Lucio Ridenti
Lucio Ridenti, pseudonimo di Ernesto Scialpi (Taranto, 1895 – Torino, 1973), è stato un attore italiano.
Iniziò la carriera come attore nel 1914 con Ermete Novelli quindi, negli anni successivi, con Memo Benassi, Dina Galli, Alda Borelli, Tatiana Pavlova. Interpreta parti in spettacoli di teatro e, nel 1921, nel film Senza pietà (di Emilio Ghione).
Nel 1926, al Teatro Carignano di Torino ha un'improvvisa diminuzione dell'udito che, da quel momento, gli impedirà di proseguire la carriera di teatro. È già scrittore e giornalista critico d'arte: per venticinque anni è redattore della Gazzetta del Popolo, di cui cura la terza pagina e la rubrica teatrale così nel 1925 fonda a Torino la rivista di teatro Il Dramma che dirigerà ininterrottamente per 43 anni.
Vive a Torino dove si occupa anche di pubblicazioni e fotografie di moda insieme alla moglie Donata, collaborando alle rivista di moda Grandi Firme, diretta da Pitigrilli ed illustrata da Boccasile, e Bellezze della quale fa parte del comitato di redazione insieme a Cipriano Oppo, Giò Ponti ed Alberto Francini.
Ha pubblicato numerosi libri di memorie e studi teatrali (fra i quali "Cavalcata delle stagioni", "La Duse minore", "Il Petronio") oltre alla raccolta completa (in cinque volumi) delle critiche teatrali di Renato Simoni sul Corriere della Sera (fra il 1911 ed il 1952).
[modifica] Il Dramma
Il dramma, si tratta di una rivista di teatro, "quindicinale di commedie di grande interesse", che in ogni numero propone in anteprima commedie nuove o poco conosciute, molte delle quali diventeranno importanti (una fra tutte, La Venexiana), versioni di commedie già note, recensioni ed articoli sul mondo del teatro ed i suoi protagonisti.
La pubblicazione de Il Dramma termina col numero 380-381 maggio-giugno 1968, quando la salute di Lucio Ridenti peggiora gravemente e lo costringe a letto.
Dopo il 1968, la rivista proseguì sotto una differente direzione occupandosi anche di cinema e di arte contemporanea, senza più riconquistare il suo pubblico. Dopo essere stata trasferita a Roma, la testata terminò definitivamente nel 1983.
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