Luigi Orlando (industriale)

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Luigi Orlando (Milano, 13 febbraio 1927Firenze, 6 maggio 2005) è stato un imprenditore italiano.

Facente parte della quinta generazione di industriali Orlando, entrò nel gruppo di famiglia (GIM-SMI) dopo la laurea in fisica nel 1951, a 24 anni, iniziando dalle mansioni più umili della fabbrica, come da tradizione Orlando. Furono anni di grande cambiamento poiché il Gruppo fu riconvertito dalle attività di munizionamento alle attività civili. Nominato dirigente dal 1955, assume la carica di direttore generale di SMI due anni dopo insieme a quella di amministratore delegato di GIM, le due holding del gruppo di cui è stato presidente rispettivamente dal ' 77 e dal ' 75 fino al maggio 2004.

Da un punto di vista di politica industriale è stato per cinquanta anni sempre al fianco degli alleati storici: Agnelli, Pirelli, Lucchini, Pesenti, molti dei quali azionisti di rilievo del gruppo e fino al 2007 legati ad un patto di sindacato.

È stato tra i grandi soci di Gemina (con il 10%) e di Pirelli, di cui nei primi anni 90 arrivò a possedere ben oltre il 10%. Per 16 anni è stato vicepresidente di Confindustria e più volte gli fu chiesto di diventarne presidente ma lui rifiutò sempre perché totalmente dedicato al gruppo.

Come industriale ha avuto il merito di trasformare il Gruppo Orlando da primaria realtà nazionale a primaria realtà internazionale, guidandone l'espansione attraverso acquisizioni in Francia (Tréfimetaux), Germania (Kme), Spagna (Sia) e Gran Bretagna (Yct). Tali acquisizione triplicarono il fatturato ed i volumi d'affari. Altro merito di Luigi fu quello di concentrare la produzione del Gruppo nei prodotti di rame e sue leghe. Alla sua morte il Gruppo contava circa 8.000 persone, 16 stabilimenti in Europa ed un fatturato di circa tre miliardi di Euro. La GIM da lui fortemente sviluppata, alla sua morte, era tra i primi 10 gruppi italiani. Nel 2004, divenuto oramai presidente onorario, lasciò la presidenza a suo figlio Salvotare facente parte della sesta generazione di industriali.

Schivo, amante della campagna, della caccia e dei cavalli, era legato soprattutto a due luoghi: la tenuta di San Marcello Pistoiese sull'Appennino tosco emiliano (1.200 ettari di boschi e di prati), oggi sede del Dynamo Camp e Firenze, la "sua" città, anche se era nato a Milano.


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