Ludovico il Pio

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Ludovico il Pio
Ritratto di Ludovico il Pio
Ritratto di Ludovico il Pio
Imperatore dei Romani
In carica 11 settembre 813 –
23 giugno 840
Incoronazione 13 settembre 813, dal padre Carlo Magno presso Aquisgrana;
5 ottobre 816, da papa Stefano IV presso la cattedrale di Reims
Predecessore Carlo Magno
Successore Lotario I
Re dei Franchi
In carica 28 gennaio 814 –
23 giugno 840
Predecessore Carlo Magno
Successore Carlo il Calvo (Francia occidentale)
Ludovico il Germanico (Francia orientale)
Pipino I d'Aquitania (Aquitania)
Re dei Longobardi
In carica 17 aprile 818 –
23 giugno 840
Predecessore Bernardo
Successore Lotario I
Nome completo Ludovico
Nascita Casseuil-sur-Garonne, 16 aprile 778
Morte Ingelheim am Rhein, 23 giugno 840
Casa reale Dinastia carolingia
Padre Carlo Magno
Madre Ildegarda
Consorte Ermengarda de Hesbaye, Giuditta di Baviera
Figli Lotario, Pipino, Ludovico, Carlo, Gisella.

Ludovico I, detto Ludovico il Pio o Luigi I, in francese è Louis le Pieux o Louis le Débonnaire (il Benevolo), in tedesco è Ludwig der Fromme (Casseuil-sur-Garonne, 16 aprile 778Ingelheim am Rhein, 23 giugno 840), fu re dei Franchi e imperatore dell'Impero carolingio dal 814 all'840.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico nacque a Casseuil-sur-Garonne, nell'attuale Gironda, in Francia, quarto figlio legittimo di Carlo Magno. Fin dall'infanzia, raccontano i biografi, fu molto religioso[1] Ludovico fu incoronato re di Aquitania, ancora bambino, nel 781, e là inviato con un reggente e una corte per governare la regione, reprimere le ribellioni delle popolazioni sottomesse e cercare altresì di estendere il regno oltre i Pirenei.

Nel 793, fu inviato in Italia in appoggio del fratello Pipino in lotta contro il duca di Benevento. Tornato in Aquitania, sposò Ermengarda, figlia del conte Ingram, che gli darà sei figli.

Attaccò la Spagna nel 799 distruggendo Lerida: «Dopo questo e dopo che le restanti città furono saccheggiate e incendiate, Ludovico avanzò fino a Huesca. Il territorio della città, ricco di frutteti, fu falciato dalle soldatesche, devastato e bruciato».[2] Accompagnò il padre nell'800 in una delle sue numerose spedizioni contro i Sassoni.[3] Gli attacchi militari nella Spagna dei Mori si susseguirono negli anni successivi: nell'804 fu la volta di Barcellona a essere cinta d'assedio e presa per fame: Ludovico festeggiò con un Te Deum di ringraziamento nella città conquistata.[4] Nell'806 Tortosa e la provincia di Valencia sono devastate in una incursione[5] e la spedizione viene ripetuta l'anno dopo con successo e grande gioia per il bottino guadagnato.[6] D'altra parte, Ludovico non era in grado di controllare il territorio e quelle imprese si risolvevano in pure scorrerie.

La successione di Carlo Magno[modifica | modifica wikitesto]

Come nella consuetudine dei Franchi, si pensava che Ludovico avrebbe dovuto ripartire la sua eredità con i suoi fratelli, Carlo il giovane e Pipino re d'Italia. Il figlio primogenito di Carlo Magno, Pipino il Gobbo, era stato considerato illegittimo secondo le abitudini dell'epoca e, dopo la scoperta, nel 792, di un infruttuoso tentativo di rivolta contro il padre, fu rinchiuso a vita in un monastero.

Nella Divisio Regnorum (806), Carlo Magno aveva designato come suo successore Carlo il giovane come imperatore e re dei Franchi, aggiungendo d'altra parte la Settimania, la Provenza e parte della Borgogna al regno di Aquitania per la parte di Ludovico.

Ma gli altri figli legittimi di Carlo Magno morirono, Pipino nell'810 e Carlo, re di Neustria, nell'811; così Ludovico fu incoronato co-imperatore con Carlo Magno nell'813.

L'incoronazione imperiale[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte del padre nell'814, ereditò l'intero Impero carolingio e tutti i suoi possessi. Fu incoronato imperatore da papa Stefano IV nella Cattedrale di Reims con l'olio santo contenuto nella santa Ampolla nell'816. Ludovico si avvalse di Benedetto d'Aniane, un nobile visigoto originario della Settimania e fondatore di monasteri per essere aiutato a riformare la chiesa franca.

