Luciano Morpurgo

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Luciano Morpurgo

Luciano Morpurgo (Spalato, 20 febbraio 1886Roma, 21 settembre 1971) è stato un fotografo, editore e scrittore italiano.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Nato a Spalato da antica famiglia ebraica[1], sin da giovane manifestò un grande interesse per la fotografia e per le cartoline, tanto che a dieci anni raccolse già una notevole collezione di cartoline di soggetto dalmata.

I Morpurgo di Spalato all'epoca sono imprenditori e commercianti: imparentati con gli Stock di Trieste, come loro possiedono una fabbrica di liquori: le Distillerie Morpurgo. Nel 1856 Vito Morpurgo - zio di Luciano - rilevò nella piazza principale della città - Piazza dei Signori - una libreria, che divenne centro di ritrovo degli intellettuali spalatini, assieme al vicino Caffè Troccoli.

Luciano Morpurgo studiò a Venezia presso il Liceo Foscarini, il cui convitto era tradizionalmente frequentato dai giovani dalmati le cui famiglie volevano impartir loro un'educazione in lingua italiana. Laureatosi a Padova nel 1907, risalgono proprio a questi anni le sue prime fotografie d'autore.

All'entrata in guerra dell'Italia nel 1915, lasciò clandestinamente Spalato - allora nell'Impero Austroungarico - per Roma, ove iniziò ad occuparsi professionalmente di fotografia. Nel 1919 fondò la Società Tipografica Grafia S.E.D.A. – Sezione Edizioni d’Arte divenuta nel 1924 I.F.I. - Istituto Fotografico Italiano. Nel 1925 fondò la Casa Editrice Luciano Morpurgo, con l’intento di pubblicare libri di viaggio e di arte.

Agli anni '20 e '30 del XX secolo risalgono alcuni dei suoi più famosi reportage, fra i quali particolarmente significativo rimase un suo servizio fotografico del 1927 sulla Palestina, oltre ad una serie di campagne fotografiche sulle città minori ed i paesi d'Italia.

Nel 1938 pubblicò un fortunato libro per l'infanzia, dal titolo Quando ero fanciullo: si è però nel pieno delle leggi razziali e quindi Morpurgo fu costretto a ritirare l'opera. Iniziò un periodo penoso per Morpurgo, che per l'Italia aveva lasciato la sua città natale e che si vedeva da essa ripudiato, impossibilitato a lavorare e a condurre una vita normale. Per i suoi meriti particolari, Morpurgo - che scrisse anche una lettera di supplica a Mussolini - il 26 ottobre 1941 venne discriminato (e cioè escluso) dall'applicazione piena delle leggi razziali: gli venne quindi consentita la ripresa dell'attività editoriale e la ristampa di Quando ero fanciullo, purché non utilizzasse il suo vero nome ma uno pseudonimo: fu così che nel 1942 riapparve nelle librerie il suo libro, a nome di Luciano Spalatino.

Scampato alle persecuzioni naziste successive al 1943, al termine della guerra Morpurgo riprese in pieno la sua attività: nel 1946 pubblicò con la sua nuova casa editrice Dalmatia un secondo libro autobiografico, Caccia all'uomo, interamente dedicato alla sua storia personale e alla tragica storia degli ebrei italiani e spalatini nel periodo della guerra e dell'annessione di Spalato all'Italia.

Nel dopoguerra Morpurgo venne riconosciuto come uno dei fotografi italiani più importanti del secolo. I negativi delle sue opere - all'incirca 60.000 - vennero acquisiti in due tranche dal Gabinetto Fotografico Nazionale, in seguito confluito nell'Istituto Centrale del Catalogo e Documentazione (ICCD): un primo blocco nel 1970, quando Morpurgo era ancora in vita, un secondo invece venne ceduto dagli eredi nel 1973.

Un blocco di circa 950 stampe fotografiche originali è stato infine donato nel 1989 dagli eredi Morpurgo, assieme ad alcuni apparecchi fotografici, al Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari (oggi Museo nazionale Alinari della fotografia).

Luciano Morpurgo morì a Roma il 21 settembre 1971.

Il Fondo Morpurgo[modifica | modifica sorgente]

Il fondo Morpurgo costituisce uno dei più importanti archivi fotografici italiani del '900. È costituito da reperti databili dal 1900 al 1967, conservato presso l'ICCD secondo una ripartizione per tipo di supporto.

Circa 24.000 sono i negativi su vetro, databili fra il 1915 e il 1936: i corrispondenti positivi, a suo tempo stampati, sono inseriti nella raccolta della Fototeca Nazionale. Di questo gruppo fanno parte anche le lastre che riguardano la Dalmazia, l'Albania, la Romania, la Bulgaria e la Palestina.

I negativi su pellicola sono circa 30.000, e datano dal 1915 al 1967: corrispondono a gran parte dell'archivio privato di Morpurgo, e contengono immagini di centinaia di località italiane - soprattutto laziali ed abruzzesi - escursioni del Club Alpino Italiano, manifestazioni religiose e politiche e piccoli e grandi eventi dell'Italia di quegli anni.

I positivi originali, databili dal 1900 al 1939, sono circa 35.000, in massima parte riuniti dallo stesso Morpurgo in 129 album e 44 cartelle. Le immagini più antiche sono di Venezia e di Spalato, ma la grande massa è relativa a foto di viaggi compiuti da Morpurgo in alcuni paesi europei e nordafricani: Dalmazia, Italia, Germania, Danimarca, Austria, Ungheria, Malta, Svezia, Francia, Spagna, Tunisia, Marocco ed Algeria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il cognome Morpurgo deriva dalla città un tempo germanofona di Marburg an der Drau (in italiano Marburgo), oggi Maribor in Slovenia.

Opere di Luciano Morpurgo[modifica | modifica sorgente]

  • Quando ero fanciullo. Libro per tutti i bambini dai dieci ai settant'anni, Editore Luciano Morpurgo, Roma 1938
  • Caccia all'uomo. Vita sofferenze e beffe. Pagine di diario 1938-1944, Casa Editrice Dalmatia S.A. di Luciano Morpurgo, Roma 1946

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gli italiani e gli ebrei di Spalato ricordano Luciano Morpurgo, un Uomo Giusto, in La Voce del Popolo, 7 febbraio 2009
  • Palestina 1927 nelle fotografie di Luciano Morpurgo, a cura di Gabriele Borghini, Simonetta Della Seta, Daniela Di Castro, U.Bozzi Editore, Roma 2001 (Catalogo della Mostra tenuta a Gerusalemme nel 2001) ISBN 88-7003-034-2
  • Maura Zacchi, Luciano Morpurgo. Reportage alla Cirio, in AFT. Rivista di Storia e Fotografia, Numero 44, 2006, pp. 45-56

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 10772729 LCCN: no2001096460

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