Lucio Artorio Casto

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Lucio Artorio Casto (in latino: Lucius Artorius Castus; ... – II secolo) è stato un militare romano il quale, secondo alcuni studiosi, sarebbe la figura storica alla base di re Artù.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tutto ciò che sappiamo su di Lucio Artorio Casto proviene essenzialmente da un'epigrafe[1] trovata in due frammenti (e lacunosa) a Podstrana, sulla costa della Dalmazia: si trattava certamente di una lastra del sarcofago di Artorio. Una seconda iscrizione più breve[2] una targa commemorativa ritrovata nella stessa località dalmata, riporta solo pochi dati simili a quelli del sarcofago. Una terza iscrizione (di dubbia autenticità), recante il solo nome di Lucio Artorio Casto, fu ritrovata a Roma e attualmente è al Louvre. Dalle iscrizioni conservate, tuttavia, non è consentito ricavare dati cronologici certi relativi al personaggio, che dubitativamente viene collocato alla fine del II secolo.

Come membro della gens Artoria, era probabilmente originario della Campania[3].

Secondo il lungo testo dell'iscrizione del sarcofago[4], Artorio Casto era stato un centurione della III legione Gallica, poi passato alla VI legione Ferrata[5], alla II legione Adiutrice[6] e alla V legione Macedonica[7], della quale fu anche nominato primo pilo. Divenne poi preposito della flotta di Miseno (cioè la forza navale di stanza nella Baia di Napoli) e infine prefetto della VI legione Vincitrice[8]. Dopo essere stato alto ufficiale nella legione VI Vincitrice, ebbe un titolo, "dux", riservato a chi si era distinto per imprese eccezionali.

Casto si ritirò poi dall'esercito e divenne procurator centenarius (cioè governatore, con una provvigione di centomila sesterzi annui) della Liburnia (la parte settentrionale della Dalmazia), dove certamente concluse la sua vita, facendosi seppellire nella necropoli di Salonae Palatium. Non si sa altro di certo su di lui[9].

Ricostruzioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

La datazione dell'iscrizione dalmata (risalente a prima del 200) e la definizione di Casto nel testo come "dux leggionum ... Britaniciniarum" suggeriscono che si potrebbe trattare di un comandante militare al seguito di Ulpio Marcello, il quale nel 185 fu inviato, come ricorda Cassio Dione, a capo di una spedizione militare in Armorica (odierna Bretagna) e Normandia. Se Casto partecipò alla vittoriosa campagna guidata da Ulpio Marcello (forse un suo parente, dato che la gens Ulpia era imparentata con la gens Artoria) contro i Caledoni e poi al pattugliamento e alla difesa del Vallo di Adriano, doveva essere stanziato, secondo alcuni studiosi, a Bremetenacum con un contingente di cavalieri sarmati. Quando la VI Vincitrice si ammutinò, Casto potrebbe essere rimasto fedele all'imperatore (un avo di Commodo era Marcus Artorius Geminus, del periodo augusteo); quello che è certo, in base all'epigrafe, è che Casto, dopo essere stato alto ufficiale nella legione VI Vincitrice, ebbe il prestigioso titolo di "dux".

Secondo alcuni studiosi questa interpretazione porterebbe all'identificazione del personaggio con il "Re Artù" storico: l'ipotesi di identificare Casto con Artù fu avanzata per la prima volta da Kemp Malone nel 1924. Sebbene infatti Casto non visse al tempo delle invasioni sassoni in Britannia (V secolo), si potrebbe pensare che il ricordo delle gesta di Casto, tramandate nelle tradizioni locali, andarono crescendo col tempo fino a formare le prime tradizioni arturiane. La prima apparizione del personaggio "Arthur", qualificato "dux" così come Artorius nell'epigrafe, nella Historia Brittonum del IX secolo, secondo lo storico Leslie Alcock era tratta da un poema gallese, originariamente privo di un riferimento cronologico preciso, come pure di una indicazione degli avversari contro cui combatté le sue dodici vittoriose battaglie.

