Luigi Cascioli
Luigi Cascioli (Bagnoregio, 16 febbraio 1934 – Roccalvecce di Viterbo, 15 marzo 2010[1][2]) è stato uno scrittore e militante ateo italiano. Diplomato perito agrario[3], dopo la frequentazione giovanile del seminario, è stato insegnante, ufficiale dell'Esercito italiano, lavoratore nel campo dell'edilizia all'estero e infine studioso autodidatta di storia del Cristianesimo noto anche per i risvolti polemici e mediatici della sua attività di studio e per la militanza anti-religiosa.
Autore del libro autopubblicato La favola di Cristo, ha infatti acquisito notorietà per aver denunciato la Chiesa cattolica di «abuso di credulità popolare» e «sostituzione di persona», la cui vertenza giudiziaria non è stata accolta[4][5]. Egli basa le sue accuse alla Chiesa sui risultati delle proprie ricerche, tendenti a dimostrare che la figura di Gesù sarebbe un artificio cristiano perpetrato nei secoli e fondato sulla figura (letteraria ma a suo dire storica) di Giovanni di Gamala. Salito alla ribalta in età matura, è scomparso nel 2010 all'età di 76 anni.
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[modifica] La denuncia
| « Se io combatto le religioni non è perché esse sostengono l'idea di un Dio inesistente, ma perché esse fondano su questa chimera una morale basata sulla stagnazione e sul regresso » | |
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(Luigi Cascioli)
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Il 13 settembre 2002 Luigi Cascioli ha denunciato la Chiesa nella persona del parroco Enrico Righi, suo ex compagno di seminario ed amico, per i reati di "abuso della credulità popolare" e "sostituzione di persona". Secondo Cascioli, don Enrico Righi era colpevole di aver scritto nel bollettino parrocchiale che Gesù era realmente esistito. Nel suo libro La favola di Cristo egli spiega chiaramente che la sua denuncia è una provocazione nei confronti della Chiesa e che non implica nessuna animosità verso il parroco.
Questa iniziativa ha procurato a Cascioli l'attenzione dei mezzi d'informazione, specialmente all'estero, ed è stato intervistato, tra gli altri, dalla BBC[6] e dalla RAI[7].
[modifica] Iter giudiziario della denuncia
L'iter giudiziario della denuncia presentata da Cascioli è il seguente:
- 27 marzo 2003: la Procura di Viterbo chiede l'archiviazione in quanto "le richieste di indagini sono inammissibili formalmente e per l'oggetto dell'accertamento" oltre che "la denuncia è palesemente infondata e non si riscontrano ipotesi di reato".
- 14 maggio 2003: Cascioli ricorre contro la richiesta di archiviazione lamentando che l'indagine sarebbe stata condotta superficialmente e avrebbe mancato di motivazioni (la procura aveva aperto una procedura "contro ignoti" mentre la querela indicava il parroco Enrico Righi, le inammissibilità formali e di oggetto non erano state specificate, ecc.).
- 26 settembre 2003: il giudice per le indagini preliminari non accoglie la richiesta della procura e fissa l'udienza il giorno 21 novembre 2003.
- 28 novembre 2003: il G.I.P. (Gaetano Mautone), all'udienza preliminare, rigetta l'opposizione di Cascioli e dispone l'archiviazione del procedimento ordinando la restituzione degli atti al pubblico ministero.
- 24 marzo 2004: Cascioli si oppone all'archiviazione e presenta una nuova denuncia.
- 20 aprile 2004: don Enrico Righi viene iscritto nel registro degli indagati, atto dovuto secondo le vigenti norme di procedura penale italiane.
- 28 agosto 2004: lo stesso P.M. (Renzo Petroselli) che aveva richiesto l'archiviazione del caso a seguito della prima denuncia richiede, anche in questo caso, l'archiviazione per "la manifesta infondatezza della notizia di reato" e la totale estraneità "alla sede giudiziaria ogni indagine sulla materia prospettata dal Cascioli".
