Lucien Lévy-Bruhl
Lucien Lévy-Bruhl (Parigi, 10 aprile 1857 – 13 marzo 1939) è stato un filosofo, sociologo, antropologo ed etnologo francese.
I suoi studi antropologici sulla mentalità religiosa dei popoli arcaici o cosiddetti primitivi hanno esercitato un forte influsso sulla cultura occidentale contemporanea e restano tutt'ora estremamente validi dopo un certo periodo di oscuramento dovuto agli effimeri successi dello strutturalismo culturale e di altre correnti etnologiche di moda tra gli anni '60 e gli anni '80del Novecento.
In relativo accordo col pensiero del sociologo francese Emile Durkheim (1859-1917), egli considera la morale come scienza dei costumi, basata su regole di comportamento che, in un determinato contesto sociale, appaiono obiettive e necessarie come le leggi della natura.
Lévy-Bruhl intuisce chiaramente che il pensiero primitivo è basato sulla religione e che in relazione a ciò tutta la realtà viene pensata come l'insieme degli effetti di una causa divina come causa prima, ignorando totalmente le cause reali o "seconde" di origine fisica, chimica e biologica. Questa base mistica della mentalità arcaica porta a una partecipazione agli esseri circostanti e a tutta la natura, ma è impermeabile all'esperienza, perché attribuisce lo svolgersi degli eventi a forze soprannaturali: ecco perché il primitivo manca di logica (quale la intende l'uomo civile); ignora i principi di identità, di contraddizione e di causalità; non ha un'idea precisa dell'individualità perché si sente parte del gruppo in cui vive; non è in grado di fare una netta distinzione fra il possibile e l'impossibile perché attribuisce tutto a una causa magica generale.
Fra le opere principali di Lévy-Bruhl si annoverano:
- Le funzioni mentali delle società inferiori (1910),
- La mentalità primitiva (1922),
- Il soprannaturale e la natura nella mentalità primitiva (1931),
- L'esperienza mistica ed i simboli presso i primitivi (1938).
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