Luigi Emanuele Corvetto

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Luigi Emanuele Corvetto (1817)

Il conte Luigi Emanuele Corvetto (Genova, 11 luglio 1756Nervi, 23 maggio 1821) è stato un giurista, politico e avvocato italiano naturalizzato francese, con il nome di Louis-Emmanuel Corvetto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque poco distante da quella che si ritiene sia stata la casa di Cristoforo Colombo a Genova (nell'attuale piazza Dante) e si laureò in legge. Di origine borghese, la sua famiglia era di formazione filo-francese e giacobina: è stato una figura controversa della storia italiana pre-unitaria, unitamente a quella francese pre e post-rivoluzionaria.

Al tempo della Repubblica di Genova, quando ancora svolgeva attività di avvocato (era conosciuto con l'appellativo di avvocati dei poveri) diresse come Magistrato il Banco di San Giorgio. È da questa carica, insieme al suo operato in occasione dell'annessione della Repubblica di Genova alla Francia, che sono giunte le maggiori controversie riguardo alla sua figura di giurista e politico[1].

Nel 1797 entrò a far parte del Governo Provvisorio della Repubblica Democratica Ligure mentre l'anno seguente fu nominato Presidente del Direttorio e poi membro del Supremo Tribunale della Repubblica. Ricopriva tale carica quando, durante l'assedio di Genova dell'anno 1800, mediò la posizione della Repubblica stretta fra l'esercito del generale Andrea Massena e gli assedianti inglesi ed austriaci.

Dopo l'annessione della Repubblica Ligure all'Impero francese, si trasferì in Francia ponendosi al servizio di Napoleone Bonaparte. Divenuto consigliere di Stato, partecipò nel 1807, alla redazione del Code de Commerce.

Alla caduta di Napoleone, che lo aveva insignito del titolo di conte, e con l'avvento della Restaurazione, divenne nel 1815 ministro delle Finanze nel governo Richelieu I. In tale carica, che ricoprì per un biennio, contribuì alla ricostruzione delle disastrate finanze sotto il regno di Luigi XVIII di Francia. La medesima carica, offertagli dal Regno di Sardegna dopo l'annessione dell'antica repubblica marinara, venne da lui rifiutata.

Rifiutato il titolo di Pari di Francia offertogli da Luigi XVIII, fece ritorno a Nervi, località di cui era originaria la sua famiglia, per un periodo di cure: vi morì il 23 maggio 1821. È sepolto nella chiesa di San Siro di Nervi.

A Genova la piazza che porta il suo nome - piazza Corvetto - presenta al centro la grande statua equestre del sovrano Vittorio Emanuele II, appartenente a quella Casa Savoia cui il giurista non volle mai assoggettarsi. Ugualmente è intitolata a Corvetto una piazza di Milano.

Fu nonno di Nina Giustiniani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi: Francobampi.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]