Luigi Filippo Roberto d'Orléans

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Luigi Filippo d'Orléans
Filippo VIII
DukeOrleans.jpg

Pretendente al trono di Francia e di Navarra
Durata mandato 8 settembre 1894 - 28 marzo 1926
Predecessore Filippo VII
Successore Giovanni III

Luigi Filippo Roberto d' Orléans (Twickenham, 6 febbraio 1869Palermo, 28 marzo 1926) è stato un esploratore e politico francese, noto con il titolo di Duca d'Orléans. Come Filippo VIII è stato il pretendente unionista al trono di Francia e di Navarra dal 1894 al 1926.

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Filippo d'Orléans adolescente

Figlio di Filippo VII d'Orléans, conte di Parigi, e di Maria Isabella d'Orléans (1848-1919), infanta di Spagna, ha sette fratelli e sorelle, di cui due muoiono nel primo anno di vita.

Il 5 novembre 1896, Filippo sposa l'arciduchessa Maria-Dorotea d'Austria (1867-1932), figlia del principe palatino Giuseppe Carlo Luigi d'Asburgo-Lorena e di Clotilde di Sassonia-Coburgo-Kohary. Ma l'unione è sterile e infelice: durante la Prima guerra mondiale, la principessa rifiuta di lasciare l'Austria-Ungheria per ricongiungersi al marito e poco dopo si separano.

Pretensioni e riconoscimenti dinastici[modifica | modifica sorgente]

Regno di Francia (1830-1848)
Casa d'Orléans

Coat of Arms of the July Monarchy (1830-31).svg

Luigi Filippo (1830-1848)
Figli
Figli
Filippo (VIII) (1894 - 1926)
Figli
Figli
  • Maria
  • Francesco
  • Bianca
  • Giovanni (1965)
  • Oddone (1968)


Filippo VIII (dal 1894) è riconosciuto dalle Corti d'Europa come il legittimo pretendente al trono di Francia e di Navarra. Tra tutti ricordiamo il riconoscimento di Francesco Giuseppe, di cui è noto il rispetto per le regole di protocollo: quest'ultimo accoglie alla stazione di Vienna Filippo a titolo di capo della Casa Reale di Francia, in occasione del matrimonio del Pretendente francese con un'arciduchessa d'Austria; sempre in questa evenienza l'Imperatore conferisce a Filippo l'Ordine del Toson d'Oro.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'abolizione della prima legge d'esilio nel 1871, il giovane "duca d'Orléans" si stabilisce con la famiglia nel castello d'Eu. Inizia in questo periodo a interessarsi di botanica e di zoologia.

Il padre è, sin dalla morte di Enrico V, il principale pretendente al Trono di Francia e s'impegna ad una restaurazione monarchica nel rispetto del diritto. Ma, nel 1886, la famiglia reale è nuovamente colpita dall'esilio, votato a seguito di una campagna di stampa che ha per causa il matrimonio della figlia maggiore di Filippo VII, la principessa Amelia, con l'erede al Trono portoghese; matrimonio al quale assistono gli ambasciatori di molti Stati europei. La famiglia reale si trasferisce nuovamente in Inghilterra.

Essendogli preclusa la carriera militare in Francia, il duca d'Orléans s'iscrive alla Royal Military Academy Sandhurst, alla quale accede senza concorso per ordine della regina Vittoria e a titolo di figlio primogenito del Capo di una Casa Reale. Arruolatosi nell'esercito britannico, partecipa a missioni nell'Himalaya, in India, nel Sikkim e nel Nepal, dove è raggiunto dal cugino Enrico d'Orléans, figlio del duca di Chartres.

Ritornato in Europa nel 1889, il duca d'Orléans s'iscrive all'accademia militare svizzera.

Nel 1890, ventunenne e ancora colpito dalla legge d'esilio, sbarca clandestinamente a Parigi per esigere, come ogni giovane francese, il diritto di compiere il servizio militare, ma ciò gli viene negato: il governo lo conduce a giudizio e lo condanna a due anni di reclusione. Il duca d'Orléans è rimesso in libertà dopo quattro mesi di carcere, essendo il governo repubblicano evidentemente imbarazzato per aver incarcerato un Francese desideroso di servire il proprio Paese e di manger à la gamelle du soldat (mangiare il rancio del soldato). Dopo questo episodio, il principe si guadagna il soprannome popolare di Prince Gamelle.

