Luca Prodan

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luca George Prodan

Luca George Prodan (Roma, 17 maggio 1953Buenos Aires, 22 dicembre 1987) è stato un musicista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Luca nacque a Roma il 17 maggio del 1953 da Mario Prodan, di origine italiana, turca ed austriaca, specialista in arte orientale e Cecilia Pollock, nata in Cina ma di origine scozzese. Luca fu il terzo di quattro figli: Michela e Claudia più grandi ed Andrea più piccolo.

In Scozia, Luca studiò a Gordonstoun, lo stesso istituto di istruzione superiore del principe Carlo. Pochi mesi prima di diplomarsi, Luca scappò,[1] e fu ricercato dalla Interpol per richiesta della sua famiglia. Viaggiò solo per l'Europa prima di ritornare a Roma.

Luca aveva una vocazione particolare per la musica. Fu sensibile nell'adolescenza al rock sinfonico e alla musica psichedelica di Canned Heat, Soft Machine, Syd Barrett & Pink Floyd o di Peter Hammill & Van der Graaf Generator, incluso al boom sperimentale dei Roxy Music. Ispirato da musicisti come Bob Dylan, Jim Morrison, Nick Drake, John Martin, David Bowie, Leonard Cohen, Lou Reed o Brian Eno, compose durante gli anni settanta alcune canzoni memorabili, che saranno registrate nel 1981 a La Cumbrecita, Córdoba (Argentina).

Trasferitosi a Londra negli anni settanta, Luca lavorò nella Casa discografica EMI. A Londra formò il primo gruppo musicale: The New Clear Heads,[2] contemporanea alla estetica dei gruppi punk come XTC, The Fall, Wire o Joy Division. La sensibilità musicale di Luca, influenzata per l'apogeo dei ritmi della west indies como il dub e il reggae che influenzarono la musica pop britannica durante gli anni settanta, si assomigliava allo stile personale di cantautori post-punk come Joe Jackson, Graham Parker o Elvis Costello. Anche se a volte l'ironia di Ian Dury (Ian Dury & The Blockheads) si assomiglia molto con lo stile giocoso e festivo di alcune canzoni dei Sumo.

In Argentina[modifica | modifica sorgente]

Nella sua tappa londinese, Luca iniziò a consumare eroina. La dipendenza lo portò ad essere ricoverato in stato grave con poche prospettive di sopravvivenza. In seguito alla lettera del un suo amico, Timmy McKern, con il quale condivise gli anni in Scozia e successivamente convisse a Londra, viaggiò in Argentina seguendo l'immagine bucolica di una foto della famiglia di McKern nelle montagne di Córdoba.

Sumo[modifica | modifica sorgente]

Luca, insieme al cognato di McKern, Germán Daffunchio ed un vicino di quest'ultimo, Alejandro Sokol, cominciarono a comporre canzoni, tra cui Night & Day y Regtest, che saranno le prime del gruppo che si chiamerà Sumo.

Luca con Sokol al basso, Daffunchio alla chitarra e Stephanie Nuttal, una amica inglese di Luca, alla batteria, suonarono il primo concerto dei Sumo in una discoteca di El Palomar ad ovest di Grande Buenos Aires chiamata Caroline's Pub.

Sumo realizzava spettacoli adrenalinici con brani cantati in inglese. Per questo ebbero seri problemi all'epoca della guerra delle Falkland dove tutto quello relazionato con l'Inghilterra non era ben visto. Questo provocò il ritorno di Nuttal al suo paese natale per richiesta di suo padre.

In tutto questo, Sumo stabilì la sua base in Hurlingham GBA, nella casa della madre di Timmy. La seconda formazione dei Sumo fu: Prodan (voce), Daffunchio (chitarra), Sokol (batteria) e Diego Arnedo, un vicino, (basso).

Più tardi si unì Roberto Pettinato como sassofonista (prima era una giornalista della rivista rivista El Expreso Imaginario).

Nel 1984, Sokol lasciò il gruppo e si aggiunsero Alberto Troglio alla batteria e Ricardo Mollo (amico di Arnedo) alla chitarra. La formazione definitiva era composta da questi ultimi due insieme a Prodan, Daffunchio, Arnedo e Pettinato, che durò fino alla dissoluzione del gruppo. Sumo accompagnò una vera e propria rivoluzione culturale basata in un vero fervore partecipativo dei giovani della classe media, delle associazioni di quartiere e una innovativa scena culturale. La cultura creativa formatasi nella Buenos Aires post-dittatura, rinnovò sia il giornalismo alternativo, basato su riviste come El Expreso Imaginario o Cerdos y Peces, che l'ambiente artistico, profondamente ironico sui preconcetti delle arti plastiche, del teatro, della musica o del disegn.

