Louis Victor de Rochechouart de Mortemart

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Louis Victor
Rochechouart-Vivonne.jpg
Duca di Mortemart
Nome completo Louis Victor de Rochechouart de Mortemart
Nascita Hôtel de Rochechouart, Parigi, Francia, 25 agosto 1636
Morte Chaillot, Parigi, Francia, 15 dicembre 1688
Padre Gabriel de Rochechouart de Mortemart
Madre Diane de Grandseigne
Consorte Antoinette Louise de Mesmes
Figli Gabrielle, Badessa di Beaumont-lès-Tours
Charlotte, Duchessa d'Elbeuf
Louis, Principe di Tonnay-Charente
Marie Élisabeth, Contessa di Castries
Louise Françoise, Badessa di Fontevrault
Gabrielle Victoire, Duchessa di Lesdiguières

Louis Victor de Rochechouart de Mortemart, visconte di Vivonne (Parigi, 25 agosto 1636Chaillot, 15 dicembre 1688), fu général des galères (generale delle galere, un titolo analogo a quello di ammiraglio) di Luigi XIV e maresciallo di Francia.

Era figlio di Gabriel (16001675), marchese e poi (1663) duca di Rochechouart, governatore di Parigi, e di Diane de Grandseigne. Fratello maggiore di Madame de Montespan (16401707), amante di Luigi XIV, e di Marie Madeleine de Rochechouart de Mortemart (16451704), detta la regina delle badesse, badessa dell'Abbazia Reale di Fontevrault (Angiò) dal 1670.

La gioventù[modifica | modifica sorgente]

Louis-Victor fu uno dei giovani più audaci ed arguti della corte di Luigi XIV del quale fu paggio.[1]

Entrò come volontario nella carriera militare nel 1653 con il grado di capitano nel reggimento della Cavalleria Reale agli ordini di Roger de Bussy-Rabutin. Prestò servizio nelle Fiandre agli ordini del maresciallo di Francia Henri de La Tour d'Auvergne, visconte di Turenne nella Guerra franco-spagnola che seguì alla guerra dei trent'anni e si distinse negli assalti alle linee di Arras e negli assedi di Landrecies, Condé e Valenciennes.[2]

Divenuto colonnello del reggimento Royal- Etranger, partecipò a due campagne in Italia e quindi chiese di passare in Marina ove fu posto a disposizione di Francesco di Vendôme, duca di Beaufort, Gran Maestro della navigazione[3]

Generale delle galere[modifica | modifica sorgente]

Jean-Baptiste Colbert ed il Maresciallo de Vivonne visitano la galera "la Réale" in costruzione nell'arsenale di Marsiglia

Nel 1663 divenne Pari di Francia e si imbarcò come capitano di vascello con Jean-Paul de Saumeur, detto le Chevalier Paul, (1598 – 1667) e l'anno successivo partecipò alla sfortunata spedizione di Djidjelli. Allo scoppio della guerra di Devoluzione (1667 – 1668) rientrò nelle armate di terra e si distinse negli assedi di Ath, di Tournai, di Douai e di Lille.

Dopo il Trattato di Aquisgrana (1668) riprese la vita militare in marina come Generale delle galere ad interim partecipando a numerose missioni nel Mediterraneo, e nel 1668 condusse la trattativa per un accordo con il bey di Algeri. Divenuto Generale delle galere effettivo, comandò una squadra navale di 15 galere a remi in soccorso dei Veneziani, inviata a Candia assediata dai turchi. Dopo la morte del Beaufort (25 giugno), Louis Victor tentò di proseguire la lotta e fu ferito durante un combattimento il 24 di luglio. Constatata l'impossibilità di forzare lo sbarramento navale turco, riportò la flotta a Tolone il 28 di ottobre.

Nel 1671 fu incaricato di incrociare lungo le coste della Provenza per cacciare alcuni pirati barbareschi.

All'inizio della Guerra d'Olanda, nel 1672, si trovava nuovamente nell'esercito durante il passaggio del fiume Reno, quando fu ferito alla spalla sinistra da un colpo di moschetto: ciò lo costrinse a portare per sempre il braccio sinistro al collo. Nel 1673 si segnalò nel corso dell'assedio di Maastricht, quindi fu nominato governatore della Champagne nel 1674.