Le esplorazioni[modifica | modifica sorgente]

Dopo questo infruttuoso tentativo di rendersi utile alla Patria -tentativo preso senza metterne al corrente il padre e che mette fortemente in imbarazzo lo zio duca d'Aumale, il quale teme di essere costretto pure lui all'esilio- il giovane duca d'Orléans riprende a viaggiare e si dedica alla caccia nel Caucaso, in America Settentrionale, in Somalia e in Etiopia. Raccoglie una quantità notevole di trofei animali, che colleziona con l'intento di fondare un museo. Nel frattempo fa anche alcune scoperte scientifiche: in Etiopia visita regioni ancora sconosciute agli Europei e identifica una nuova varietà di elefante che in suo onore viene chiamata Loxondonta africana Orleansi. Nel 1894 è in Egitto ed in Palestina con la sorella Duchessa d'Aosta.

Il matrimonio del "duca d'Orléans" con la cugina Maria-Dorotea nel 1896 comporta la conclusione del periodo delle grandi spedizioni del principe, ma non pone fine ai suoi viaggi. A partire dal 1897, a bordo del panfilo Maroussia, la coppia visita i lidi del Mediterraneo e soggiorna spesso a Palermo nel superbo Palazzo Orléans, dove riceve numerose visite reali, come quella di Guglielmo II di Germania. Ciononostante le relazioni della coppia si degradano e il Duca decide di ricominciare le sue spedizioni.

Nel 1904, salpa per la Norvegia e lo Spitzbergen, sempre a bordo del Maroussia. In seguito, entusiasta dei risultati di questa spedizione, nella quale è accompagnato dall'esploratore Adrien de Gerlache, desideroso di continuare le sue spedizioni nell'Oceano Artico acquista una nuova imbarcazione, il Belgica, già utilizzato dal de Gerlache fra il 1897 ed il 1899 per effettuare la prima spedizione invernale in Antartide, con il quale conduce tre spedizioni polari tra il 1905 e il 1909, visitando la costa orientale della Groenlandia e scoprendo terre ancora sconosciute, che vengono da lui chiamate Isole di Francia e Terre del duca d'Orléans.

Dal 1912, Filippo riprende le spedizioni terrestri, ma questa volta più per motivi venatori che per interesse scientifico. Parte di conseguenza per l'Asia centrale, la Russia e il Caucaso e l'anno successivo è in Argentina e in Cile.

Attività politica e ultimi anni di vita[modifica | modifica sorgente]

Questi viaggi non gli impediscono tuttavia di adempiere ai suoi doveri di Pretendente (dal 1894), anche se vi mostra scarso interesse personale. Il movimento monarchico è allora, come del resto gran parte dei Francesi, antidreyfusardo e Filippo si schiera tra gli antidreyfusardi più sinceri (1898). Da principe cattolico, si oppone alla legge sulle congregazioni del 1901. È comunque l'incontro nel 1908 tra Filippo e Charles Maurras che costituisce l'avvenimento politico più importante per la sua vita: egli abbandona alla Action Française la direzione politica del movimento monarchico francese.

Durante la Prima guerra mondiale, Filippo cerca di partecipare al conflitto dalla parte dell'Intesa, ma né la Francia, né il Regno Unito, né la Russia, né gli Stati Uniti glielo permettono; non gli resta dunque che attendere la fine del conflitto in Inghilterra. Il 19 febbraio 1921, Filippo invia la medaglia dell'Ordine dello Spirito Santo a Lyautey in occasione della sua nomina a Maresciallo di Francia.

Ristabilita la pace, riprende i suoi viaggi: Argentina e Cile nel 1921, giro dell'Africa nel 1922, Alto-Egitto nel 1925 ed Etiopia nel 1926. Dopo quest'ultimo viaggio Filippo VIII muore a Palermo nel suo Palazzo Orléans.