- 23 settembre 2004: Cascioli si oppone all'archiviazione chiedendo "una perizia tesa a determinare se la figura di Gesù Cristo, come riferita nello scritto firmato da don Enrico, abbia fondamento reale ed aderenza a dati storici".
- 29 aprile 2005: Cascioli presenta domanda di ricusazione del G.I.P. Gaetano Mautone (in quanto aveva già disposto l'archiviazione della prima denuncia).
- 26 maggio 2005: la Corte di Appello di Roma, quarta sezione penale, respinge la richiesta in quanto "manifestamente inammissibile" dato che la ricusazione del giudice non è "prevista allorché il giudice venga chiamato a decidere in ordine ad un fatto analogo ad altro già deciso". Inoltre la corte rileva che Cascioli "ha spinto la propria temerarietà fino a chiedere si procedesse ad accertamenti tecnici finalizzati all'accertamento della figura storica del Cristo". Per questi motivi il querelante viene condannato alla pena pecuniaria di 1500 Euro.
- 9 febbraio 2006: il procedimento viene infine archiviato dal G.I.P. Gaetano Mautone che ribadisce le stesse motivazioni della decisione precedente ed aggiunge che il parroco Righi "si è limitato a sostenere l'umanità, cioè l'essenza dell'uomo Gesù, non già ad affermarne l'esistenza storica, come sostenuto dall'opponente". Inoltre chiede al P.M. di valutare "la sussistenza degli estremi del reato di calunnia in danno" del querelato.
- Cascioli presenta quindi ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo, che ha accettato di discutere il suo caso, ma ha dovuto chiudere la pratica per decorrenza dei termini di presentazione della documentazione necessaria.
[modifica] Gli studi di Cascioli
[modifica] Formazione
Cascioli si è diplomato presso l'Istituto Tecnico Agrario di Bagnoregio nel 1954, divenendo un perito agrario. Dopo due anni di insegnamento presso una scuola media e quattro anni di ufficiale, è partito per l'estero dove ha prevalentemente lavorato come operaio nel settore edile.
Per tutta la vita, sin dal seminario frequentato nel triennio adolescenziale (all'epoca l'unica possibilità data ai cittadini di Bagnoregio), ha coltivato un profondo interesse per gli studi religiosi, svolti dal punto di vista di un non credente, pur non conseguendo mai un titolo formale che lo identificasse come storico. La sua continua ricerca sull'origine e il divenire, in particolare, dell'Ebraismo e del Cristianesimo, appoggiati ad una personalità propria, determinata e intrisa di onestà intellettuale, è culminato nell'opera La Favola di Cristo in cui la sua teoria viene esposta in maniera chiara e talvolta fin troppo diretta. Cascioli arriva infatti a conclusioni molte volte originali e logiche attraverso il ragionamento pratico che scavalca il metodo scientifico e l'esegesi storica.
| « Studiava molti testi e diceva sempre che in realtà non aveva scoperto nulla di nuovo ma era riuscito a ricollegare il tutto. Luigi ha ricomposto un puzzle con una minuziosa ricerca storica e indubbiamente un profondo intuito e un'acuta intelligenza. » | |
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(Elena Cascioli, figlia di Luigi)
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[modifica] Tesi
Cascioli si è dedicato alla ricerca sull'esistenza di Gesù e sulle origini del Cristianesimo, esponendole nel libro autopubblicato La favola di Cristo (il cui sottotitolo è: Dimostrazione inconfutabile della non esistenza di Gesù). Il libro è di fatto la parte integrante della sua accusa alla chiesa cattolica allegato agli atti della denuncia. Secondo le ricerche ivi contenute il Gesù conosciuto non sarebbe mai esistito e la sua figura altro non sarebbe che una costruzione fittizia compiutasi nella seconda metà del II secolo attraverso l'aggiunta di elementi fantastici (miracoli, apparizioni, terremoti...) e le continue falsificazioni, aggiunte e sostituzioni di parole e significati dei testi antichi. Il personaggio di Gesù, in particolare, sarebbe ricalcato su quello di Giovanni di Gamala (detto anche Yhochanan ben Yehuda in aramaico), una figura da alcuni ritenuta soltanto letteraria, che per Cascioli sarebbe uno dei membri del gruppo ebraico estremista ed antiromano degli Zeloti, vicino agli Esseni. Giovanni sarebbe stato uno dei figli di Giuda il Galileo, un pretendente al trono di Israele, discendente quindi dalla dinastia degli Asmonei (Maccabei), esponenti della tribù di Giuda e presunti discendenti del Re Davide.