Lo stato religioso[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico, probabilmente influenzato dalle pratiche religiose della vecchiaia di suo padre Carlo e da Benedetto di Aniane, vide come soluzione alla debolezza del potere centrale, che faticava a imporre la sua autorità nel vastissimo impero, la riforma innanzitutto spirituale, con la promulgazione di un impero cristiano ordinato e sereno, coeso non tanto dall'aderenza giuridica a determinate leggi ma da una profonda consapevolezza religiosa.

Una delle riforme primarie fu accertarsi che tutte le case religiose nel regno di Ludovico aderissero alla Regola di San Benedetto.

Durante un concilio ad Aquisgrana stabilì una prima riforma ecclesiastica, che aveva come principio la separazione tra potere spirituale e potere temporale. Nella pratica il principio era impossibile da applicare, poiché lo stesso Carlo Magno si era servito dell'organizzazione ecclesiastica come base per quella amministrativa e lo status quo, con vescovi e abati spesso appartenenti alla migliore aristocrazia franca, non poteva essere ribaltato facilmente. Esisteva inoltre il fenomeno delle cosiddette Chiese private, con luoghi di culto tenuti in proprietà privata sia da ecclesiastici che da laici, che li gestivano liberamente sfruttandone le rendite (diremmo oggi una Chiesa "imprenditoriale").

La cruenta deposizione di Bernardo d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico il Pio che fa ammenda ad Attigny nell'822

Subito dopo la sua ascesa, Lodovico aveva assicurato la sua posizione come imperatore con una "purga morale", con la quale aveva mandato tutti i suoi fratellastri illegittimi nei monasteri e aveva costretto tutte le sue sorelle nubili a farsi suore: questa paura di perdere il potere era figlia dell'atmosfera di intrigo e di violenza che dominava la corte di Aquisgrana, alla quale nemmeno il "Pio" era estraneo.

La sua politica aggressiva raggiunse il culmine con la lotta contro suo nipote Bernardo, re d'Italia, figlio del defunto fratello Pipino. Nell'817 Bernardo si ribellò contro Ludovico per essere stato esautorato dalla sua legittima carica di re d'Italia.

Nell'818 Ludovico, dopo la repressione della rivolta, fece imprigionare ed accecare Bernardo, che morì dopo tre giorni di atroci sofferenze. Fu poi costretto dai grandi ecclesiastici dell'impero a fare penitenza per aver causato la morte di Bernardo, e così fece ammenda ad Attigny nell'822, davanti ai nobili del regno. Nonostante questo il delitto gravò la sua coscienza per tutta la vita e la pubblica ammenda lo screditò agli occhi dell'aristocrazia, riducendo notevolmente il suo prestigio come governante.

La debolezza dell'Imperatore[modifica | modifica wikitesto]

Ludovico fu consigliato da Benedetto d'Aniane fino all'821, anno della sua morte. Dopo di lui fu sorretto da Adalardo, suo congiunto, e dal vescovo di Lione Agobardo, una figura dotta ed energica.

Queste figure però erano interessate soprattutto al futuro della Chiesa ed alle cose spirituali piuttosto che temporali, per questo il paese era soggetto sempre più liberamente all'aristocrazia locale che ormai spadroneggiava.[7].

La nuova spartizione dell'impero carolingio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero carolingio.

Nell'anno 817, Ludovico emise la Ordinatio imperii, un decreto che esponeva i programmi per una ordinata successione dividendo l'impero fra i tre figli avuti dalla sua prima unione con Ermengarda de Hesbaye: Lotario (che era stato incoronato re d'Italia e co-imperatore), Pipino di Aquitania (re di Aquitania) e Ludovico II il Germanico (re di Baviera). Il meccanismo prevedeva poi che l'Impero non fosse diviso formalmente, affidandone la corona imperiale solo al primogenito Lotario. Fu con questa ordinatio che al regno longobardo venne tolta del tutto autonomia. In conseguenza di ciò, le corone di rex francorum et langobardorum vennero inglobate nel titolo imperiale. Fu in questo momento che il Regnum Italiae, che fino ad allora aveva indicato genericamente i territori sottratti ai Longobardi, acquisì una consistenza effettiva.

Dopo la morte di Ermengarda, si risposò con Giuditta di Baviera ed ebbe un quarto figlio, Carlo il Calvo, nell'823, che aggravò con la sua presenza il meccanismo di successione: sua madre era infatti una tempra forte ed agguerrita e cercò in tutti i modi di inserire suo figlio nella spartizione dell'impero, incontrando la rigida resistenza degli altri figli.

