Lotario II d'Italia

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Lotario II
Re d'Italia
In carica 947-950
Predecessore Ugo di Provenza
Successore Berengario d'Ivrea
Nascita ca. 925
Morte Torino, 22 novembre 950
Dinastia bosonidi
Padre Ugo di Provenza
Madre Hilda o Ada
Coniuge Adelaide
Figli Emma

Lotario II, noto anche come Lotario di Arles (925 circa – Torino, 22 novembre 950), fu Re d'Italia dal 947 al 950.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Unico legittimo figlio maschio del marchese del regno di Provenza e poi Re di Provenza, pur mantenendo il titolo di Marchese e re d'Italia, Ugo d'Arles e di Ada o Hilda,di cui non si conoscono gli ascendenti, come ci conferma il cronista, Liutprando da Cremona, Vescovo di Cremona[1], il quale però precisa che era di origine germanica (ex Francorum genere Teutonicorum uxore acceperat, nomine Aldam)[1]. Il matrimonio dei suoi genitori è confermato anche nel documento della fondazione del monastero di San Pietro, del 924[2]. Ugo di Provenza o di Arles era il figlio primogenito del conte di Arles, Tebaldo[3] (ca 860-895) e di Berta di Lotaringia (863-925), figlia terzogenita del re di Lotaringia Lotario II e della seconda moglie, Waldrada[4] (scomunicata in quanto considerata concubina, da papa Nicola I), quindi nipote dell'imperatore Lotario I (Ugo menzionò i propri genitori, Tebaldo e Berta nel documento della fondazione del monastero di San Pietro, del 924[2] ed in una donazione dell'8 marzo 934[5]).

Dinastia bosonide
Bosone il Vecchio
Bivin di Vienne
Regno di Provenza
Bosonides.gif

Bosone I
Ludovico III
Ducato di Borgogna
Flag of Cross of Burgundy.svg

Riccardo
Rodolfo
Ugo
Gilberto
Oddone
Enrico I
Ottone I Guglielmo
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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Secondo il Regum Italiæ et Imperatorum Catalogi, ex codice Ambrosiano O. 53, Lotario era già nato quando suo padre, Ugo era divenuto re d'Italia e, sempre secondo tale fonte, Lotario fu associato al trono di suo padre da quello stesso 926[6]. Secondo il cronista, Liutprando da Cremona, Lotario fu associato al trono nel 937[7].
In quell'anno (937), il 12 dicembre, secondo Liutprando, suo padre, Ugo aveva sposato Berta di Svevia[8] (907- dopo il gennaio 966[9]), detta la Filandina, figlia del duca di Svevia e di Sassonia, Burcardo II[10] e vedova di Rodolfo II di Borgogna, che aveva sposato nel 922[10] (confermato anche dagli Annales Sangallenses Maiores[11]; mentre il figlio di Ugo, Lotario veniva fidanzato alla figlia di Berta e Rodolfo, Adelaide.

Nel 941, quando il più grande feudatario del regno d'Italia era rimasto il marchese d'Ivrea, Berengario, che riuniva tutta l'Italia nord-occidentale, suo padre, Ugo, tornò in Lombardia e riuscì a riappacificarsi con i conti che gli si erano ribellati, con l'intento di catturare Berengario ed accecarlo[12]. Berengario che, secondo Liutprando, era stato preavvertito dal co-reggente Lotario II[12], insieme al figlio Adalberto, riuscì ad evitare la cattura[12] e, passando dal Gran San Bernardo, a riparare in Germania, presso il duca di Svevia, Ermanno I[12], che lo condusse dal re di Germania, Ottone I di Sassonia[13], che pur non facendo nulla per Berengario, rifiutò di consegnarlo ad Ugo[14].