Nel suo libro Cascioli contesta inoltre la fondatezza storica dell'Antico Testamento. Egli conferma che l'Antico Testamento non è altro che una collezione di testi di provenienza disparata (di origine sumera, sumero-babilonese, babilonese, egiziana, persiana e indù), con derivazione da diverse religioni pre-ebraiche, e redatta a partire dal VI secolo a.C. Ad esempio la redazione più antica del testo, secondo Cascioli, non comprendeva la vicenda di Abramo (inserita successivamente), e al racconto della Torre di Babele seguivano immediatamente le vicende di Mosè e l'uscita degli Ebrei dall'Egitto. L'obiettivo era quello di unire il popolo ebraico (sino ad allora politeista) sotto un unico dio, in modo da poter eliminare le lotte intestine e tentare di creare una nazione compatta.
Alcuni dei punti fondamentali della teoria di Cascioli[8]:
[modifica] Origine delle leggende bibliche
- molte delle più famose vicende bibliche sarebbero riconducibili ad altrettante leggende presenti nelle principali religioni dell'epoca. Non fa eccezione quella di Mitra, logos nella religione avestica e nel Mitraismo, tanto quanto Gesù in quella cristiana;
[modifica] Incoerenza del Vangelo
- la descrizione, peraltro molto scarna, di Nazaret presente nei Vangeli non corrisponderebbe all'attuale città di Nazaret, bensì a Gamala nella regione del Golan. Dai Vangeli egli ricava infatti che Nazaret è situata in cima a un monte e nei pressi del Lago di Tiberiade, quando invece l'attuale Nazaret è sita in collina e dista quaranta chilometri dal lago.
[modifica] Giovanni di Gamala e i ribelli zeloti
- Il termine "Nazareno", con cui Gesù viene chiamato in alcuni passi dei Vangeli, sarebbe stato distorto dagli evangelisti in un inesistente riferimento a Nazaret, mentre il significato reale sarebbe quello di "Nazoreo", cioè "Nazir", membro iniziato dalla comunità essena in preparazione di una rivolta ebraica contro l'Impero Romano (derivato dal termine veterotestamentario di Nazireo). Lo stesso appellativo Gesù, non sarebbe stato nome proprio all'epoca della Palestina evangelica;
- il personaggio di Giovanni di Gamala (figura letteraria che secondo Cascioli e altri sarebbe citata in un manoscritto originale di Giuseppe Flavio, nonché accennata nel Protovangelo di Giacomo: Cascioli sostiene lo sdoppiamento della singola figura storica in quelle divise di Gesù e Giovanni Battista, sulla base di alcuni episodi identici nelle due narrazioni apocrife delle vite dei due personaggi) presenterebbe notevoli analogie con quello di Gesù: Cascioli afferma che egli era figlio di Giuda il Galileo (personaggio storico citato da Giuseppe Flavio, fondatore del movimento ribellistico zelota, ucciso durante una sua rivolta antiromana) e che aveva alcuni fratelli chiamati Giacomo, Simone detto Zelota (Giacomo e Simone sono comunque due nomi di figli accertati di Giuda, uccisi nella guerra del 46), Giuda Taddeo, Menahem ed Eleazaro cioè Lazzaro di Betania (che egli identifica col discepolo che Gesù amava, la cui paternità da Giuda non sarebbe però certa, potrebbe essere figlio di Giairo, fratello di Giuda e quindi cugino dei suoi figli). A loro si sarebbero uniti alcuni parenti: Simone detto Barjona (cioè Simone il Latitante) detto anche Kefas (la "roccia" ossia Pietro), un altro Giacomo (per Cascioli figlio anche lui di Giuda) e suo fratello o cugino Giovanni, identificato con Giovanni di Giscala (da non confondere con Giovanni di Patmos detto il presbitero, autore della parte "pacifica" dell'Apocalisse di Giovanni[9]) figli di Zebedeo, ed infine Giuda detto il Sicario (Giuda Iscariota) ed altri.