Recenti studi (Xavier Loriot e altri) tendono tuttavia a leggere nell'epigrafe "Armenios" in luogo di "Armoricos", modificando il quadro spaziale e temporale della vita e delle gesta di Lucius Artorius Castus.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CIL III, 1919.
  2. ^ CIL III, 14224.
  3. ^ Il nomen Artorius sembra essere di origine messapica (cfr. Marcella Chelotti, Vincenza Morizio, Marina Silvestrini, Le epigrafi romane di Canosa, Vol. 1, Edipuglia, Bari 1990, pag. 261, 264; Ciro Santoro, Per la nuova iscrizione messapica di Oria, in "La Zagaglia", VII, 1965, pag. 271-293; Ciro Santoro, La Nuova Epigrafe Messapica "IM 4. 16, I-III" di Ostuni ed nomi in Art-, in "Ricerche e Studi", 12, 1979, pag. 45-60)
  4. ^ D(is) [M(anibus)] / L(ucius) Artori[us Ca]stus |(centurio) leg(ionis) / III Gallicae item [|(centurio) le]g(ionis) VI Ferra/tae item |(centurio) leg(ionis) II Adi[utr(icis) i]tem |(centurio) leg(ionis) V M[a]/-c(edonicae) item p(rimus) p(ilus) eiusdem praeposito / classis Misenatium [pr]aef(ectus) leg(ionis) VI / Victricis duci legg(ionum) [?triu?]m Britan(n)ic{i}/{mi}arum adversus Arm[orico]s proc(urator) cente/nario provinciae Li[burniae iure] gladi(i) vi/vus ipse sibi et suis [ ex te]stamento
  5. ^ entrambe stanziate in Siria e Palestina nella seconda metà del II secolo
  6. ^ stanziata in Pannonia ai tempi di Commodo
  7. ^ schierata sul fronte danubiano, contro Daci e Sarmati al tempo di Marco Aurelio e Commodo
  8. ^ La Legio VI Victrix era dislocata nella provincia di Britannia sin dal 122
  9. ^ Il padre di Cassio Dione fu governatore della Dalmazia mentre Casto era in Liburnia: molto del materiale presente nella Storia romana potrebbe quindi essere venuto direttamente da Casto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), vol. III, no. 1919 (p 1030, 2328,120); no. 8513; no. 12813; no. 12791 (p 2258, 2328,120); no. 14224
  • Kemp Malone, Artorius, in "Modern Philology" 23 (1924–1925), pp. 367-374
  • David John Breeze - Brian Dobson, Roman Officers and Frontiers, Stuttgart 1993, p.180
  • Scott C. Littleton - Linda Malcor, From Scythia to Camelot, New York 1994
  • Xavier Loriot, Un mythe historiographique: l'expédition d'Artorius Castus contre les Armoricains, in "Bulletin de la Société nationale des antiquaires de France", 1997, pp. 85–86
  • Adrian Keith Goldsworthy, The Roman army at war: 100 BC-AD 200, Oxford University Press, Oxford 1998
  • Linda Malcor, Lucius Artorius Castus, Part 1: An Officer and an Equestrian, in "Heroic Age", 1, 1999
  • Linda Malcor, Lucius Artorius Castus, Part 2: The Battles in Britain", in "Heroic Age", 2, 1999
  • Scott C. Littleton - Linda Malcor, From Scythia to Camelot: A Radical Reassessment of the Legends of King Arthur, the Knights of the Round Table and the Holy Grail, New York 2000
  • Geoffrey D. Tully, A Fragment of a Military Diploma for Pannonia Found in Northern England?, in "Britannia", 36 (2005), pp.375–382
  • Anthony Birley, The Roman Government of Britain, Oxford 2005, p. 355
  • Mario de Matteis - Antonio Trinchese, Lo Re Artù k'avemo perduto, Athena, Oberhausen 2010
  • Elimar Klebs - Hermann Dessau, Prosopographia imperii romani saec. I. II. III, Deutsche Akademie der Wissenschaften zu Berlin, p. 155

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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