Louie Louie

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Louie Louie
Artista Richard Berry
Tipo album Singolo
Pubblicazione Aprile 1957
Durata 2 min 09 sec
Genere Rhythm and blues
Rock and roll
Etichetta Flip Records
Richard Berry - cronologia
Singolo precedente
"Take the Keys"
Singolo successivo
"Sweet Sugar"
Il 45 giri di Louie Louie di Richard Berry and the Pharaons per la Flip records

Louie Louie è un brano americano Rock and roll e R'n'B scritto nel 1955 da Richard Berry. Il brano è divenuto nel tempo uno standard nel pop e nel rock avendo avuto più di 1500 versioni registrate[1] dai più diversi artisti, permettendo addirittura di poter essere suonata da una radio californiana per 63 ore di seguito senza mai ripetere la stessa incisione.[2]
La canzone fu originariamente scritta e cantata sullo stile di una ballata giamaicana. Il brano narra in semplici versi la storia, in prima persona, di un marinaio giamaicano che ritorna a casa dalla sua amata.
Dopo la versione originale di Richard Berry, la canzone fu portata al successo per la prima volta dai The Kingsmen nel 1963 raggiungendo il primo posto nella classifica Cash Box e il secondo nella classifica Billboard Hot 100.[3]

La versione originale di Richard Berry[modifica | modifica sorgente]

Richard Berry fu ispirato a scrivere Louie Louie dopo aver sentito e suonato El Loco Cha Cha insieme a Ricky Rillera e i Rhythm Rockers. La prospettiva in prima persona della canzone fu influenzata dla brano One for My Baby (And One More for the Road). Berry cita Havana Moon di Chuck Berry e il suo esporsi alla musica latino americana per quanto riguarda il testo e i riferimenti alla Giamaica.

Richard Berry realizzò la sua versione nell'aprile del 1957 con la Flip Records[4], originariamente come una B-side con il suo gruppo The Pharaohs avendo un certo successo sulla west coast particolarmente a San Francisco. Quando il gruppo cominciò ad andare in tour nel nord overst della costa del pacifico anche le bande locali di R'n'B cominciarono a suonare il brano che incrementava sempre più la sua popolarità. A quel punto il brano fu pubblicato come un A-side.[5] Comunque il singolo non raggiunse mai nessuna posizione nella classifica rhythm and blues o pop di Billboard. L'etichetta discografica dichiarò che la canzone vendette 40.000 copie. Col tempo visto il seguito senza successo del brano Berry cedette la sua parte di diritti alla Flip records per 750 dollari nel 1959. Anche se il titolo spesso è riportato con una virgola fra i due nomi (Louie, Louie), nel 1988 Berry dichiarò all'Esquire che il titolo corretto era Louie Louie senza virgola.[6]

Nel 1972 Richard Berry incise di nuovo la canzone come singolo per la Happy Tiger Records.[7]

Il primo Rock and Roll di Rockin' Robin Roberts[modifica | modifica sorgente]

Louie Louie
Artista Robin Roberts
Autore/i Richard Berry
Genere Rhythm and blues
Rock and roll
Stile Rock and roll
Edito da Etiquette Records[8]
Data 1961
Durata 2 min 40 sec

La prima cover del pezzo fu quella di Robin Roberts nel 1960. Robin Roberts era uno dei protagonisti della scena R'n'B a Tacoma[9] in cui si esibiva cantando in un gruppo noto come The Blue Notes.[9] Nel 1958, avendo sentito la canzone di Berry cominciò a proporla sulla scena locale riscuotendo consensi anche a Seattle e nei suoi dintorni. Nelle sue performance suonava anche Rockin' Robin di Bobby Day che poi usò per il suo nome d'arte. Nel 1958 mentre Roberts suonava in un locale di Tacoma la polizia intervenne per interrompere il concerto perché il pubblico era più numeroso di quanto il locale potesse contenere. Robin Roberts chiese allora di poter suonare un ultimo pezzo per placare gli animi, ottenuto il consenso dalla polizia suonò proprio Louie Louie, scatenando il delirio e rendendo la situazione esplosive ed ingestibile.[9] Nel 1959 formò un gruppo i The Wailers (da non confondersi con i The Wailers di Bob Marley) spesso noti anche come The Fabulous Wailers. Con questo gruppo incise nel 1960 Louie Louie,[8] brano che aveva portato al successo nei dintorni di Seattle influenzando anche molti altri gruppi garage rock fra cui i Kingsmen.[9] Fu lui il primo ad introdurre il verso OK, let's give it to 'em right now, letteralmente Ok, diamoglielo adesso, che si riferiva all'assolo di chitarra immediatamente seguente ma che aveva anche un chiaro doppio senso sessuale.[10][8] Il brano fu inciso in principio per l'etichetta Etiquette Records di proprietà del gruppo, ma in seguito fu promosso e prodotto anche dalla Imperial Records di Los Angeles, non riuscendo comunque ad entrare nelle classifiche dei dischi più venduti.