Questi nomi richiamano i principali apostoli (nei vangeli si parla esplicitamente dei fratelli di Gesù, ma molti studiosi sottolineano che nella tradizione ebraica il termine fratelli può anche indicare genericamente dei consanguinei).[10][11] Il presunto Giovanni di Gamala formò con essi una banda armata in rivolta contro l'occupazione romana, ma fu catturato nell'orto del Getsemani e crocifisso; Giovanni avrebbe sposato Maria di Betania, sua parente, che egli identifica con Maria Maddalena.
- gli apostoli sarebbero stati in realtà dei guerriglieri, accoliti del movimento zelota e chiamati banda dei Boanerghes ("figli del tuono", nome attribuito correntemente a Giovanni apostolo e al fratello Giacomo): ad esempio Giuda Iscariota deriverebbe il suo appellativo da sicario, mentre Simone zelota (detto anche il Cananeo) denuncerebbe l'appartenenza alla setta zelota.
[modifica] Le origini della Chiesa nel II secolo
- Dopo la guerra giudaica del 70, gli esseni pacifici, esautorati gli zeloti guerriglieri, avrebbero accentuato il messianismo, e sarebbero conosciuti nel mondo ellenistico come cristiani, traduzione della parola ebraica per messianisti. Solo nel II secolo sarebbe nata la Chiesa che avrebbe usato, per combattere l'idea di Messia spirituale degli gnostici ellenizzanti, la figura di Giovanni di Gamala, assumendo anche elementi non ebraici, poi divenuti la maggioranza e usi pagani (culti di Mitra e Dioniso riflessi nell'Eucarestia e altri riti).
All'epoca di Nerone, i messianisti, ovvero i cristiani, presenti anche nella comunità ebraica della capitale, ancora in guerra aperta in Giudea, erano avversi violentemente al potere romano e per questo non amati (fu facile perciò addossargli colpe non commesse come l'incendio di Roma del 64).
[modifica] Diffusione
La tesi sostenuta da Cascioli non ha incontrato particolare diffusione. In ambito accademico gli storici hanno finora sostanzialmente ignorato le sue ricerche.[12]
[modifica] Altre pubblicazioni di Luigi Cascioli
A integrazione de La favola di Cristo ha inoltre pubblicato:
- La morte di Cristo (Cristiani e Cristicoli)
- Il volume riporta, commentati dall'autore, i passi di svariati storici e scrittori che non avrebbero fatto alcuna menzione di Gesù Cristo nei loro scritti: Valerio Massimo (vissuto al tempo di Tiberio), Seneca (4 a.C.-65), Plinio il Vecchio (23-79), Flacco (34-62), Lucano (39-65), Dione Crisostomo (40-120), Stazio (45-96), Plutarco (45-125), Silio Italico (25-100), Marziale (65-95), Petronio (morto nel 65), Quintiliano (65-97), Giovenale (55-140), Apuleio, Pausania, Giusto di Tiberiade, Dione Cassio.
- Lettera aperta al Vaticano
- Volumetto contenente un elenco di oltre 60 scrittori nati dalla fine del '600 ai tempi nostri (e che negarono l'esistenza di Gesù) redatto da Kenneth Humphreys.
