Louis Marie de Lescure

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Louis Marie de Lescure

Louis-Marie de Salgues, marchese di Lescure (Versailles, 13 ottobre 1766La Pellerine, 4 novembre 1793), è stato un generale francese che si oppose alla repubblica, combattendo nelle Guerre di Vandea. Fu soprannominato "il santo di Poitou" (in francese le saint du Poitou).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque da Marie-Louis-Joseph di Lescure e da Jeanne de Durfort de Givrac, a Versailles, il 13 ottobre 1766. La famiglia di Lescure è originaria di Albi, dove si vedeva ancora prima della rivoluzione francese il proprio castello al confine con la provincia di Tarn. Era un uomo molto dissipato, che lasciò la sua fortuna in grande disordine (aveva sprecato tutta la sua fortuna al gioco). Veniva da una famiglia benestante ma non ricchissima, Louis Marie de Lescure tuttavia fa un bel matrimonio sposando nel 1791 sua cugina Victoire de Donnissan de La Rochejaquelein. Era anche cugino di Henri du Vergier de La Rochejaquelein, altro protagonista delle guerre di Vandea.

Fu educato in una scuola militare. Entrando nel mondo all'età di sedici anni, che gli sembrò ben diverso da ciò che erano i giovani ragazzi del suo stato sociale. Era sinistro, timido e silenzioso; viveva, per così dire, isolato in mezzo ad una società brillante, frivola ed animata: era molto religioso senza per nulla ostentarlo; anche questa era una caratteristica contraria al pensiero di quel tempo. Lo trovavano strano e selvaggio per i suoi modi di fare, però la sua singolarità gli veniva perdonata a causa della sua inalterabile dolcezza e della sua benevolenza che metteva in tutte le sue relazioni; l'unico rammarico era dovuto al fatto che un uomo del rango sociale, si stesse allontanando dalla strada che lo avrebbe condotto al successo.

Ottenne, poco tempo prima della rivoluzione francese, una compagnia di cavalleria del reggimento reale-Piemonte.

Agli inizi della rivoluzione, questo giovane ufficiale, molto portato per lo studio, che parla tre lingue e di una grande cultura, non è completamente contrario alle nuove idee. Già, allora, l'emigrazione era cominciata. Lescure e molti gentiluomini del Basso-Poitou non seguirono quest'esempio. Tuttavia, dopo la mancata fuga del re di Varennes, la sua fedeltà alla famiglia reale gli fa temere di venire arrestato così anche lui emigrò per un breve periodo, nel giugno 1791.

Al suo ritorno, fu uno dei difensori impotenti di Luigi XVI alle Tuileries, in occasione della presa del palazzo il 10 agosto 1792. Si ritira allora nel suo castello di Clisson, del comune di Boismé), a Poitou. Là, viene accolto dai suoi genitori ed amici che fuggono a Parigi e dal Terrore. Presto i contadini di Poitou, già feriti nella loro fede religiosa, ansiosi di vedere la persecuzione che avveniva nei confronti dei grandi proprietari, vennero raggiunti dalla leva obbligatoria e 300mila uomini vennero arruolati. Ma non vollero affatto obbedire e si ribellarono; il loro primo pensiero fu quello di fare diventare capi, i loro signori: i contadini dei dintorni di Châtillon vennero a Clisson, per cercare Lescure, e suo cugino La Rochejaquelein, che aveva le sue proprietà in una delle loro parrocchie.

Lescure non esitò affatto ad accettare il suo ruolo, stessa cosa vale per il cugino La Rochejaquelein si diresse verso Châtillon; i contadini dei dintorni di Clisson chiesero a Lescure, di non allontanarsi dai suoi possedimenti, dove cioè la sua influenza poteva essere utile, ma restarono ugualmente esposti alle persecuzioni delle autorità repubblicane: con tutta la sua famiglia, fu portato in prigione a Bressuire. Sebbene fosse venerato degli abitanti di questa borgata, e che gran parte di loro non desiderava altro che salvarlo, fu quasi per miracolo che sfuggì alle violenze dei soldati corsi per combattere gli insorti.