Il testo di Robin Roberts[modifica | modifica sorgente]

Il testo di Robin Roberts ricalcava esattamente quello originale di Richard Berry a parte due aggiunte che si mantennero nelle seguenti versioni. Roberts aggiunse il Yeah yeah yeah yeah yeah nel primo verso del ritornello (chorus)[10] e il famoso OK, let's give it to 'em right now prima dell'assolo di chitarra dopo la seconda strofa.[10]

Paul Revere & the Raiders[modifica | modifica sorgente]

Paul Revere nel 2007.

Paul Revere & the Raiders registrarono una loro versione di Louie Louie nell'aprile del 1963 nello stesso studio di registrazione di Portland dove registreranno anche i Kingsmen. Questa registrazione fu pagata da Roger Hart della radio 91 KSN che in seguito divenne il manager del gruppo. In principio il singolo ebbe successo localmente e fu prodotto dall'etichetta di Hart la SANDE. In seguito nel giugno del 1963 il brano fu invece lanciato a livello nazionale dalla Columbia Records raggiungendo le posizioni di vertice nelle classifiche della costa occidentale e delle Hawaii. Ma la Columbia visto il crescente successo della versione concorrente dei Kingsmen interruppe la programmazione destinando di fatto il brano all'oblio.

Il testo Paul Revere & the Raiders[modifica | modifica sorgente]

Al testo della versione di Robin Roberts Paul Revere & the Raiders aggiunsero il oh baby alla fine del secondo verso del ritornello e il Stomp, shout, and work it on out nell'ultimo ritornello.[10]

The Kingsmen[modifica | modifica sorgente]

Louie, Louie
Kink4.JPG
I Kingsmen
Artista The Kingsmen
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1963
Durata 2 min 24 sec
Genere Rock and roll
Garage rock
Etichetta Jerden, Wand
The Kingsmen - cronologia
Singolo precedente
Singolo successivo
"Money"

Nell'industria musicale americana degli anni 50 e 60 spesso gli artisti "bianchi" producevano versioni cover degli artisti "neri". Il 6 aprile 1963 un gruppo rock and roll di Portland in Oregon, chiamati The Kingsmen, scelse di registrare "Louie Louie" come loro secondo singolo dopo il proprio precedente "Peter Gunn Rock".

L'incisione dei Kingsmen[modifica | modifica sorgente]

I Kingsmen registrarono la canzone al Northwestern Inc. Motion Pictures and Recording a Portland. Il cantante, leader del gruppo, Jack Ely basò la sua versione sulla precedente di Rockin' Robin Roberts and the Fabulous Wailers, introducendo involontariamente un cambiamento nel ritmo passando ad un 1-2-3, 1-2, 1-2-3 al posto dell'originale 1-2-3-4, 1-2, 1-2-3-4. La versione dei Kingsmen fu registrata in un'unica sessione nella quale registrarono anche il lato B, lo strumentale Haunted Castle. I Kingsmen trasformarono la semplice e solare ballata di Berry in una quasi inintelligibile canzone. Essi incisero il brano usando la registrazione che credevano essere di prova. Alla fine dell'assolo di chitarra Ely sbaglia tempo e attacca il ritornello per poi interrompersi subito in attesa del momento giusto. Il batterista accorgendosi dell'errore improvvisò un giro di batteria per coprire l'errore. Sembra inoltre che la sera antecedente l'incisione i Kingsmen suonarono per novanta minuti ininterrotti la canzone in un club per adolescenti. Inoltre è riportato che il microfono era stato posizionato troppo in altro. Tutto ciò ha contribuito all'incisione di un brano in cui le parole sono veramente difficili da comprendere. Questa difficoltà nel comprendere il testo diede luogo alle accuse di nascondere un testo osceno, e portò addirittura l'FBI ad indagare.[11]

Le indagini dell'FBI[modifica | modifica sorgente]