Ha inoltre scritto un romanzo dal titolo La statua nel viale e numerosi articoli su internet in cui attacca la religione e la Chiesa cattolica.
[modifica] Fonti storiche usate da Cascioli
Sebbene nei suoi libri non riporti una precisa bibliografia, Cascioli ha ammesso però (specialmente nelle sue conferenze) di aver preso alcuni spunti da studiosi come Emilio Salsi e da testi come Gesù Cristo non è mai esistito (1904) di Emilio Bossi (1870-1920), laureato in Diritto, nonché da David Donnini, laureato in Chimica e oggi insegnante di fotografia presso un istituto professionale. Alcune delle sue tesi sono riprese dalla tradizionale ricerca razionalista sulla Bibbia, che prese avvio dal filosofo e sacerdote cattolico francese, divenuto segretamente ateo, Jean Meslier (1664-1729); Meslier fu il primo ad identificare la Nazaret biblica con Gamala e non con la Nazaret odierna. Altri autori che Cascioli ha usato molto come fonte sono Giuseppe Flavio, lo storico ebreo-romano dell'epoca dei Flavi, ex combattente giudaico e il filosofo neoplatonico Celso, autore del Discorso veritiero.
[modifica] Contesto degli studi
[modifica] Giovanni di Gamala o Gesù?
| Per approfondire, vedi la voce Mito di Gesù. |
Cascioli sposa apertamente quello che è comunemente conosciuto come filone mitico (iniziato nella seconda metà del XVIII secolo), riguardante una ricostruzione della figura di Gesù che porterebbe alla sua inesistenza storica. Nel dettaglio della sua teoria Cascioli darebbe per assodata la storicità di Giovanni di Gamala.
[modifica] Il problema della storicità di Gesù
| Per approfondire, vedi le voci Storicità di Gesù, Antichità giudaiche e Cristianesimo e Mitraismo. |
Cascioli afferma che «Gesù non ebbe nel primo secolo e per tutta la prima metà del secondo il significato di nome proprio» basandosi sui lavori di quattro tra i maggiori storici non cristiani (Plinio il Giovane, Giuseppe Flavio, Svetonio e Tacito), evidentemente rigettando il cosiddetto Testimonium Flavianum, un testo comunque non ritenuto affidabile da molti.
[modifica] Critiche e confutazioni delle sue tesi
Silvio Barbaglia, docente di Scienze bibliche presso il Seminario San Gaudenzio della diocesi di Novara, ha scritto il documento La favola di Cascioli, con l'intenzione di confutare punto per punto le tesi dell'agronomo di Bagnoregio [13]. Quest'ultimo ha risposto al documento di don Barbaglia attraverso una conferenza, tenutasi a Venezia il 16 maggio 2007[14], la quale è stata a sua volta oggetto di un'altra conferenza tenuta sempre da don Barbaglia il 5 luglio 2007 a Novara[15].
Anche lo studioso e biblista ateo Mauro Pesce, nella postfazione del libro Inchiesta su Gesù si esprime indirettamente in contrasto con le posizioni di Cascioli; nel libro scrive:
| « Quando Corrado Augias mi ha proposto un dialogo sulla figura di Gesù ho accettato volentieri perché sono convinto che i risultati della ricerca storica siano poco noti in Italia. Sono più diffusi interpretazioni confessionali e innumerevoli libri devozionali che propongono un'immagine submitificata e banale di Gesù, quasi che i fedeli non abbiano bisogno d'interrogarsi sulla verità storica. Ci sono poi libri scandalistici, frutto di un atteggiamento antiecclesiastico, scritti da persone con una scarsa preparazione sull'argomento. Alcuni continuano a sostenere la tesi, senza alcun fondamento, secondo la quale Gesù non sarebbe mai esistito (riferimento a Cascioli e ai "mitisti") . Altri danno credito a certi scritti apocrifi, negando quasi per principio ogni attendibilità ai testi canonici o alle affermazioni delle Chiese. » | |
[modifica] Curiosità
- Il nonno di Luigi Cascioli, Luigi Cascioli (omonimo), ingegnere e architetto (secondo le affermazioni del nipote) e sindaco di Roccalvecce, Sipicciano e Montecalvello, fu costretto - dalla chiesa cattolica - a rinnegare i suoi princìpi laici, ossia di aver giurato fedeltà al Governo Italiano al momento di diventare sindaco, con due diverse abiure, del 1889 e del 1890. Cascioli ne pubblica le foto nella sua Lettera aperta al Vaticano.[16]
- Durante il periodo del seminario (scuole medie), nonostante la giovane età, sentiva fastidio per il gonnellone lungo (così lo chiamava) che gli scolari dovevano vestire e di frequente faceva domande ai preti mettendoli in difficoltà tanto da venir chiamato "Lutero". Cascioli parlava senza tabù di argomenti dottrinali e storici con gli insegnanti.
