe francesi vittoriose avanzarono verso Weimar; tutti gli altri membri della famiglia regnante erano fuggiti o si trovavano altrove per combattere nelle file dell'esercito prussiano, cosicché Luisa si ritrovò sola a Weimar nelle vesti di madre e protettrice della nazione.

Due giorni dopo la battaglia essa si trovò a dover affrontare Napoleone stesso; egli insisteva affinché il marito di Luisa rassegnasse le dimissioni dal servizio nell'esercito di Prussia, ma, con scarsa diplomazia, essa chiarì che la cosa non era possibile. Ciononostante, dietro richiesta del marito e ispirata dall'esempio della patriota tedesca, la regina Luisa di Prussia, essa riuscì a gestire il saccheggio della zona cosicché Weimar ne risentì solo in piccola misura a differenza della città universitaria di Jena. Se Napoleone si ammorbidì nei confronti di Luisa Augusta o se egli agì in questo modo sulla base di un suo piano politico è ancora una questione aperta.

Il Ducato di Sassonia-Weimar-Eisenach mantenne le alleanze strette con il Trattato di Poznań e sopravvisse all'età napoleonica grazie ad un abile diplomazia; da quel momento Luisa fu considerata la guida della nazione ed i suoi sudditi e contemporanei contribuirono a mantenere quest'immagine di lei, assieme alla sua parte nel mito di Weimar.

Nel 1815, al Congresso di Vienna, gli accordi politici stretti durante le guerre napoleoniche permisero al piccolo ducato di suo marito non solo di mantenere tutti i suoi territori, ma esso venne anche elevato a granducato (gli altri parenti turingiani della Casa di Sassonia mantennero il loro rango di duchi). Da quel momento Luisa Augusta si dedicò ai doveri di ambasciatrice, anche se l'alleanza con la Russia terminò con la sua succeditrice, Maria Pavlovna. Il giubileo del suo governo e le sue nozze d'ore, entrambi celebrati nel 1825, passarono con pochi festeggiamenti e, già ritirata a vita privata da qualche tempo, Luisa Augusta morì il 14 febbraio 1830 all'età di settantré anni.

Carlo Federico, Carolina Luisa e Carlo Bernardo

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Luisa Augusta diede al marito sette figli:[2]

Alla morte del marito, avvenuta a Graditz il 14 giugno 1828, Luisa vide succedere al Granducato loro figlio Carlo Federico.

Antenati[modifica | modifica wikitesto]

Luisa Augusta d'Assia-Darmstadt Padre:
Luigi IX d'Assia-Darmstadt
Nonno paterno:
Luigi VIII d'Assia-Darmstadt
Bisnonno paterno:
Ernesto Luigi d'Assia-Darmstadt
Trisnonno paterno:
Luigi VI d'Assia-Darmstadt
Trisnonna paterna:
Elisabetta Dorotea di Sassonia-Coburgo
Bisnonna paterna:
Dorotea Carlotta di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Alberto II di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Sofia Margherita di Öttingen-Öttingen
Nonna paterna:
Carlotta di Hanau-Lichtenberg
Bisnonno paterno:
Giovanni Ranieri III di Hanau
Trisnonno paterno:
Giovanni Ranieri II di Hanau-Lichtenberg
Trisnonna paterna:
Anna Maddalena di Birkenfeld-Bischweiler
Bisnonna paterna:
Dorotea Federica di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Giovanna Elisabetta di Baden-Durlach
Madre:
Carolina del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Nonno materno:
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken
Bisnonno materno:
Cristiano II del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonno materno:
Cristiano I del Palatinato-Birkenfeld-Bischweiler
Trisnonna materna:
Maddalena Caterina del Palatinato-Zweibrücken
Bisnonna materna:
Caterina Agata di Rappoltstein
Trisnonno materno:
Giovanni Giacobbe di Rappoltstein
Trisnonna materna:
Anna Claudia di Salm
Nonna materna:
Carolina di Nassau-Saarbrücken
Bisnonno materno:
Ludovico Kraft di Nassau-Saarbrücken
Trisnonno materno:
Gustavo Adolfo di Nassau-Saarbrücken
Trisnonna materna:
Eleonora Clara di Hohenlohe
Bisnonna materna:
Filippa Enrichetta di Hohenlohe-Langenburg
Trisnonno materno:
Enrico Federico di Hohenlohe-Langenburg
Trisnonna materna:
Giuliana Dorotea di Castell-Remlingen

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Genealogia di Luisa Augusta d'Assia-Darmstadt
  2. ^ Genealogia e discendenza di Carlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Bornhak, Friederike, Aus Alt-Weimar. Die Großherzoginnen Luise und Maria Paulowna, Breslau, 1908
  • (DE) Hammerich, Louis Leonor, Zwei kleine Goethestudien. II. Grossherzogin Louise von Sachsen-Weimar – eine politische, keine schöne Seele, Kopenhagen, 1962.
  • (DE) Taxis-Bordogna, Olga, Frauen von Weimar, München 1950.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore:
Titolo vacante
detenuto in precedenza da
Anna Amalia di Brunswick-Wolfenbüttel
Duchessa consorte di Sassonia-Weimar
3 ottobre 17751809
Successore:
Uniti in un unico Stato
Duchessa consorte di Sassonia-Eisenach
3 ottobre 17751809
Predecessore Duchessa consorte di Sassonia-Weimar-Eisenach Successore
Nuovo titolo 1809 – 21 aprile 1815 Titolo elevato al rango granducale
Predecessore Granduchessa consorte di Sassonia-Weimar-Eisenach Successore
Titolo elevato dal rango ducale 21 aprile 1815 – 14 giugno 1828 Marija Pavlovna di Russia

Controllo di autorità VIAF: 45031319

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