Uno dei fattori del successo di questa versione di Louie Louie fu la leggenda che in realtà dietro l'incomprensibilità del testo si nascondesse un testo osceno e ricco di doppi sensi sessuali molto spinti che dipingevano in modo diverso il rapporto fra il marinaio e la Louie del testo originale.[11][12] Girarono fra gli adolescenti dell'epoca fogli su cui era stampato il vero testo di Louie Louie.[13] Per questo motivi la canzone fu bandita dalla programmazione di molte emittenti radio degli Stati Uniti, compreso l'Indiana, dove fu personalmente il governatore dello Stato ad intervenire per la censura del brano. Tutto ciò avvenne nonostante nessuno riuscisse a comprendere il testo in diversi punti del brano e nonostante le continue smentite da parte di Ely. L'FBI istituì un'indagine che si protrasse per più di 31 mesi e che si concluse con la motivazione che non erano stati capaci di interpretare nessuna delle parole del testo.[11][12][14][15][16]

Il successo commerciale[modifica | modifica sorgente]

Il singolo uscì per la prima volta nel maggio del 1963 editato dalla piccola Jerden prima di essere stampata dalla più importante Wand nell'ottobre dello stesso anno. Il 7 dicembre entrò nelle prime dieci posizioni della top ten di Billboard Hot 100,[3] raggiunse la seconda posizione nelle settimane successive, per poi uscire dalla classifica ai primi di febbraio.[17] "Louie Louie" raggiunse la prima posizione della pop classifica e della R&B classifica di Cash Box.[18]

In realtà le vendite in principio furono così basse (600 copie) che il gruppo pensò di sciogliersi. Tutto cambiò quando il più importante DJ di Boston, Arnie Ginsburg, programmò il brano dei Kingsmen nel suo programma The Worst Record of the Week (in italiano la peggior incisione della settimana). Al contrario di quanto atteso la risposta del pubblico fu sorprendentemente positiva. Per la fine di ottobre la versione dei Kingsmen entrò nella classifica regionale di Billboard scalando posizioni per entrare in quella nazionale. Contemporaneamente la versione di Paul Revere & the Raiders, che ebbe una promozione maggiore, stava diventando una hit in California. Per un certo periodo le due versioni apparirono alla pari, ma col passare del tempo i Kingsmen cominciarono a vendere più copie, tanto che per la fine del 1963 la Columbia Records cessò di promuovere la versione di Paul Revere & the Raiders. Quando Louie Louie dei Kingsmen arrivò finalmente al completo successo il gruppo si sciolse. Nei concerti dal vivo convissero due versioni una del cantante Ely, ormai ex-leader del gruppo, ed una di Lynn Easton che era proprietario dei diritti sul nome Kingsmen.

Il testo dei Kingsmen[modifica | modifica sorgente]

Il testo dei Kingsmen univa nel ritornello lo Yeah yeah yeah di Robin Roberts con il baby dei Paul Revere & the Raiders. Inoltre l'errore in fase di incisione della traccia portò l'errato attacco me see dopo l'assolo,[10] che rimase poi nelle versioni standard del testo.

Altre versioni cover[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Louie Louie (Motörhead) e Louie Louie (Black Flag).

Si calcola che siano più di 1500 le versioni del brano.[1] Un elenco non completo degli artisti e delle versioni più famose include:[19]

1960[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle già citate versioni dei The Wailers del 1961 e le due dei Kingsmen e di Paul Revere & the Raiders entrambe del 1963, negli anni sessanta fra le altre vengono incise le versioni di:

1970[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972 Richard Berry incise di nuovo la canzone come singolo per la Happy Tiger Records.[7] In quel decennio altre versioni furono:

1980[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980 la Rhino Records pubblicò The Best of Louie Louie che comprende la versione originale di Berry e svariate altre versioni tra cui quella dei Black Flag e una versione a cappella del coro della Rice University di Houston. Altre versioni di quegli anni:

1990[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992 Joan Jett in I Love Rock 'n' Roll '92 incide ancora una volta Louie Louie. Nel 1993 Massimo Riva incise, con la partecipazione del gruppo Elio e le Storie Tese, una versione italiana del brano riscrivendone il testo in chiave demenziale con il titolo Lui Luigi. Altre cover di quel decennio sono:

2000[modifica | modifica sorgente]

Canzone dello stato di Washington[modifica | modifica sorgente]