- Per protesta contro la chiusura di alcuni siti internet contrari alla Chiesa cattolica, Cascioli ha pubblicato sul suo sito una lettera aperta[17] nella quale minaccia di operare, con l'aiuto di un ex sacerdote, un atto simile alla cosiddetta consacrazione della panetteria:
| « Al primo sentore che avremo di una qualsiasi repressione operata da voi di siti internet a voi contrari, o di semplici boicottaggi, comincerà la trasformazione di vino in sangue di Gesù Cristo in damigiane e botti [...] le transustanziazioni assumeranno un'ampiezza industriale e il vino, trasformato in sangue di Cristo, del vostro eroe in realtà mai esistito, sarà messo in commercio a due franchi al litro. » |
- A calce del libro La morte di Cristo, Luigi Cascioli elenca una brevissima bibliografia consistente in: La Sacra Bibbia (ed. CEI), Le avventure di Pinocchio (ed. Mondadori), La grande cucina (ed. Garzanti). In realtà si tratta di una burla che egli fa agli storici "seri" e agli studiosi cattolici che si lamentavano e lo contrastavano in primis per la sua irriverenza unitamente alla mancanza di note nei suoi testi e di citazioni in lingue antiche.
[modifica] Note
- ^ E' morto Luigi Cascioli
- ^ Condoglianze alla famiglia sul sito ufficiale di Cascioli
- ^ e non agronomo, come erroneamente riportato in alcuni articoli
- ^ «Prove Christ exists, judge orders priest». Times, 03 01 2006.
- ^ «Il caso». La Repubblica, 10 02 2006, p. 35. URL consultato in data 12 gennaio 2009.
- ^ (EN) Italy judge considers Jesus case BBC
- ^ Servizio del Tg2 - Gesù sotto processo GoogleVideo
- ^ fonte: dal sito di Luigi Cascioli
- ^ secondo Cascioli l'Apocalisse fu costruita su un'opera di propaganda bellica degli anni 65-70, integrata con aggiunte "pacifiste" del 95
- ^ Josef Blinzler, I fratelli e le sorelle di Gesù, Paideia, 1974, ISBN 88-394-0297-7
- ^ Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, Ares, 2005, ISBN 88-8155-338-4
- ^ Si veda la risposta di Mauro Pesce, professore ordinario di Storia del Cristianesimo, alla domanda se Giovanni di Gamala sia il Gesù storico.
- ^ La favola di Cascioli
- ^ Video della conferenza di Venezia
- ^ Video della conferenza di Novara
- ^ Estratto da Lettera aperta al Vaticano di Luigi Cascioli.
- ^ Lettera aperta al Vaticano
[modifica] Voci correlate
- Cristianesimo e Mitraismo
- Giovanni di Gamala (personaggio letterario)
- Mito di Gesù
- Mitraismo
- Religioni misteriche
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito personale di Luigi Cascioli, gestito dalla famiglia (non aggiornato dal 2010
- Resoconto completo della denuncia di Luigi Cascioli
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