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei suoi viaggi, Filippo VIII ha collezionato una grande quantità di trofei di caccia che ha fatto esporre nei suoi castelli in Gran Bretagna ed in Belgio, essendo però suo profondo desiderio quello di fondare un museo di storia naturale in Francia aperto al pubblico.

Alla sua morte, sua sorella la regina Amelia del Portogallo, si assume l'impegno di realizzare questa sua volontà ottenendo che il Museo di storia naturale di Parigi accolga la preziosa collezione in una sala costruita dall'architetto Weber e decorata da Maxime Real del Sarte: la sala risulta mal progettata e i trofei sono esposti ad una rapida degradazione. Nel 1960, le autorità si vedono costrette a demolire il monumento e i pochi trofei ancora indenni sono trasferiti nella Grande galerie de l'Evolution, dove possono essere visti tutt'oggi.

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Luigi Filippo d'Orleans Padre:
Luigi Filippo Alberto d'Orléans
Nonno paterno:
Ferdinando Filippo d'Orléans
Bisnonno paterno:
Luigi Filippo di Francia
Trisnonno paterno:
Luigi Filippo II di Borbone-Orléans
Trisnonna paterna:
Luisa Maria Adelaide di Borbone-Penthièvre
Bisnonna paterna:
Maria Amalia di Borbone-Napoli
Trisnonno paterno:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Trisnonna paterna:
Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Nonna paterna:
Elena di Meclemburgo-Schwerin
Bisnonno paterno:
Federico Ludovico di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonno paterno:
Federico Francesco I di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna paterna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna paterna:
Carolina Luisa di Sassonia-Weimar-Eisenach
Trisnonno paterno:
Carlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach
Trisnonna paterna:
Luisa Augusta d'Assia-Darmstadt
Madre:
Maria Isabella d'Orléans
Nonno materno:
Antonio d'Orléans
Bisnonno materno:
Luigi Filippo di Francia
Trisnonno materno:
Luigi Filippo II di Borbone-Orléans
Trisnonna materna:
Luisa Maria Adelaide di Borbone-Penthièvre
Bisnonna materna:
Maria Amalia di Borbone-Napoli
Trisnonno materno:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Trisnonna materna:
Maria Carolina d'Asburgo-Lorena
Nonna materna:
Luisa Ferdinanda di Borbone-Spagna
Bisnonno materno:
Ferdinando VII di Spagna
Trisnonno materno:
Carlo IV di Spagna
Trisnonna materna:
Maria Luisa di Borbone-Parma
Bisnonna materna:
Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie
Trisnonno materno:
Francesco I delle Due Sicilie
Trisnonna materna:
Maria Isabella di Borbone-Spagna

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dello Spirito Santo
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Navale di Spagna - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito Navale di Spagna

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Filippo VIII è l'autore di numerose pubblicazioni basate sui suoi viaggi:

  • Une expédition de chasse au Népaul. Paris: C. Lévy, 1892.
  • Une croisière au Spitzberg, yacht Maroussia, 1904. Paris: Imprimerie de Chaix, 1904.
  • Croisière océanographique: accomplie à bord de la Belgica dans la Mer du Grönland, 1905. Bruxelles: C. Bulens, 1907.
  • La revanche de la banquise: un été de dérive dans la mer de Kara, juin-septembre 1907. Paris: Plon-Nourrit, 1909.
  • Campagne Arctique de 1907. Bruxelles: C. Bulens, 1910-1912.
  • Chasses et chasseurs arctiques (1906). Paris: Librairie Plon, 1929

Filippo ha anche pubblicato una raccolta di scritti di suo padre e di Enrico V:

  • La monarchie française: lettres et documents politiques (1844-1907). Paris: Librairie nationale, 1907

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Georges Poisson (1999), Les Orléans, une famille en quête d'un trône, Perrin.
Predecessore Linea di successione al trono di Francia
Grand Royal Coat of Arms of France.svg

(Orléans)

Secondo la Successione orleanista

Successore
Filippo VII 1894 - 1926 Giovanni III