Luciano Lutring

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Luciano Lutring (Milano, 30 dicembre 1937) è un ex bandito scrittore e pittore italiano.

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[modifica] Biografia

Luciano Lutring nasce a Milano da Elvira Minotti e Ignazio Lutring e passa la sua infanzia nel milanese, sotto la guida dei genitori che volevano fare di lui un violinista. Ma ben presto egli mostra la sua natura ribelle e il suo amore per le belle donne e per la bella vita. Attratto dal mondo della malavita, acquista da un conoscente la sua prima pistola, una Smith & Wesson della polizia canadese – senza pallottole, in quanto non erano più in commercio – e da quel momento in poi il giovane Lutring acquisterà il soprannome de l'Americano.

Poco tempo dopo e in maniera causuale, con quell'arma compie la sua prima rapina:

« Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l’impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la finta pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: “È così facile?”. E me ne andai col bottino. »

Da quel momento inizia la sua carriera di fuorilegge, fatta di remunerative rapine in molte banche e negozi. La sua fama nasce nella Milano degli anni sessanta.

Soprannominato Il Solista del Mitra[1] per la sua usanza di nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino, conclude centinaia di rapine fra Italia e Francia, per un bottino totale da lui stimato attorno ai trenta miliardi di lire dell'epoca.

La figura di Lutring diviene leggendaria assieme al suo stile di vita di latitante: grandi alberghi, fuoriserie, belle donne. La sua attitudine da ladro gentiluomo, unita alle celebri frasi in dialetto milanese pronunciate sui luoghi dei misfatti, contribuisce a rendere Lutring un personaggio popolare.

In quegli anni, durante una breve vacanza al mare a Cesenatico sulla Riviera romagnola, per compiere furti a danno di turisti, rapina una giovane modella valtellinese, ma residente a Zurigo, Elsa Candida Pasini, dal nome d’arte Yvonne Candy. Luciano si innamora di lei e per poterla conoscere finge di averle ritrovato le valige. Ben presto i due si sposeranno e, successivamente, molti dei furti compiuti da Lutring vengono realizzati solo ed esclusivamente per amore di Yvonne,alla quale resterà legato a lungo.

Definito, sia in Italia che in Francia, nemico pubblico numero uno, riesce per anni ad eludere le polizie europee.

Il 1 settembre 1965 viene infine ferito ed arrestato a Parigi, sconta 12 anni di carcere (la condanna iniziale era a 22 anni) in Francia, durante i quali inizia a scrivere e dipingere; tiene persino una corrispondenza con l'allora presidente della camera Sandro Pertini.

In Francia pubblica “Lo Zingaro”, la sua autobiografia, dal quale sarà liberamente tratto un film dove Lutring viene interpretato da Alain Delon. Nel 1966 con la regia di Carlo Lizzani esce il film basato sulla sua storia dal titolo “Svegliati e uccidi”, interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volonté[2]

Graziato dal presidente della repubblica francese Georges Pompidou, torna in patria dove, dopo un periodo di internamento presso il carcere di Brescia, viene nuovamente graziato nel 1977 dal presidente italiano Giovanni Leone.

Nello stesso anno, da una relazione con Dora Internicola, nascerà il figlio Mirko che morirà in tragico incidente il 17 gennaio 1991. Nel frattempo, nel 1985, si era sposato con Flora D’Amato, dalla quale avrà due figlie gemelle, Natasha e Katiusha e dalla quale si separerà nel 1997.

Oggi Lutring fa il pittore e lo scrittore. Ha esposto in numerose mostre, collettive e personali, ricevendo molti premi e riconoscimenti.[3]

[modifica] Note

  1. ^ L’appellativo gli sarà dato dal giornalista del Corriere della Sera Franco Di Bella
  2. ^ si veda la scheda del film su “The Internet Movie database”
  3. ^ Si veda in proposito Luciano Lutring, Catene spezzate, Agar Edizioni, 2006

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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