Nel 945, Berengario rientrò in Italia, attraverso la Val Venosta dirigendosi su Verona[15], governata dal conte Milone[16]. Il nipote di Ugo, Manasse di Arles, che reggeva l'arcivescovado di frontiera di Trento, tradì lo zio e passò a Berengario[15].
Allora, a cominciare dal conte Milone[16], ci fu una diserzione generale, guidata dall'arcivescovo di Milano, e Lotario II, da Pavia, dal padre Ugo, fu inviato a Milano[17], a supplicare i ribelli, che commossi lo nominarono unico re. Ma poco dopo, nel 946, il marchese d'Ivrea, Berengaro, che aveva catturato suo padre Ugo, lo aveva rimesso sul trono, come co-reggente, mentre lo stesso Berengario, con la carica di Sommo Consigliere, deteneva realmente il potere[18].

Umiliato, stanco e malato, all'inizio del 947, suo padre Ugo, che sarebbe morto in quello stesso anno[19], ottenne il permesso di abdicare e, lasciando il figlio, Lotario II, unico re d'Italia, fece ritorno in Provenza, con il tesoro del regno d'Italia[19]. Il governo del regno d'Italia però era già retto dal Sommo Consigliere, Berengario e secondo Liutprando, Lotario era re solo di nome[20]

In quello stesso anno (947), nel tentativo di riappacificare l'Italia con lo stato confinante (il regno di Arles), Lotario, dopo un fidanzamento di dieci anni, sposò la sedicenne Adelaide, figlia di Rodolfo II di Borgogna e di Berta di Svevia e sorella del re Corrado il pacifico.

Lotario morì, nel 950, probabilmente avvelenato da Berengario che gli successe sul trono, il 15 dicembre[21]. Berengario avrebbe voluto che Adelaide, la vedova di Lotario, si unisse in matrimonio con il suo figlio primogenito, Adalberto; in particolare, la moglie di Berengario, Willa si sarebbe comportata con crudeltà nei confronti di Adelaide di Borgogna, vedova di Lotario II, che, fu imprigionata per volere di Willa stessa, nel 951, a Como[21]. Adelaide, invece, fuggita dalla prigione, richiese la protezione del re di Germania, Ottone I con il quale, secondo il cronista, Flodoardo, si sposò, in seconde nozze, a Pavia, in quello stesso anno (951)[22]. Il re di Germania, tuttavia, riconobbe la successione di Berengario sul trono d'Italia.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Lotario e Adelaide ebbero una figlia:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis III. par. 20, pag. 306
  2. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus IX, Diplomata Hugonis Comitis Provinciæ et Regis Italiæ I, anno 924, Pag 689 e 690
  3. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis III. par. 46, pag. 313
  4. ^ (LA) Annales Bertiniani III, anno 862, Pag 284
  5. ^ (LA) Recueil des Chartes de l'Abbaye de Cluny, tome I, documento 417, Pag 403 e 404
  6. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Regum Italiæ et Imperatorum Catalogi, ex codice Ambrosiano O. 53. riga 15, pag. 216
  7. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis IV. par. 2, pag. 316
  8. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis IV. par. 12, pag. 319
  9. ^ (LA) Recueil des Chartes de l'Abbaye de Cluny, tome II, documento 1127, Pag 217 e 218
  10. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis II. par. 60, pag. 299
  11. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus I: Annales Sangallenses Maiores. anno 922, pag. 78
  12. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 10, pag. 330
  13. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 12, pag. 330
  14. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 13, pag. 330
  15. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 26, pag. 334
  16. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 27, pagg. 334 e 335
  17. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 28, pag. 335
  18. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 30, pag. 335
  19. ^ a b (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber V. par. 31, pag. 336
  20. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Liudprandi Antapodosis liber VI. par. 2, pag. 337
  21. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : re d'Italia - LOTHAR)
  22. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Flodoardi Annales. anno 951, pag. 401
  23. ^ (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus III: Flodoardi Annales. anno 966, pag. 407

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

  • C. W. Previté-Orton, "L'Italia nel X secolo", cap. XXI, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 662–701.
  • Louis Halphen, "Il regno di Borgogna", cap. XXV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 807–821.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re d'Italia Successore Corona ferrea.png
Ugo di Provenza 947 - 950 Berengario d'Ivrea

Controllo di autorità VIAF: 5315625 LCCN: n2009005403