Lotta Continua (quotidiano)
| Lotta Continua | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | Italiano |
| Periodicità | settimanale quotidiano |
| Genere | Politica |
| Fondazione | 1 novembre 1969 |
| Chiusura | 13 giugno 1982 |
| Editore | Lotta Continua |
Lotta Continua è stato un quotidiano politico italiano dal 1969 al 1982.
Organo ufficiale di stampa dell'omonima formazione extraparlamentare continuò ad uscire in edicola anche dopo lo scioglimento informale di LC, databile al 1976.
Nacque come settimanale il 1º novembre 1969; fino alla primavera del 1972 fu bisettimanale, infine divenne quotidiano.
Il primo direttore responsabile della rivista fu Piergiorgio Bellocchio, che metterà unicamente la firma senza seguire la lavorazione del giornale; il suo posto fu preso in seguito, tra gli altri, da Pio Baldelli, Roberto Roversi, Marco Pannella, Pier Paolo Pasolini, Giampiero Mughini e Alexander Langer, molti dei quali furono colpiti da denunce e diffide e non fecero mai parte del movimento politico, prestando il proprio nome come direttore responsabile per le esigenze di legge da una posizione che potremmo definire di "simpatizzanti" (Pannella era mosso più che altro dalle sue idee relative alla libertà di espressione).
Il 18 maggio 1972, all'indomani dell'omicidio di Luigi Calabresi, il quotidiano accusò apertamente il commissario di essere "il maggior responsabile dell'assassinio di Pinelli".
Dopo lo scioglimento di Lotta Continua, il quotidiano (diretto da Enrico Deaglio a partire dal 1977) continuerà ad uscire in edicola fino alla fine del 1980, rappresentando in questo periodo le istanze del Movimento del '77. Dopo una sospensione di qualche mese, il giornale riprese ad uscire nell'autunno del 1981 fino a cessare definitivamente le pubblicazioni il 13 giugno 1982.
[modifica] Il ritorno ?
Dall'inizio del 2011, a Torino, viene edito un periodico che si richiama all'originaria testata[1]. Il collegamento si evince dall'editoriale di Luciano Parlanti, operaio Fiat Mirafiori, protagonista degli scioperi nella stagione dell’Autunno caldo del 1969 e dallo slogan: "È la lotta che crea l’organizzazione, non il contrario".
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
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