Dopo alcuni giorni fu consegnato dall'esercito vandeano che si impossessò di Bressuire. Di conseguenza è stato tra i primi capi di quest'esercito, al quale si aggiunsero i contadini della sua regione. Prese parte attivamente alle missioni più pericolose di questa vasta insurrezione.

Monumento a ricordo di Lescure

Quando il trionfo della rivoluzione fu deciso, andò organizzare il prima insurrezione vandeana. Fin dall'inizio della rivolta della Vandea, e su richiesta dei suoi contadini, si mise alla testa dell'insurrezione. Fin dai primi giorni stupì i vandeani per il suo coraggio, lanciandosi per primo e da solo, su un ponte barricato e occupato dalle truppe repubblicane davanti Thouars (25 maggio 1793). A Fontenay (16 maggio 1793), entrò anche nella città senza che nessuno inizialmente lo aveva seguito, tanto che dovette liberare i prigionieri vandeani che erano imprigionati.

A Saumur fu ferito; nessuno si affrettò a soccorrerlo o si sacrificò per lui. Nella Battaglia di Tiffauges, che fu l'ultimo successo dei vandeani sulla riva sinistra della Loira, e dove i loro sforzi eroici riuscirono a ritardare l'arrivo per alcuni giorni delle truppe agguerrite del generale Kléber, si vide Lescure battere il piede sul terreno gridare ai contadini scoraggiati: "Ci sono 400 uomini abbastanza coraggiosi da venire a perire con me?" - "Sì, signor marchese!" rispose la gente della parrocchia di Echaubrognes; e, alla loro testa, si mantenne per due ore. Dopo lo sterile attacco di Nantes (29 giugno 1793) che segna una svolta nella guerra di Vandea, si accampa a Bussières dove tenta invano di raccogliere le truppe disperse dell'esercito cattolico e reale.

Cacciato del suo quartier generale dal generale François-Joseph Westermann, prende la sua rivincita a Tiffauges. Ferito gravemente, raggiunto da una pallottola alla testa, nella battaglia di La Tremblaye, venne portato agonizzante dai suoi uomini nelle retrovie dell'esercito vandeano, dopo il disastro della battaglia di Cholet, che portò con sé una popolazione triste e fuggitiva.

Lescure, la cui ferita lasciava qualche speranza, aiutò ancora con consigli e costanza i suoi compagni. Contribuì a fare nominare La Rochejaquelein capo dell'esercito. Dopo il passaggio della Loira, seguì la penoso marcia dei vandeani attraverso Anjou e la Bretagna. Le cure commoventi di sua moglie, gli omaggi dell'esercito, non potevano impedire l'effetto di tanti dolori estenuanti che venivano sempre ad infettare la sua ferita.

Occorre leggere, nelle memorie di sua moglie, lo strazio di quest'agonia lenta di questa morte. Quello che chiamavano il "santo di Poitou" morì il 4 novembre 1793 nella carrozza che lo trasportava, a Besnardières vicino a La Pellerine sulla strada tra Ernée e Fougères, dopo lungo e penoso calvario. Suo suocero, il generale de Donissan, lo fece seppellire in un luogo che è rimasto sconosciuto. Per evitare al cadavere gli oltraggi da parte dei repubblicani, come era accaduto per il corpo di Bonchamps, morto nella stessa battaglia. Sua moglie che la aveva seguito in Vandea divenne più tardi una grande celebrità, sotto il nome di Signora La Rochejacquelein, venne mandata in l'esilio fino al 1816.

Dettaglio del monumento

La trascrizione in italiano significa:

QUI MORÌ IL 4 NOVEMBRE 1793
IL GENERALE VANDEANO L.M. de LESCURE
"HO SEMPRE SERVITO DIO CON FEDE
HO COMBATTUTO E SONO MORTO PER LUI"
OMAGGIO DEI VANDEANI OMAGGIO DEI CHOUANI
30 MAGGIO 1955

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