L'ultima decade del regno di Ludovico fu così contrassegnata dalla guerra civile. Nell'829 Ludovico I decise di togliere alcuni territori assegnati a Ludovico II e di darli a Carlo, scatenando una guerra civile che scemò poi solo perché l'aristocrazia non aveva nessun interesse a portarla avanti. Nell'830, i tre fratelli invasero le terre del padre, forzandolo ad abdicare a favore di Lotario, e fu così che Ludovico e Giuditta vennero confinati in un monastero.

Ma Ludovico riprese il potere l'anno successivo e Lotario fu privato non soltanto del titolo imperiale, ma anche del regno d'Italia, che fu destinato a Carlo. Pipino si rivoltò, seguito da Ludovico il Germanico nell'832 e Lotario, con il sostegno di papa Gregorio IV, si unì alla sommossa nell'833 e lo fece destituire nell'assemblea di Compiègne da parte dell'arcivescovo di Reims Ebbone. I fratelli sconfissero il padre e lo imprigionarono con Carlo. Giuditta fu inviata in un convento, mentre Pipino e Ludovico il Germanico, si annetterono terre in precedenza imperiali. Nell'834, tuttavia, Lotario venne obbligato a fuggire in Italia e l'anno successivo la famiglia fece la pace, ristabilendo Ludovico il Pio sul trono imperiale. Il 28 febbraio 835 Ludovico venne riconsacrato con una solenne cerimonia nella Cattedrale di Metz[8] dal fratellastro il vescovo Drogo di Metz.

Un denaro di Ludovico

Quando Pipino morì nell'838, Ludovico il Pio dichiarò Carlo nuovo re di Aquitania. I nobili, tuttavia, elessero il figlio di Pipino Pipino II.

Ludovico il Pio regnò sempre più formalmente, privo di una vera autorità, fino alla sua morte nell'840.

La disputa tra i fratelli continuò in una guerra civile che ebbe termine soltanto nell'843 con il Trattato di Verdun, che divise il regno Franco in tre parti, i nuclei che in seguito divennero Francia e Germania ed Italia. La disputa per il regno di Aquitania non fu risolta completamente fino all'860.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Dalla prima moglie, Ermengarda di Hesbaye (sposata fra il 794 ed il 798), Ludovico ebbe tre figli e tre figlie:

Dalla seconda moglie, Giuditta di Baviera, ebbe un figlio ed una figlia:

Dall'amante Teodolinda di Sens, egli ebbe due figli illegittimi:

  • Arnolfo di Sens
  • Alpais

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thegan, Gesta Hludowici imperatoris, 3: "semper ab infantia sua timere Deum et amare didicerat".
  2. ^ Astronomus, Vita Hludowici imperatoris, 1995, p. 310.
  3. ^ Ivi, p. 312.
  4. ^ Ivi, p. 318.
  5. ^ "Christo iuvante, laeti ad praedas quas relinquerant redierunt", ivi, p. 324.
  6. ^ "Magno cum gaudio et opibus", ivi, p. 328.
  7. ^ Franco Cardini Marina Montesano, Storia Medievale, Firenze, Le Monnier Università/Storia, 2006, pag. 155 "Dato il suo temperamento esitante, Ludovico aveva bisogno di forti consiglieri. Benedetto d'Aniane lo sorresse fino alla morte, nell'821; il suo posto fu poi preso da un congiunto, Adalardo, e da un dotto ed energico vescovo, Agobardo di Lione. Ma entrambi pensavano più allo spirito e al futuro della Chiesa che non al governo temporale."
  8. ^ Histoire des Évêques de l’Église de Metz, Meurisse, Metz, 1634

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Astronomo, Vita Hludowici imperatoris, Hannover 1995
  • Thegan, Gesta Hludowici imperatoris, Hannover 1995
  • Franco Cardini e Marina Montesano, Storia medievale, Firenze, Le Monnier Università, 2006 ISBN 8800204740

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sacro Romano Imperatore Successore Armoiries Saint-Empire monocéphale.png
Carlo Magno
che lo incorona nell'813
814 - 840 Lotario I
che lui incorona nell'817
Predecessore Re dei Franchi Successore Autograf, Karl den store, Nordisk familjebok.png
Carlo Magno 814 - 840
Coreggenza dei suoi figli dall'817
Carlo il Calvo (Occidentale)
Ludovico il Germanico (Orientale)
Predecessore Re dei Longobardi Successore Corona ferrea.png
Bernardo 818 - 822
Coreggenza di Bernardo dall'814 all'818
Lotario I
Predecessore Re dei Franchi d’Aquitania Successore Blason de l'Aquitaine et de la Guyenne.svg
Carlo Magno 781817 Pipino I di Aquitania

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