Luigi Bisignani

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Luigi Bisignani (1989)

Luigi Bisignani (Milano, 18 ottobre 1953) è un faccendiere italiano[1][2][3], ritenuto uno degli uomini più potenti d'Italia[4].

Indice

[modifica] Biografia

Figlio di un manager della Pirelli, si laurea in economia e si trasferisce a Roma, dove, giovanissimo, inizia a lavorare come capo dell'ufficio stampa del ministro del Tesoro Gaetano Stammati nei governi presieduti da Giulio Andreotti tra il '76 e il '79 e come cronista per l’agenzia Ansa[5]. Nel 1981 il suo nome è fra gli iscritti alla loggia massonica P2 di Licio Gelli, come risulta dagli elenchi rinvenuti a Castiglion Fibocchi[6].

È vicepresidente esecutivo per il ramo internazionale del gruppo Ilte.

È ritenuto uno degli uomini più potenti d'Italia[4], anche in virtù dei suoi contatti con membri di primo piano della scena politica nazionale. Ex compagno di Daniela Santanchè, mantiene stretti rapporti, tra gli altri, con Gianni Letta.

È fratello del manager Giovanni Bisignani[7].

Ha scritto due romanzi, Il sigillo della porpora (1989) e Nostra signora del KGB (1992).[8]

[modifica] Inchieste parlamentari e giudiziarie

[modifica] Iscrizione alla loggia P2

Nel 1981 il suo nome compare negli elenchi della loggia massonica P2 rinvenuti a Castiglion Fibocchi. Le cronache raccontano che lui in persona dette la notizia all'Ansa, per la quale già da qualche anno è redattore e si occupa di massoneria. Bisignani smentisce la sua appartenenza a qualsiasi loggia.[9]

[modifica] Condanna nel processo Enimont

Nel 1992 Bisignani entra nel gruppo Ferruzzi (azionista di maggioranza della Montedison), per occuparsi di editoria e comunicazione[5]. Nel 1993 la Procura di Milano chiede il suo arresto per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nell'inchiesta Enimont. Il 7 gennaio '94 Bisignani viene arrestato[10]. Nel 1998 la Corte di Cassazione conferma la sua condanna a due anni e sei mesi. A seguito della definitiva condanna, nel 2002 viene anche radiato dall'Ordine dei giornalisti[11].

[modifica] Inchiesta Why Not

Il suo nome compare nell'Inchiesta Why Not del pm Luigi De Magistris.[12]

[modifica] Coinvolgimento nella inchiesta P4

Il 15 giugno 2011 è sottoposto a detenzione domiciliare per l'ipotesi di reato di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta associazione P4[13][14][15][16], condotta dai pubblici ministeri della Procura di Napoli Francesco Curcio e Henry John Woodcock[4][17]; analogamente, richiesta di custodia cautelare è stata inviata alla Camera di appartenenza del deputato Pdl ed ex magistrato Alfonso Papa (accusato di concussione). Le indagini da cui è derivata la misura cautelare agli arresti domiciliari sono definite «di ampio respiro» dalla Procura di Napoli: secondo la stessa Procura, esse «riguardano l'illecita acquisizione di notizie e di informazioni, anche coperte da segreto, alcune delle quali inerenti a procedimenti penali in corso nonché di altri dati sensibili o personali al fine di consentire a soggetti inquisiti di eludere le indagini giudiziarie ovvero per ottenere favori o altre utilità».

In altri termini, le indagini giudiziarie avrebbero ad oggetto la gestione di notizie riservate, appalti, nomine e finanziamenti da parte di un sistema informativo parallelo, segreto e deviato, volto alla commissione di «un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione e contro l'amministrazione della giustizia», in un misto di dossier e ricatti, anche attraverso interferenze su organi costituzionali.

[modifica] Note

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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