Durante questi anni, capitava che i Sumo si dividevano in due sottogruppi per poter guadagnare di più, formando così la Hurlingham Reggae Band, ed i Sumito. Entrambi i gruppi davano vari concerti durante il fine settimana, incluso nel Café Einstein, tempio underground degli anni ottanta, o nel Parakultural.

Durante l'anno 1985 la banda pubblica il suo primo disco ufficiale (precedentemente avevano realizzato "Corpiños en la madrugada" in forma di audiocassetta e con distribuzione limitata), "Divididos por la Felicidad", parafrasando il nome del gruppo inglese Joy Division. Le sonorità di questo disco sono reggae, con influenze di Bob Marley, ma anche funk e post-punk.

Nel 1986 registrarono "Llegando los monos", secondo disco, con sonorità reggae, rock aggressivo e post punk. Ci sono brani che furono molto popolari come "Estallando desde el océano", "El ojo blindado", "Nextweek" o "Los viejos vinagres". Nella stesso anno, suonarono un concerto epico allo Estadio Obras Sanitarias, dove si consacrarono come uno dei gruppi più importanti del momento.

Nell'anno 1987 pubblicarono il loro terzo ed ultimo disco: "After Chabón" disco nel quale si dimostra una maturità musicale, come per la canzone "Mañana en el Abasto".

Morte[modifica | modifica sorgente]

L'ultimo concerto fu nello stadio del Club Atlético Los Andes il 20 dicembre del 1987. A questo concerto vennero solamente 500 persone. Secondo il cantante della banda Los Violadores, "Luca era molto debole e pallido". Gli ex componenti di Sumo ricorderanno più tardi che questa notte, prima di interpretare una potente versione di Fuck you, Luca disse: "questa è l'ultima". Due giorni dopo, martedì 22 dicembre del 1987 lo trovarono morto nella stanza della casa in via Alsina 451, nel quartiere Monserrat, che divideva con il musicista Marcelo Arbiser. Aveva avuto un arresto cardiaco dovuto ad una grave emorragia interna causata da una cirrosi epatica.

La morte di Luca si produsse nel decennio più fatidico del rock argentino, già che qualche anno prima era scomparso Alejandro De Michele (20 maggio del 1983) di Pastoral. Dopo Miguel Abuelo (26 marzo del 1988) e Federico Moura (21 dicembre de 1988), leader rispettivamente dei gruppi Los Abuelos de la Nada e Virus.

Con il passare degli anni, Luca venne consacrato uno dei grandi miti della musica argentina, venerato ancora oggi da molti giovani. Sumo fu una banda che decorò gli anni ottanta con originalità, carisma, presenza e molta energia.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986 fu uno dei protagonisti del cortometraggio di Rodrigo Espina, El dia que reventaron las lamparas de gas.[3]
Il gruppo argentino Divididos, formato dagli ex componenti di Sumo Ricardo Mollo e Diego Arnedo, gli dedicò il brano "Luca" nel disco Gol de Mujer del 1998.

Il cantante Vicentico gli dedicò il brano "Luca" nel suo album Solo un momento nel 2010.
Il gruppo cileno funk Los Tetas gli dedicò la canzone "Sale Luca" nel suo disco di debutto Mama Funk nel 1995.
Nell'anno 2007, viene pubblicato "Luca", il film documentario diretto da Rodrigo Espina.[1]
Il cantante Andrés Ciro Martínez gli dedicò il brano "Malambo para Luca" nel suo primo CD solista con Los Persas, lanciato nel 2010.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Solista[modifica | modifica sorgente]

  1. 1981 - Time, Fate, Love (riedito nel 1996)
  2. 1983 - Perdedores hermosos (riedito nel 1997)

SUMO[modifica | modifica sorgente]

  1. 1983 - Corpiños en la Madrugada (demo)
  2. 1985 - Divididos por la Felicidad
  3. 1985 - Fuckin' Versions (Remix)
  4. 1986 - Llegando los Monos
  5. 1987 - After Chabón
  6. 1989 - Fiebre (disco pubblicato dopo la morte di Luca)
  7. 1991 - Greatest Hits
  8. 1991 - The Collection
  9. 1992 - Corpiños en la Madrugada
  10. 1996 - Ultra Rare Trax 1, 2 y 3
  11. 2000 - Obras Cumbres (Sumo)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Espina Rodrigo, Luca, dicembre 2007, lungometraggio musicale-documentario, http://www.rodrigoespina.com.ar/luca.html
  2. ^ Gente Online - Luca Prodan - A 20 años de su muerte, el mito sigue vivo
  3. ^ [1]

Controllo di autorità VIAF: 7205631