Maresciallo di Francia e Viceré di Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Arma del Maresciallo de Vivonne

L'anno successivo Louis Victor fu inviato con la flotta a soccorrere la città di Messina che nel 1674 si era ribellata agli spagnoli. Nel febbraio 1675 riuscì a far pervenire i soccorsi alla città cacciandone gli spagnoli e fu nominato Viceré di Sicilia dal Luigi XIV ed in agosto maresciallo di Francia. Lasciò quindi il comando della flotta al Duquesne e al Tourville che nel 1676 sconfissero la flotta ispano-olandese ad Agosta (22 aprile e a Palermo (2 giugno). Egli dichiarò alla popolazione locale che il Re Sole non ha a cuore nulla più che il trionfo delle vittime contro i loro oppressori e fu molto sorpreso allorché, nel gennaio 1678, il re gli ordinò di abbandonare la piazza. In effetti la popolazione si era nel frattempo rivoltata contro i suoi stessi difensori. Fu rimproverato al Vivonne di aver chiuso gli occhi di fronte agli eccessi commessi dai francesi nei confronti dei siciliani, il che aveva provocato un gran numero di omicidi di ufficiali francesi. In effetti, lasciatosi andare alle mollezze ed ai piaceri, nonostante il suo precario stato di salute, sembrava che il viceré di Sicilia avesse tollerato, dopo un po', l'indisciplina delle sue truppe. Messina fu evacuata dai francesi l'8 aprile 1678 ed il Vivonne cessò così per sempre il suo servizio militare sul mare.

Primo gentiluomo di Camera del Re[modifica | modifica sorgente]

Rientrato a Parigi, successe al padre nella carica di Primo gentiluomo di Camera del Re. Condusse da allora una vita di voluttuoso cortigiano, diventando uno dei più intimi del sovrano: il suo spirito intelligente divertiva molto Luigi XIV. Egli inoltre era molto legato a Molière, Boileau, che egli presentò a Louis XIV, Paolo Lorenzani, La Fontaine.[4] A 52 anni egli giunse all'apice della sua ricchezza, ma la morte improvvisa dell'unico figlio maschio nel 1688 lo afflisse molto ed egli non tardò a seguirlo nella tomba.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Louis Victor sposò Antoinette Louise de Mesmes (1640–10 March 1709) allo Château de Beyne nel settembre 1655. La coppia ebbe sei figli tre dei quali avrebbero avuto discendenza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il padre lo affidò ad un precettore:
    (FR)
    « sous lequel il fit les progrès qui l'ont rendu si célèbre à la cour et à la ville par le nombre intarissable de ses bons mots" »
    (IT)
    « … sotto il quale egli fece i progressi che lo resero così celebre a corte ed in città per il numero inesauribile di ottime battute »
    (Saint-Simon)
  2. ^ Bussy-Rabutin descrive nelle sue Mémoires le capacità che il giovane Louis-Victor dimostro di fronte al Condé. La cavalleria francese, sorpresa durante un foraggiamento dei cavalli da parte di quella nemica, si dette alla fuga seguendo il pavido comandante del reggimento del re, Campferrant. Con il Rabutin non rimasero con Bussy, di fronte al nemico, che il visconte di Vivonne, ed il duca di Coaslin e Manicamp.
  3. ^ Questa carica fu istituita dal Richelieu nel 1626 per unificare tutte le operazioni della marina (militare e mercantile) sotto un solo comando. Ciò comportò l'abolizione della carica di Ammiraglio di Francia (una specie di Maresciallo di Francia della marina), istituita ancora nel lontano 1270 da Luigi IX (San Luigi). Dopo la morte del Beaufort (1669) la carica di Gran Maestro della navigazione fu abolita
  4. ^ Voltaire, nella sua opera Le siècle de Louis XIV, lo pone nel novero delle persone di corte che a quei tempo avevano il maggior gusto per la lettura

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Generale Louis-Victor-Léon de Rochechouart, Histoire de la Maison de Rochechouart, Parigi,1859

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 15594721