Nel 1985, Ross Shafer, sceneggiatore autore e protagonista dello show notturno Almost Live! che andava in onda sulla canale televisivo di Seattle KING, promosse un'azione per sostituire con Louie Louie la canzone ufficiale dello stato di Washington Washington, My Home.[22] A tale richiesta seguì una mobilitazione, anche istituzionale, che portò a dichiarare il 12 aprile 1985 "Louie Louie Day". Una folla di quasi 4.000 persone si riunì nel campidoglio dello Stato di Washington a Olympia dove si esibirono anche i The Wailers i The Kingsmen e Paul Revere & the Raiders. Due giorni più tardi a Seattle durante una cerimonia ufficiale venne suonato per la prima volta il nuovo inno ufficiale dello Stato composto proprio da Richard Berry l'autore della prima versione del brano del 1957[23][24] e registrata da Jr. Cadillac.[10]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Ray Davies ha dichiarato che scrisse "You Really Got Me" il primo successo dei The Kinks mentre stava lavorando sugli accordi di Louie Louie. Il gruppo incise comunque la sua versione di Louie Louie il 18 ottobre 1964.
  • La versione di Young MC è usata nel film Coupe de Ville in una scena dove i protagonisti provano la canzone con la versione dei Kingsmen in sottofondo. La versione di Young MC viene riproposta di nuovo durante i titoli di coda del film.
  • Nell'agosto del 2003 ben 754 chitarristi suonarono una versione d 10 minuti di Louie Louie nel Cheney Stadium di Tacoma[25]
  • Nel luglio del 2004 Todd Snider incise nell'album East Nashville Skyline il brano The Ballad of the Kingsmen che narra la storia dell'indagine dell'FBI sulla canzone.
  • La KFJC, una radio universitaria a Los Altos Hills in California, trasmise per 63 ore consecutive il brano senza mai mandare in onda la stessa versione più di una volta.[2]
  • L'11 aprile è considerato la giornata mondiale di Louie Louie, in inglese International Louie Louie Day.[26]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Vedi LouieLouie.net
  2. ^ a b Vedi la (EN) sezione storia su louielouie.net
  3. ^ a b Vedi (EN) classifiche su allmusic.com
  4. ^ Vedi (EN) discografia a 45 giri della Flip Records,
  5. ^ Vedi (EN) storia del brano su xs4all.nl
  6. ^ Vedi (EN) Esquire del settembre 1988 (Nr.110), pag. 63–67 articolo:"The Man Who Wrote Louie Louie" di Bob Greene.
  7. ^ a b Vedi (EN) globaldogproductions.info
  8. ^ a b c Vedi (EN) scheda su Louie Louie di Rockin' Robin Roberts
  9. ^ a b c d Vedi (EN) biografia di Rockin' Robin Roberts su HistoryLink.org
  10. ^ a b c d e f Vedi (EN) storia e testi di Luoie Louie
  11. ^ a b c Vedi (EN) Documento ufficiale dell'FBI sulle indagini relative a Louie Louie dei Kingsmen
  12. ^ a b Vedi (EN) articolo da thesmokinggun.com
  13. ^ Ecco alcune versioni del supposto testo osceno tratti dal (EN) Documento ufficiale dell'FBI sulle indagini relative a Louie Louie dei Kingsmen: primo esempio di "testo osceno", secondo esempio, terzo esempio
  14. ^ La formula usata in inglese fu "unable to interpret any of the wording in the record."
  15. ^ Comunque L'FBI produsse agli atti quella che riteneva il testo cantato dai Kingsmen.
  16. ^ Vedi (EN) Estratto ufficiale delle considerazioni ufficiali dell'FBI a chiusura indagine.
  17. ^ Vedi pp. 69-72 di (EN) Joel Whitburn: Joel Whitburn Presents Billboard Top 10 Singles Charts. Record Research Menomonee, Wisconsin (2001) isbn 0-89820-146-2
  18. ^ Vedi p 328 di (EN) Joel Whitburn: Top R&B/Hip-Hop Singles: 1942-2004. Record Research. (2004)
  19. ^ Un elenco molto nutrito si può trovare da pag 210 a pag 238 di Dave Marsh: "Louie Louie: The History and Mythology of the World's Most Famous Rock 'n' Roll Song." Hyperion, New York 1993. ISBN 1-56282-865-7. Di questo libro è possibile visionare anche la versione on line.
  20. ^ Vedi (EN) scheda da sharoma.com
  21. ^ The Fat Boys, Coming Back Hard Again, Tin Pan Alley/Polydor, 1988
  22. ^ Vedi (EN) articolo da seattleweekly.com
  23. ^ Vedi (EN) articolo da bellinghamherald.com
  24. ^ Vedi (EN) note da xs4all.nl
  25. ^ Vedi (EN) articolo da nwsource.com
  26. ^ (EN) pagina dedicata all'evento

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]